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Obesità, l’impatto salva-cuore del farmaco Novo Nordisk

Novo Nordisk

Gli specialisti ce lo avevano già detto: il farmaco ‘gioiello’ sviluppato da Novo Nordisk per il trattamento del diabete di tipo 2,  ormai divenuto un best seller per perdere peso, protegge anche il cuore. Ebbene, la versione anti-obesità del medicinale best seller (semaglutide 2,4 mg, Wegovy*) riduce il rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori (fra cui ictus e infarto), e questo indipendentemente dalla perdita di peso. La conferma arriva da una nuova analisi dello studio Select presentata al Congresso Europeo sull’Obesità – ECO, in corso a Venezia.

Malattie cardiovascolari e obesità

L’obesità, lo ricordiamo spesso, è una malattia cronica associata a numerose altre patologie e a una riduzione dell’aspettativa di vita. Ma soprattutto è una malattia in crescita. A livello mondiale si prevede che questa condizione nel 2035 accomunerà oltre 1,5 miliardi di adulti. Quanto al nostro Paese, l’11,4% della popolazione presenta obesità e l’80% di queste persone convive con patologie come lo scompenso cardiaco. Una combinazione insidiosa, che può aumentare fino all’85% il rischio di eventi cardiovascolari fatali, ‘rubando’ almeno 6 anni  in termini di aspettativa di vita.

I dati

Partito nel 2018, lo studio ha arruolato 17.604 adulti ed è stato condotto in 41 Paesi e in oltre 800 siti di sperimentazione. Cosa ci dicono gli ultimi dati presentati a Venezia? Alla ventesima settimana di trattamento, i soggetti che hanno ottenuto una perdita di peso pari o superiore al 5% rispetto a quelli che hanno totalizzato un dimagrimento inferiore al 5%, presentavano riduzioni anche del rischio cardiovascolare. Un effetto ‘scudo’ per il cuore raggiunto indipendentemente dal livello di peso, dall’indice di massa corporea (Bmi), dalla circonferenza vita e dal rapporto vita-altezza. “Semaglutide 2,4 mg – sottolineano da Novo Nordisk – a oggi è l’unico agonista del recettore GLP-1 che ha dimostrato benefici cardiovascolari in persone con obesità e malattie cardiovascolari associate”.

Più della semplice perdita di peso

I risultati preliminari quantificavano la riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori del 20% rispetto al placebo. È stato, inoltre, dimostrato per un periodo fino a 5 anni che questo impatto sulla salute cardiovascolare era indipendente dall’età, dal sesso, dall’etnia. Da Venezia arriva “un’ulteriore conferma dei dati pubblicati l’anno scorso e rinnovano la nostra convinzione nel fatto che i benefici cardiovascolari e la riduzione del rischio di eventi avversi maggiori osservati con semaglutide 2,4 mg sono dovuti a qualcosa di più della perdita di peso”, commenta Stephen Gough, Global Chief Medical Officer e responsabile del Global Medical Affairs di Novo Nordisk.

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