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Trapiantato cuore fermo da 20 minuti, prima mondiale a Padova/VIDEO

cuore Padova

Eccezionale intervento in prima mondiale dal Veneto. Sta suscitando scalpore la notizia del primo trapianto di un cuore ‘ricondizionato’, ovvero fatto ripartire dai medici dopo che aveva cessato ogni attività elettrica da 20 minuti. A eseguire l’eccezionale intervento i cardiochirurghi dell’Azienda ospedaliera di Padova.

“Ancora una volta – ha commentato con soddisfazione il presidente della Regione Luca Zaia – è la sanità del Veneto a varcare una nuova frontiera della medicina. Da oggi la cardiochirurgia non sarà più come prima, perché si apre una prospettiva che può ridare speranza a tanti malati che attendono un trapianto di cuore. Lo dobbiamo, con gratitudine, all’intera Azienda Ospedale Università di Padova, al professor Gino Gerosa e alla sua equipe e al dottor Paolo Zanatta, direttore dell’Anestesia e Rianimazione del Ca’ Foncello, che ha eseguito il prelievo dell’organo. Straordinari professionisti, ai quali vanno i nostri orgogliosi complimenti”.

Una lunga tradizione

Nella stessa struttura avvenne, nel 1985, il primo storico trapianto di cuore in Italia donato da un giovane trevigiano, Francesco Busnello e impiantato nel petto di Ilario Lazzari da professor Gallucci, alla cui memoria è oggi intitolato il Centro di Cardiochirurgia di Padova.

“Quello fu un momento storico: 38 anni fa si varcò una soglia fino a poco prima impensabile – ha detto Zaia – Oggi la storia si ripete, grazie a un grande allievo di Gallucci e ai progressi tecnologici e scientifici che si sono susseguiti da allora in quella stessa struttura padovana, che non ha mai smesso di stare al passo con i tempi e spesso, come in questo caso ha saputo precorrerli”.

“E’ la prima volta al mondo che un cuore fermo viene riattivato e impiantato senza danni che possano pregiudicare il trapianto dopo un tempo così lungo. Questo – ha aggiunto Zaia – apre frontiere impensabili rispetto al possibile utilizzo di organi da trapiantare.  Secondo gli esperti potrebbe portare a un incremento del 30% nel numero dei trapianti in Italia”.

In passato sono stati eseguiti trapianti con cuore ‘fermo’ da pochi minuti. Ma la legge italiana, in questi casi, prescrive che il prelievo da cadavere possa avvenire solo quando il cuore ha cessato l’attività da almeno 20 minuti.

La soddisfazione di Gerosa

“Per primi al mondo – ha detto Gino Gerosa, direttore della cardiochirurgia padovana – abbiamo dimostrato in Italia che si può utilizzare per un trapianto cardiaco un cuore che ha cessato ogni attività elettrica da 20 minuti. La possibilità è quella di incrementare di circa un 30% il numero organi disponiili di cuore”.

Il paziente dopo l’intervento sta avendo un decorso regolare e il cuore “funziona molto bene”, ha aggiunto Gerosa sottolineando “il grande lavoro di squadra” fatto per arrivare a questo risultato. Un lavoro che ha coinvolto più strutture, dal momento che il cuore è stato prelevato a Treviso e trapiantato a Padova.

“L’innovazione in medicina si basa su esperienza, creatività e coraggio ma tutto deve essere guidato dall’etica”, ha ricordato Gerosa. Il cuore è stato fatto ripartire “utilizzando delle tecniche messe a punto a Padova e che non hanno niente di magico”, ha poi spiegato il cardiochirurgo. L’organo ora si sta comportando “come un cuore di eccellente fattura”.

Gli italiani in attesa di trapianto

Secondo quanto reso noto di recente dal Cemtro nazionale trapianti sono circa 8mila pazienti che in questo momento hanno bisogno di un trapianto: in lista d’attesa ci sono 5800 persone che aspettano un nuovo rene, 1000 un fegato, 700 un cuore, 300 per un polmone, 200 per un pancreas e 5 per l’intestino.

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