Covid, l’ultima follia: la ricerca dello sperma no-vax

sperma no vax

Modificano il Dna, ci fanno diventare magnetici (ricordate la leggendaria monetina attaccata al braccio?), trasmettono l’infezione causa di Covid-19. Le teorie complottiste sui vaccini contro Sars-Cov-2 sembrano non avere fine. A confermarlo è l’ultimo trend che arriva da Stati Uniti e GB, portato alla luce da un’inchiesta esclusiva del ‘Daily Mail’.

Come riporta Adnkronos Salute, stando al quotidiano britannico in questi mesi le richieste di sperma di uomini non vaccinati contro Covid hanno avuto un exploit sui social. Un prodotto piuttosto difficili da trovare, dopo le campagne di immunizzazione di massa. “È un po’ come un tempo la ricerca del sangue di unicorno”, commenta con un mezzo sorriso a Fortune Italia Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma. Ma vediamo meglio cosa sta succedendo.

Fecondazione no-vax

Gruppi Facebook di donatori di sperma non vaccinati offrono online i loro ‘servizi’ alle aspiranti madri. Negli Usa Jonathan David Rinaldi, soprannominato ‘The Sperminator’, donatore nel gruppo ‘Facebook Sperm Donation Usa’, la più grande community di questo tipo negli States, ha deciso di tesaurizzare il fenomeno. Fondando un suo gruppo ad hoc, rigorosamente limitato ai no-vax.

“C’è qualche donatore in Alabama e dintorni? No vaccino Covid, no malattie sessualmente trasmesse, solo inseminazione artificiale – riporta un annuncio – Mia moglie e io stiamo pensando di allargare la nostra famiglia e speriamo di trovare qualcuno che possa aiutarci”.

Il gruppo conta quasi 250 membri. Giovani professionisti, coppie gay, donne single provenienti sia dagli Stati Uniti che dal Regno Unito. La maggior parte dei donatori offre lo sperma gratuitamente.

Le ragioni della quête

Ma perchè questo ‘unicorno’ è così gettonato, in quest’epoca che ad alcuni può ricordare un Medioevo 4.o? A spingere in alto la ricerca di seme non vaccinato – e i conti correnti di donatori e intermediari – è la teoria, mai dimostrata, secondo cui i vaccini anti-Covid danneggerebbero in qualche modo Dna e sistema riproduttivo. E questo nonostante i dati sulla salute di miliardi di vaccinati.

“Non mi fido di ‘big government’, di ‘big pharma’. Non mi fido di loro e non ho bisogno di iniettarmi cose che non so nemmeno cosa siano”, ha detto Rinaldi al ‘Daily Mail’ online.  La ricerca poi corre sul web, non sui canali ufficiali. ‘Cryos’, una delle banche del seme più grandi d’America, ha dichiarato di aver avuto “pochissimi clienti che richiedevano informazioni su donatori non vaccinati”.

Quelle della scienza

“È davvero l’ultima follia, come la ricerca del sangue di unicorno – ribadisce Ciccozzi – Quali sono le ragioni di questa ricerca? La scienza ci dice che vaccinare la mamma in attesa è protettivo per il nascituro, nel caso del papà invece non cambia nulla. Quello che vorrei che mi spiegassero è l’obiettivo che si vuole ottenere. A parte il fatto che non tutti i vaccini anti-Covid sono a mRna, e che i dati ormai ci dicono che questi prodotti non hanno provocato nulla di quanto temuto da no-vax. Non vedo alcun vantaggio per il feto  scegliendo un donatore non vaccinato contro Sars-Cov-2. Poi magari i donatori si saranno vaccinati contro altro: allora perchè alcuni prodotti sì e altri no?”.

C?è poi un altro problema: “Queste ricerche sottobanco puntano al seme di non vaccinati, ma chi controlla che non ci siano altri rischi per la salute? Quali sono le prove a favore di questa tesi, che faremmo meglio a definire operazione commerciale? Chi dice che il seme sia sicuro, che non comporti rischi di Hiv, epatite o malattie genetiche? È triste dirlo, ma temo che dietro ci sia solo un business alimentato dalla credulità. Un business non privo di rischi”, avverte Ciccozzi.

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