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Hpv, un corto per ‘Riscrivere’ la malattia e proteggere il futuro

Riscrivere Hpv

Chiudere gli occhi in un letto d’ospedale e viaggiare indietro nel tempo, fino al giorno che si è rivelato fatidico nella vita di una giovane donna, per riscrivere una storia di malattia e trasformarla in speranza. Grazie a scelte apparentemente banali, che però possono fare la differenza, anche a distanza di molti anni.

Parla di paura, incomprensione, delusione, rabbia, ma anche amore e speranza il cortometraggio “Riscrivere”, prodotto da Brandon Box per la regia di Mattia Lunardi e promosso da Msd Italia con il patrocinio della SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), presentato in esclusiva alla Festa del Cinema di Roma.

L’Hpv e i tumori

Al centro della storia portata sul grande schermo c’è l’infezione da Papillomavirus (Hpv), oggi la più frequente fra quelle trasmesse per via sessuale. Questo patogeno, oltretutto, può causare diversi tipi di tumore: cervice uterina, ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe e laringe. In Italia, oltre 6.500 casi ogni anno sono attribuiti a infezioni croniche di ceppi oncogeni di Hpv, virus che determina la totalità dei tumori della cervice uterina (2.400 diagnosi solo nel 2022).

Ecco allora che entriamo nel tema del ‘corto’: prevenire i tumori collegati oggi all’Hpv è possibile. Ma bisogna intervenire per tempo.

Il ‘viaggio’ di Linda

La storia segue la vicenda di una giovane donna, Linda, che in un letto d’ospedale, si trova a riflettere sul suo passato e su quello della sua famiglia. Vicino al letto trova in terra un braccialetto in pezzi, uguale a quello che aveva da ragazzina; cercando di capire chi l’abbia perso, Linda si addentra nell’ospedale, ma aprendo una porta chiusa si ritrova all’improvviso nella casa dove viveva anni prima con la famiglia.

Assiste così a tanti episodi familiari, osservandoli con occhi da adulta. Nessuno la vede, ma lei invece vede tutto. E non si limita a questo: con piccoli interventi riesce ad appianare liti, ricucire le incomprensioni e, soprattutto, ad attirare l’attenzione della madre su una lettera che era stata dimenticata: l’invito ad aderire alla vaccinazione anti-Hpv. Perchè Linda era in ospedale per le conseguenze dell’infezione. Ma la magia del cinema rende possibile ‘riscrivere’ il passato e modificare il corso degli eventi.

Riscrivere un racconto, una storia, o semplicemente una frase, significa avere la possibilità di viaggiare nel tempo in un qualche modo, sperimentando simultaneamente passato e presente e futuro. La storia di Linda – sottolinea il regista, Mattia Lunardi – dà voce a tanti che si trovano a fronteggiare una diagnosi di tumore. Il senso di empatia che si è creato nel lavorare su questi personaggi spero possa essere trasmesso al pubblico, cercando di dare all’opera il compito di intrattenere, facendo al contempo riflettere”.

L’importanza della prevenzione

Vederla sullo schermo e mettersi nei panni di una famiglia moderna non è difficile. “Oggi corriamo tanto e non abbiamo mai tempo”, ha detto Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, sottolineando l’esperienza della mamma di Linda. “Ma c’è un tempo a cui non dobbiamo mai rinunciare, ed è quello del dialogo, fondamentale per proteggere i nostri figli dalle malattie prevenibili. L’informazione corretta è importante – ha ricordato Luppi – Non è mai tardi per riscrivere la nostra storia. Come dico sempre, la vita in buona salute non è mai abbastanza”.

Anche perchè, come ha aggiunto Roberta Siliquini, presidente SItI, “abbiamo a disposizione un vaccino con un dimostrato profilo di sicurezza ed efficacia che copre oltre il 90% delle forme tumorali associate al virus. Relativamente al carcinoma della cervice uterina, la prevenzione secondaria ci offre la possibilità di intercettare precocemente, con lo screening, sia la presenza dell’Hpv attraverso la ricerca del Dna virale, sia la presenza di lesioni (Pap test), offrendoci l’opportunità di intervenire per tempo su una patologia che ha una letalità di circa il 20%”. Ma non mancano le ombre: “Assistiamo purtroppo a una bassa adesione sia alla vaccinazione, offerta gratuitamente a tutti gli adolescenti, maschi e femmine, che mantengono il diritto alla vaccinazione nel corso della vita, sia al Pap test per il tumore del collo dell’utero (cervice uterina) che è offerto alle donne gratuitamente. Approfittiamo poco di questi strumenti, che dobbiamo invece imparare ad utilizzare”.

Più salute è uguale a maggiori risparmi

Prevenire l’Hpv comporta un risparmio anche in termini di salute pubblica: i costi diretti totali correlati a queste infezioni, infatti, sono stimabili in oltre 542 milioni di euro l’anno. Il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 pone il raggiungimento della vaccinazione anti-Hpv per il 95% degli adolescenti di entrambi i sessi e richiede il recupero dei soggetti non vaccinati, garantendo il diritto alla gratuità almeno fino a 26 anni per le ragazze e fino a 18 anni per i maschi. Informazioni preziose, perché nella vita reale è importante fare le scelte corrette al momento giusto.

 

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