Inquinamento: in periferia si rischia di più. La mappa di Milano

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Non solo una pesante cappa di smog, ma anche difficoltà economiche, stili di vita peggiori, poca attività fisica, cemento che soffoca il verde. Così l’impatto dell’inquinamento sulla salute dei cittadini diventa più pesante nelle periferie. L’allarme arriva da Milano, forte di un’indagine condotta dall’Agenzia per la tutela della salute del capoluogo lombardo (Ats), pubblicata sulla rivista ‘Epidemiologia&Prevenzione’.

Il peso dell’inquinamento

Nei quartieri di periferia, fra tangenziali, poco verde e palazzoni, ma anche molti cittadini over 65, il tasso di decessi attribuibile a biossido di azoto e polveri sottili può aumentare molto (fino al 50-60%) rispetto a quello registrato nelle aree limitrofe al centro, meno urbanizzate o più verdi, e nei quartieri centrali dove il traffico è solitamente soggetto a limitazioni.

Se ne è parlato proprio a Milano, in un incontro dal titolo evocativo – RespiraMi – presso la Fondazione Cariplo, cui ha partecipato anche Poppy Lyle, responsabile dell’inquinamento atmosferico della Greater London Authority che – nell’agosto scorso – ha deciso di estendere il divieto di circolazione dei veicoli più inquinanti a tutta l’area metropolitana (Ultra-Low Emission Zone).

Uno stop che si è tradotto in benefici per la salute ‘certificati’ già dalla ricerca. Una revisione pubblicata su Lancet Public Healthdell’Imperial College di Londra ha infatti dimostrato la riduzione dei problemi cardiaci, con meno casi di ipertensione, ricoveri, morti per infarti e ictus quando si adottano queste misure.

Il caso Milano

Con quasi 1,4 milioni di abitanti, Milano è la seconda città metropolitana d’Italia, storicamente afflitta dallo smog per le numerose fonti di emissione che la accomunano alla Pianura Padana (industriali, residenziali, da traffico e da allevamenti intensivi) che, aggiunte al ristagno dell’alta pressione e alle particolari condizioni orografiche, non favoriscono la dispersione degli inquinanti atmosferici. Un fenomeno i cui effetti sono stati analizzati dallo studio di Ats.

Il parere degli esperti

Come ha spiegato Sergio Harari, della Divisione di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Divisione di Medicina Interna dell’Ospedale San Giuseppe MultiMedica IRCSS e dell’Università di Milano, “i risultati permettono di definire una vera e propria mappa dell’inquinamento e dei suoi effetti, quartiere per quartiere. E rivelano, per la prima volta, che biossido di azoto e polveri sottili hanno tassi di decesso per 100.000 abitanti che possono arrivare fino al 60% in più in alcune zone della periferia milanese rispetto al centro città”.

Il caso di Milano non è unico, purtroppo. Ma “potrebbe avvicinarsi a quello che accade anche in altre grandi città italiane nelle aree periferiche che presentano elevati livelli di inquinamento atmosferico dovuti all’elevato numero di abitanti, a strade a intenso traffico veicolare come le tangenziali e al poco verde con ristagno d’aria”, ha sottolineato l’esperto.

La mappa milanese dello smog

In ogni caso nel capoluogo lombardo “il tasso di decessi risulta decisamente maggiore in alcune zone rispetto ad altre, meno urbanizzate e più verdi”, ha puntualizzato Francesco Forastiere, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFT) e del Gruppo di ricerca ambientale dell’Imperial College London.

In particolare, “per quanto riguarda l’esposizione al biossido di azoto, responsabile del 10% delle morti per cause naturali (130,3 su 100 mila abitanti), i tassi di decessi più alti si sono registrati in quartieri periferici come ad esempio Quarto Oggiaro con 158 morti su 100.000 abitanti e nel Gallaratese con 170 su 100.000 abitanti, a fronte di valori attorno a 100 nel centro città”, ha precisato Pier Mannuccio Mannucci, della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e del Centro Emofilia e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi di Milano.

“Per quanto riguarda il PM2.5, responsabile del 13% delle morti per cause naturali (160 su 100 mila abitanti) e del 18% dei decessi per tumore del polmone, le conseguenze più pesanti si hanno in zone periferiche come Mecenate, Lorenteggio e Bande Nere – ha detto l’esperto – dove i tassi di decesso superano i 200 per 100.000 abitanti, mentre in pieno centro i tassi di decessi si attestano attorno a 130 su 100.000 abitanti”.

Infine il PM10: a pagare il prezzo più caro in questo caso sono la zona di Niguarda, Bande Nere e Gallaratese a ovest e Buenos Aires in centro.

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