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La sordità non esiste, la provocazione degli specialisti Sio

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Non è facile ammettere di non sentirci bene. Spesso le persone negano il problema, o cercano di ‘compensare’ la difficoltà con piccoli ‘trucchi’, pur di non ricorrere all’apparecchio acustico. Ma questa volta la provocazione arriva dagli otorini: “La sordità non esiste, esistono le malattie dell’apparato uditivo”.

Sa di sfida l’affermazione che arriva dal Congresso nazionale Sio – Società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale – in corso a Milano, diretto da Domenico Cuda con i presidenti onorari Angelo Caroggio e Michele De Benedetto.

Un evento in cui – come ha tenuto a evidenziare nel suoi intervento di apertura Giovanni Danesi, presidente della Sio – gli specialisti della materia “intendono rilanciare il loro ruolo centrale sul terreno della tutela della salute dei cittadini. E per fare questo siamo pronti a rafforzare anche il nostro ruolo attivo in quelle che sono le iniziative di lobbying positiva. Fare lobby per noi significa ‘rendere ciò che è come dovrebbe essere’, per rafforzare la nostra capacità complessiva di operare a favore del benessere delle persone affette da patologie in area orotinolaringoiatrica”.

Il tutto facendo “incontrare le generazioni” di specialisti, per un confronto tecnico scientifico su innovazione, ottimizzazione dei percorsi di diagnosi e cura, di medicina traslazionale e di precisione.

“Si prevede che da qui al 2050 nel mondo una persona su quattro soffrirà di ipoacusia, dato peggiorativo ripetto a quello attuale che vede colpita una persona su cinque. Per di più l’80% di questi indivudui vive in aree sprovviste di adeguati sistemi sanitari”, ha detto Cuda. “Ed è proprio perché siamo assolutamente convinti che la sordità sia un concetto superato, che di fatto si debba parlare di malattie dell’apparato uditivo”, ha spiegato.

“La Società italiana di otorinolaringoiatria ha promosso un Patto intersocietario per la cura delle malattie dell’orecchio e dei conseguenti disturbi uditivi, condiviso con le società mediche e le professioni sanitarie coinvolte tra cui pediatri, geriatri, medici di medicina generale, audiometristi, audioprotesisti, logopedisti e assistenti sanitari”.

Grande l’attenzione per la telemedicina, le opportunità offerte dalle stampanti 3D e le applicazioni dell’intelligenza artificiale. “La digitalizzazione in Italia – ha detto Cuda – cresce in ogni ambito del tessuto sociale. In quello sanitario è proprio la telemedicina a creare opportunità che fanno bene non solo al cittadino, ma anche all’ambiente in cui vive: con la telemedicina, del resto, crescono le terapie digitali, che assicurano al paziente la possibilità di curarsi correttamente everntualmente anche da remoto, oltre a consentirgli di acquisire maggiore consapevolezza sul proprio stato di salute. Ed è proprio perché al paziente dedica maggiore attenzione, che il medico può approntare programmi terapeutici” più mirati. Anche nella lotta alle malattie dell’udito.

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