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Caldo, quando inizia a impattare sulla salute (e sul lavoro)

caldo

Non è stato un mese torrido solo in Italia. Il 6 luglio il pianeta ha sperimentato il giorno più caldo mai registrato da quando viene tenuta traccia delle temperature globali. E le proiezioni climatiche stimano che l’intensità delle ondate di calore e la scarsa qualità dell’aria aumenteranno, con gravi impatti per la salute umana.

Ebbene, mentre in Italia il Consiglio dei ministri vara il dl Caldo, per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori più esposti alle temperature elevate, i ricercatori dell’Università di Waterloo e della Toronto Metropolitan University hanno perfezionato un metodo di raccolta dei dati proprio per valutare l’impatto dell’afa sulla salute.

Intanto in una Lettera aperta ai media italiani, 92 scienziati e ricercatori delle più importanti istituzioni scientifiche del nostro Paese, tra cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, lanciano un appello ai giornalisti, chiedendo loro di parlare delle cause della crisi climatica – le emissioni di gas serra prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili – e delle sue soluzioni – la rapida eliminazione dell’uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili.

La lettera degli scienziati

“Omettere queste informazioni – scrivono i firmatari – condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore”. Gli scienziati dichiarano di ritenere propria responsabilità, come cittadini italiani e membri della comunità scientifica, avvertire chiaramente di ogni minaccia alla salute pubblica. E ricordano che è dovere dei giornalisti difendere il diritto all’informazione e diffondere notizie scientifiche verificate.

Il Dl Caldo

Dal canto suo, il provvedimento del Governo estende la possibilità di accedere alla cassa integrazione per i settori dell’edilizia e dell’agricoltura, considerati i più esposti all’emergenza caldo. In pratica, in caso di eventi oggettivamente non evitabili, consente di chiedere la cig a ore per i lavoratori edili e agricoli, escludendola dal conteggio previsto (rispettivamente 52 settimane nel biennio mobile per la cig ordinaria in edilizia e 90 giorni nell’anno solare per la Cisoa in agricoltura).

“La previsione contenuta nel decreto di favorire intese con le parti sociali – ha precisato il ministro della Salute, Orazio Schillaci – ci consentirà di intervenire ulteriormente, anche recependo le intese attraverso decreti, per definire modalità organizzative, misure di prevenzione e di sorveglianza sanitaria in modo da aumentare i livelli di sicurezza in presenza di temperature elevate, come abbiamo iniziato a fare con il protocollo che il ministero della Salute ha elaborato nei giorni scorsi che fornisce indicazioni sui i turni di lavoro, la gestione delle pause, l’abbigliamento adatto, la costante idratazione e quanto può essere utile a garantire più elevati livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Caldo sempre più intenso: il costo in vite umane

La scoperta

Sul fronte della ricerca, il team di studiosi canadesi spiega su ‘Environmental Research’ che anche aumenti moderati della temperatura, ad esempio temperature notturne a partire da 18,4 gradi Celsius, possono portare a un aumento delle visite in ospedale e perfino alla morte per anziani persone con patologie cardiorespiratorie.

Il nuovo metodo, assicurano, aiuterà i comuni a sostenere  la scelta delle misure di mitigazione e adattamento per rispondere efficacemente ai cambiamenti climatici. “Le ondate di calore causano più morti in Canada di qualsiasi altro rischio climatico”, ha affermato il dottor Mohamed Dardir, ricercatore post-dottorato presso la School of Environment, Enterprise and Development di Waterloo. “Non stiamo ancora rispondendo alle temperature come facciamo nel caso di grandi eventi meteorologici, come inondazioni e incendi”.

Lo studio ha analizzato la primavera e l’estate a Mississauga e Brampton, in Ontario. Integrando i dati sulla qualità dell’aria e sul calore, i ricercatori hanno ottenuto un quadro più dettagliato dei rischi per la salute a breve termine che colpiscono la popolazione vulnerabile. I risultati confermano l’aumento dei decessi totali e delle visite ospedaliere in queste aree, con l’impatto maggiore nel giorno del caldo estremo, protratto per i due giorni successivi.

In futuro, il team prevede di espandere la propria analisi per includere più rischi ambientali, come tempeste e inondazioni. I ricercatori affermano che questo lavoro aiuterà la società civile e i responsabili politici a cogliere l’entità di questi eventi climatici e a prendere decisioni mirate, giustificando gli investimenti nella resilienza climatica.

Come ha affermato Jeffrey Wilson, professore presso la School of Environment, Enterprise and Development dell’Università di Waterloo, “essere in grado di dettagliare i risparmi e i vantaggi per la società di queste misure aiuterà a capire perché è importante lavorare insieme per affrontare le ondate di calore“.

L’orologio corre

Ci piace concludere con una buona notizia: “Siamo ancora in tempo – scrivono gli scienziati italiani autori della Lettera appello – per scegliere il nostro futuro climatico. Siamo ancora in tempo per scegliere un futuro sostenibile che metta al primo posto la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, come previsto dagli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050. Possiamo farlo anche grazie a una corretta comunicazione e alla cooperazione tra noi tutti”.

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