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Come essere genitori più felici, il ‘metodo dei cinque passi’

genitori felici

C’è un detto anglosassone che recita “Happy wife, happy life”, ma è possibile che anche la versione “genitore felice, famiglia felice” sia vera? Sebbene la felicità sia una gran cosa a cui tendere come genitori, non dovrebbe essere il fine ultimo di tutto, avverte Caroline Leaf, dottoranda di ricerca, autrice di ‘How to Help Your Child Clean Up Their Mental Mess’ (‘Come aiutare i bambini a ripulire la loro confusione mentale’, ndr), neuroscienziata cognitiva, esperta di salute mentale e mamma di quattro figli.

“È irrealistico aspettarsi di essere felici tutto il tempo, e stabilire ciò come un obiettivo può danneggiare la nostra fiducia, ma anche motivazione, prospettiva sulla vita e persino identità, perché potremmo pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in noi come genitori se non siamo sempre felici”, dice. “La felicità non dovrebbe essere l’obiettivo, piuttosto una parte dell’obiettivo di essere genitori al meglio delle nostre capacità”. Invece di puntare costantemente alla felicità, Leaf suggerisce di praticare una ‘calma accettazione’, riconoscendo che essere genitori è difficile e capendo che l’esperienza comporterà una serie di errori. Permettersi di provare tutte le emozioni, compresa la delusione, la frustrazione e la paura, è meglio che cercare la “felicità a tutti i costi”.

“È importante ricordare che la felicità è un sentimento e può cambiare piuttosto rapidamente a seconda del contesto”, spiega Leaf. “Se basiamo il nostro obiettivo su un sentimento che cambia, finiremo per rimanere delusi”.

Genitori: la felicità non è l’obiettivo

Invece di rendere la felicità l’obiettivo, Caroline Leaf incoraggia i genitori ad abbracciare i momenti alti e bassi della genitorialità. Un modo per farlo è il ‘metodo dei cinque passi’ che ha fondato 38 anni fa, che serve da base per la sua app di gestione mentale, Neurocycle.

“Immagina di prendere tuo figlio dall’asilo e il tuo bambino sta facendo una scenata. È molto difficile concentrarsi e c’è la tentazione di perdere la pazienza”, dice Leaf. “Mettendo chiarezza nella tua mente e completando un esercizio di ‘consapevolezza’, una meditazione o una tecnica di respirazione, sarai in grado di calmarti”. In questo scenario, la studiosa consiglia ai genitori di prestare attenzione a come si sentono mentalmente e fisicamente prima di rispondere ai loro figli e, quando possibile, di seguire il ‘metodo dei cinque passi’.

  1. Leaf istruisce i genitori a prendere consapevolezza delle proprie emozioni. Se si ha difficoltà a identificare i propri sentimenti, si può provare a utilizzare la ‘Ruota delle Emozioni’, un’illustrazione composta da sei emozioni principali al centro della ruota (felice, triste, disgustato, arrabbiato, spaventato, cattivo e sorpreso) e sfaccettature di queste emozioni negli anelli esterni del cerchio. Se non si ha tempo di consultare la ruota, si potrebbe provare a dire ad alta voce: “Mi sento arrabbiato. Mi sento frustrato. Mi sento sopraffatto”.
  2. Leaf invita successivamente i genitori a riflettere su come si sentono. Una riunione è durata più del previsto e si è fatto di tutto per prendere in tempo il proprio figlio? O forse il partner ha dimenticato di cambiare il bucato… ancora una volta, lasciandoci senza una camicia pulita da indossare. Qualunque sia il motivo, è importante capire la radice della tua frustrazione.
  3. Se possibile, Leaf suggerisce di scrivere le proprie riflessioni per aiutare a organizzare il pensiero, ma comprende che ciò potrebbe non essere sempre possibile.
  4. Dopo aver valutato i propri sentimenti, è necessario prendersi del tempo per pensare a cosa le emozioni stanno cercando di dirci. “Cerca indizi nella tua scrittura, quindi inizia a ridefinire/riconcettualizzare il modo in cui stai pensando a ciò che è successo e come puoi migliorare la situazione”.
  5. Una volta avuto il tempo di riflettere, Leaf consiglia di fare esercizio. “Si tratta di un pensiero o di un’azione che devi praticare quotidianamente per aiutarti a ridefinire ciò a cui hai pensato nel passaggio precedente, cioè cosa farai ogni giorno per darti il tempo e lo spazio mentale necessario per affrontare ciò che ti sta preoccupando”, spiega.

Questo passaggio potrebbe consistere nell’eseguire un rituale quotidiano di ringraziamento, nel godere momenti semplici con i propri cari senza concentrarsi sugli errori. Qualunque sia il caso, Leaf incoraggia i genitori ad affrontare la genitorialità, come “un processo costante di crescita e apprendimento. È impossibile sapere sempre cosa fare”, dice. “Non devi sapere tutto. Non si tratta di essere perfetti o di sapere sempre cosa fare e quando farlo. Comprendere questo porterà soddisfazione e aiuterà ad attraversare le sfide inevitabili della genitorialità”.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

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