One Health, la strategia che mette insieme talenti e volontà per salvare il pianeta

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È arrivato il momento di mettere insieme talenti, competenze e volontà per promuovere concretamente in Italia una strategia One Health. Che i tempi siano maturi lo dimostra la partecipazione alla  presentazione, a Montecitorio, del neonato Intergruppo Parlamentare One Health, promosso dagli onorevoli Ylenja Lucaselli e Luciano Ciocchetti, al quale hanno aderito finora 27 tra senatori e deputati.

Ma cosa intendiamo con queste due parole? “One Health – si legge nella definizione del One Health High-Level Expert Panel – è un approccio integrato e unificante che mira a equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali ed ecosistemi. Riconosce che la salute dell’uomo, degli animali domestici e selvatici, delle piante e dell’ambiente in generale (ecosistemi inclusi) sono strettamente collegati e interdipendenti.

L’approccio One Health spinge molteplici settori, discipline e comunità a vari livelli della società a lavorare insieme per promuovere il benessere e affrontare le minacce per la salute e gli ecosistemi, affrontando al tempo stesso la necessità comune di acqua pulita, energia e aria, alimenti sicuri e nutrienti, contrastando il cambiamento climatico” nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

Di approccio One Health si parla da tempo, ma solo dopo la pandemia le cose sono cambiate, con il lancio del “Global One Health Joint Plan of Action” di Oms, Fao e Woah.

Nell’incontro alla Camera, moderato da Margherita Lopes di Fortune Italia, è stata ricordata l’esperienza di Covid-19, così come le conseguenze dei cambiamenti climatici su malattie un tempo tropicali e oggi endemiche anche alle nostre latitudini. Insieme alla sfida dell’energia e all’esigenza di sostenibilità ambientale.

“Questo è un momento cruciale – ha detto con forza il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, plaudendo all’iniziativa – per operare scelte nazionali e mondiali volte a contrastare l’effetto dell’uomo sui cambiamenti climatici, con le gravi conseguenze sugli equilibri e le biodiversità. La parola d’ordine è difendere l’ambiente e la biodiversità. Questo potrebbe dare un grande contributo anche sul fronte della salute. Gli effetti del cambiamento climatico – ha sottolineato il ministro – sono ormai evidenti. Nell’arco di pochi giorni siamo passati da una grave siccità alle alluvioni; fenomeni un tempo ritenuti straordinari, oggi non lo sono più e vanno affrontati con un impegno maggiore nel trovare i percorsi per adattarci e soprattutto per mitigarli. Il contributo che ci aspettiamo da questo Intergruppo è dunque una lettura il più possibile oggettiva delle azioni e un operato ispirato da un confronto chiaro e leale, senza pregiudizi”.

Non è un caso se il nuovo Intergruppo parlamentare è stato presentato proprio “nella Sala del Mappamondo – ha sottolineato l’onorevole Ylenja Lucaselli – La salute del pianeta è infatti un problema di tutti: l’uomo, principale responsabile dei cambiamenti ambientali, rischia di diventarne anche vittima. Ma se gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’antropocene sulla salute globale sono in atto, le risposte per contrastarli sono invece in grave ritardo. La ‘salute unica’ è un approccio olistico che comprende la progettazione e la realizzazione di programmi di prevenzione primaria, ricerca e pratica clinica e, quindi, di politiche e normative in cui le diverse professionalità e competenze collaborano efficacemente per raggiungere esiti di salute globale. Già da tempo la medicina umana e quella veterinaria collaborano nella gestione delle zoonosi, ma si vuole realizzare un approccio più ampio, che integri le politiche ambientali, economiche e sanitarie”. Non uno slogan o un catalogo di buone intenzioni, ma “una comunità di risolutori per contribuire a restituire alle nuove generazioni fiducia nel domani”.

“Abbiamo toccato con mano l’impatto che ha avuto un virus animale sulla salute umana – ha ricordato l’onorevole Luciano Ciocchetti – Ora è il momento di unire le forze e disegnare una strategia integrata italiana per la difesa della salute umana, animale e ambientale, alle prese con i sempre più evidenti sconvolgimenti legati al cambiamento climatico. Solo così la lezione di Covid-19 non andrà persa, ma anzi ci permetterà di difendere il Paese e il nostro pianeta da eventuali future minacce. Mi fa piacere sottolineare la sensibilità degli esponenti delle diverse forze politiche che hanno aderito e stanno aderendo con entusiasmo a questo Intergruppo. Una sensibilità che prima di Covid-19 non c’era. Spero avremo altre adesioni”, ha auspicato Ciocchetti, assicurando unione di intenti per un’azione efficace e robusta.

L’Intergruppo sarà affiancato da un Comitato tecnico-scientifico formato da esperti di diversi settori, con funzioni consultive e di raccordo con la One Health Alliance Italia, promossa dall’Intergruppo e da Fortune Italia e formata da associazioni, federazioni e società scientifiche. Compito del Comitato sarà quello di proporre temi di discussione e approfondimento, promuovendo una valutazione in termini legislativi, culturali, scientifici e tecnologici, con un occhio attento alla sostenibilità economica.

A rappresentare il Cts sono intervenuti Francesco Saverio Mennini, professore di Microeconomia e di Economia sanitaria all’Università di Roma Tor Vergata, Marcella Trombetta, preside della Facoltà Dipartimentale di Scienze e Tecnologie per lo sviluppo sostenibile e One Health dell’Università Campus Bio-Medico e Liborio Stuppia, rettore dell’Università degli Studi di Chieti Gabriele D’Annunzio.

“È fondamentale trasformare la spesa in salute in investimento – ha detto Mennini, uno dei 25 componenti del Cts – Questo è l’approccio vincente. In Italia sono stati guadagnati 200 mld di euro di Pil tra 2021 e 2022 solo grazie al fatto di aver completato le vaccinazioni anti-Covid nell’estate 2021 e non nel dicembre dello stesso anno. Le decisioni sulla salute devono essere prese sulla base di evidenze, senza limitarsi ad azioni emergenziali. I risultati di questi interventi poi vanno misurati sul lungo periodo e l’intero percorso”.

 

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