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Lezioni di primo soccorso a scuola, la legge c’è ma non basta

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Bastano pochi secondi per salvare una vita. “La rianimazione cardiopolmonare è uno straordinario primato di civiltà, perché vede la vita poter vincere sulla morte utilizzando anche solo due mani”. A sottolinearlo è Mario Balzanelli, presidente nazionale Società italiana Sistema 118, che in vista del 16 ottobre, Giornata mondiale sulla rianimazione cardiopolmonare, sottolinea come una legge dello Stato sia disattesa da anni. Parliamo di quella che prevede l’insegnamento nelle scuole delle manovre di primo soccorso.

Quando c’è un’emergenza non tutti sanno cosa fare per prestare soccorso prima che intervengano i medici. “L’Italia dal 2015, è uno dei pochi Paesi dell’Unione europa in cui la legislazione ha sancito l’insegnamento a scuola della rianimazione cardiopolmonare e delle altre manovre salvavita. Il primo soccorso, con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione precoce, è diventato argomento di studio, formazione e addestramento a scuola grazie al popolo italiano.
Dal 28 gennaio al 28 luglio 2005, partendo da Taranto, abbiamo raccolto 93.000 firme in tutta l’Italia – ricorda Balzanelli – avvalendoci dello strumento giuridico dell’articolo 71 della Costituzione, promuovendo una iniziativa legislativa popolare finalizzata alla introduzione obbligatoria del Primo Soccorso nella scuola italiana”.

Un frutto dell’impegno civico forte della cosapevolezza che “le 4 manovre fondamentali salvavita del primo soccorso, costituite da massaggio cardiaco, defibrillazione precoce, disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo ed emostasi delle emorragie esterne minacciose, proprio perché in grado di salvare decine di migliaia di vite all’anno, ogni anno, devono essere conosciute da tutti i cittadini italiani, a partire dal periodo scolare, in particolare negli anni delle scuole secondarie di primo e di secondo grado”, sottolinea il presidente della Sis 118.

“Quella nostra istanza fu accolta e incorporata nel testo della legge sulla Buona Scuola, diventando l’articolo 1, comma 10, della Legge 107/2015”, afferma Balzanelli.

Nel 2018 il Miur incaricò la Sis 118 di effettiare, a titolo gratuito, una sperimentazione didattica delle linee guida interministeriali a livello dei vari territori regionali, “coinvolgendo per quattro mesi 13 province e 5.000 studenti”, ricorda Balzanelli. Poi però “sul piano attuativo, il nulla. Auspichiamo, quindi, che il Governo e il ministero dell’Istruzione diano al più presto un nuovo impulso attuativo, traducendo in virtuosa realtà una legge dello Stato che già esiste da 8 anni ed ha ampiamente dimostrato di essere didatticamente efficace e, quindi, in grado di poter dare, già nell’immediato, i suoi frutti”.

Ma cosa serve, in concreto? Occorre “creare nella scuola le basi conoscitive e le competenze pratiche indispensabili – conclude Balzanelli – perchè, facendo tutti con tempestività e appropriatezza quelle semplici manovre, si possano restituire alla vita, ogni anno, almeno ventimila delle 60.000 persone vittime di un arresto cardiaco improvviso”. Il primo soccorso può essere determinate: è tempo di insegnarlo davvero ai ragazzi.

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