Covid: Eris e l’ondina di agosto, cosa sta accadendo

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Ma c’è ancora Covid-19? In molti se lo sono sentito chiedere questa estate, mentre dopo il crollo di luglio, i contagi in Italia tornavano a risalire. Ma come mai questa ‘ondina’ di agosto? E la nuova sottovariante Eris ci deve preoccupare?

Fortune Italia lo ha chiesto a Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma, noto anche come il ‘cacciatore di varianti’ Covid (per averle analizzate una ad una, inclusa Eris o EG.5).

La sottovariante della discordia

Non poteva che portare scompiglio l’ultima sottovariante di Omicron EG.5, in aumento in Europa dopo essere stata identificata per la prima volta all’inizio dell’anno. Il suo ‘nome d’arte’ è ispirato alla dea greca della discordia, sorella di Ares (Dimo e Fobo, cioè il Terrore e lo Spavento, le sono compagni).

‘EG.5’, è un lignaggio discendente da XBB.1.9.2 con una mutazione aggiuntiva nella proteina Spike. Ebbene, la buona notizia è che “Eris non è più pericolosa rispetto alle altre forme viste in questi mesi, anzi le analisi ci dicono che ha una virulenza inferiore rispetto ad altre varianti di Omicron”, assicura Ciccozzi, che ha effettuato uno studio su Eg.5 pubblicato sul ‘Journal of Medical Virology’.

La ricerca, firmata da Ciccozzi con Fabio Scarpa dell’Università di Sassari, Stefano Pascarella della Sapienza di Roma e Marta Giovannetti del Campus Bio-Medico, mette in luce quello che gli autori definiscono il “basso potenziale” di EG.5. “I potenziali di membrana ci dicono che non è più contagiosa o più virulenta di Arturo o Kraken. E non abbiamo elementi che ci facciano pensare a un aumento dei casi o delle forme gravi di malattia legati a EG.5”.

Anche secondo l’Oms il rischio per la salute pubblica resta basso, al momento, essendo simile alle precedenti varianti in circolazione. “E ne vedremo ancora tantissime: questo virus muta molto velocemente, dunque le sottovarianti saranno ancora numerose”, prevede Ciccozzi, convinto che l’allarme arrivato dalla Gran Bretagna sia stato “eccessivo”.

I numeri in Italia e l’ondina di agosto

Gli ultimi dati Covid del ministero della Salute nella settimana 10-16 agosto parlano di 5.919 nuovi casi positivi con una variazione di -4,4% rispetto alla settimana precedente (6.190), 56 morti (-16,4% rispetto alla settimana precedente) e un calo di oltre il 23% nel numero dei tamponi. Per il direttore generale della Prevenzione, Francesco Vaia, “rispetto alla settimana precedente il numero di nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2 identificati e segnalati in Italia è stabilmente basso e in lieve diminuzione. Il ministero della Salute e gli Enti deputati, pur in una situazione di assoluta tranquillità, mantengono inalterato il sistema di sorveglianza, incluse le varianti. Nessun allarmismo, ma anche nessuna sottovalutazione”.

Quanto all’ondina di di agosto, “era prevedibile: quello di Covid-19 non è un virus stagionale, che scompare in estate. Ormai lo sappiamo: ha un andamento a onde, ormai ondine, come quelle del mare sul bagnasciuga. Appena una si ritrae, l’atra arriva”, spiega l’epidemiologo.

Per Ciccozzi, tra l’altro, a spiegare l’aumento dei contagi a inizio agosto è anche il periodo di ferie: “Le persone che non si sentivano bene hanno fatto più tamponi, per capire se potevano partire per le vacanze”.

I sintomi che ricordano l’influenza

“In molti – aggiunge lo specialista – mi hanno segnalato questa estate sintomi un po’ diversi dal solito: febbre a 38 per un paio di giorni, dopodichè con l’ibuprofene scendono febbre e infiammazione e in circa 5 giorni finisce tutto. Un po’ come l’influenza, ecco perchè penso che le indicazioni del ministro della Salute Schillaci sullo stop all’isolamento e ai tamponi siano corrette. L’unico consiglio a chi esce dopo qualche giorno di febbre per andare a trovare una persona anziana o fragile è quello di indossare la mascherina. Un’accortezza utile anche nel caso dell’influenza, per proteggere chi è più vulnerabile”.

I vaccini

E allora chi dovrà vaccinarsi contro Covid-19 a ottobre? “Come indicato dal ministero, gli anziani e i fragili faranno bene a fare un richiamo in autunno. Avremmo prodotti aggiornati a Kraken, anche perchè non ha senso inseguire le varianti. Certo, è importante che la campagna vaccinale sia ben studiata, perchè c’è una grande stanchezza vaccinale. Allora forse è utile ricordare che questo virus può ancora essere insidioso per le persone avanti negli anni o più fragili a causa delle loro condizioni di salute di base. Indipendentemente dalla sottovariante”, conclude Ciccozzi. Insomma, Covid c’è ancora ma su questo fronte non sembra esserci ‘discordia’ fra gli esperti, in barba a Eris.

 

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