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Cibo, in Italia è davvero sicuro? La mappa delle insidie/VIDEO

Siamo la patria della dieta mediterranea, con eccellenze alimentari note ed esportate in tutto il mondo. Ma il cibo, in Italia, è davvero sicuro? Il panorama che emerge dai molti dati diffusi in occasione della Giornata Mondiale Onu della Salubrità Alimentare, promossa da Fao e Oms, è variegato. Se da una parte non mancano le insidie nel piatto, i controlli appaiono serrati. E ci permettono di rilevare che le minacce arrivano spesso dall’estero. 

Quasi un allarme al giorno

Dati alla mano, scopriamo che in Italia è scoppiato quasi un allarme al giorno relativo al cibo, per un totale di ben 317 notifiche, l’86% relative a prodotti importati dall’estero. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf).

Tonnellate di cibo irregolare intercettate dai Nas

Fra i protagonisti della sicurezza a tavola ci sono i carabinieri del Nas: nell’ultimo anno hanno sequestrato oltre 8.000 tonnellate di alimenti irregolari di varia natura (prodotti ittici, lattiero-caseari, carne, prodotti da forno e cereali, bibite e bevande). I motivi? Ignota provenienza, pessime condizioni igienico-sanitarie, stoccaggio in ambienti non adeguati, presenza di evidenti segni di alterazione o date di scadenza superate, per un valore complessivo di oltre 34 milioni di euro. Elementi che non tranquillizzano, in effetti.

La buona notizia per i fan del made in Italy è che, sul totale dei 317 allarmi del 2022 “solo 44 (14%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 106 provenivano da altri Stati dell’Unione Europea (33%) e 167 da Paesi extracomunitari (53%). In altre parole – come precisa Coldiretti – oltre otto prodotti su dieci pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (86%)”.

Pesce e molluschi spagnoli

Proprio il report Coldiretti accende i riflettori sul pesce spagnolo, per l’alto contenuto di mercurio, e i molluschi e bivalvi, sempre provenienti dalla Spagna, in particolare per la presenza di norovirus, agente patogeno riscontrato anche sulle ostriche francesi. Non mancano carni avicole contaminate da Salmonella provenienti dalla Polonia, pistacchi e i fichi secchi dalla Turchia con elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti nonché i pomodorini dall’Egitto e i litchi dalla Cina, per la presenza di pesticidi oltre i limiti consentiti.

Le ispezioni dei Nas

I controlli non mancano, dicevamo. Nel complesso sono state eseguite circa 27 mila ispezioni nei confronti dell’intera filiera agroalimentare (produzione, distribuzione del cibo e ristorazione), con irregolarità in oltre 10 mila strutture ispezionate (il 37%).

Sono state individuate 16.118 violazioni alle normative nazionali e comunitarie che disciplinano l’igiene e la sicurezza del cibo. I Nas hanno arrestato 3 operatori del settore alimentare: 2 veterinari addetti ai controlli della filiera delle carni e lattiero-casearia per corruzione ed abuso di ufficio, un titolare di un caseificio per furto di energia elettrica, segnalando 9.328 soggetti alle Autorità competenti (di cui 772 denunciati all’Autorità Giudiziaria).

Le sanzioni amministrative hanno superato i 126 milioni di euro, mentre 798 le strutture – fra depositi, ristoranti, panifici, attività di produzione e vendita di alimenti vari, etc. per un valore complessivo di oltre 500 milioni di euro – sono state “chiuse per gravi irregolarità igienico-sanitarie e autorizzative”.

I cibi etnici

In questo caso i Nas hanno effettuato circa 700 ispezioni, rilevando irregolarità in 329 strutture (pari al 50% circa degli obiettivi controllati): sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria e sanitaria oltre 300 operatori e contestate 540 sanzioni amministrative, per un valore complessivo di oltre 500 mila euro.

Alimenti scaduti modificati in modo da ‘allungarne’ la validità, 25 tonnellate di carni in pessimo stato di conservazione e in presenza di escrementi di roditori, prodotti di origine extra comunitaria completamente ricoperti da liquido congelato, percolato dal soffitto a causa di malfunzionamento dell’impianto di refrigerazione: sono solo alcune delle segnalazioni dei carabinieri che hanno sequestrato 200 tonnellate di prodotti alimentari (prodotti ittici, carnei, vegetali etc.) non idonei al consumo in quanto privi di tracciabilità, in cattivo stato di conservazione e o detenuti in locali interessati carenze igieniche e/o con etichettatura irregolare, per un valore commerciale di circa 4 milioni di euro.

Residui chimici sul cibo

Dati che, secondo Coldiretti, confermano come “i cibi e le bevande stranieri sono oltre sei volte più pericolosi di quelli Made in Italy. Il numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari oltre i limiti di legge che in Italia è stato pari al 6,4% nei prodotti di importazione, rispetto alla media dello 0.6% dei campioni di origine nazionale, secondo i dati dell’ultimo Rapporto pubblicato da Efsa nel 2022 relativo ai dati Nazionali dei residui di pesticidi”.

“E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

La ricchezza del ‘cibo made in Italy’

Forse a questo punto può essere utile ricordare come l’Italia possa contare sull’agricoltura più green d’Europa (con 5450 specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni censite dalle Regioni), con ben 320 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg.

Coldiretti ricorda anche la leadership nel biologico con circa 86mila aziende agricole bio, 504 varietà iscritte al registro viti (contro le 278 francesi) e su 533 varietà di olive contro le 70 spagnole con ben 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione.

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