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Covid in Italia, più di mille casi in 7 giorni. Gli esperti sui vaccini

febbre covid

Nell’ultima settimana di maggio i nuovi contagi Covid tornano a superare quota mille. Per la precisione, l’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità indica 1.045 positivi dal 23 al 29 maggio, un centinaio in più rispetto alla settimana precedente. Il tutto senza particolari impatti per il Ssn. A dircelo sono i numeri che arrivano dagli ospedali. Mentre il gruppo di esperti riuniti della Covid Transition Initiative (Cti) guardano all’autunno e ai soggetti fragili, raccomandando di organizzare campagne di vaccinazione regolari e mirate.

I dati degli ospedali

Le lievi oscillazioni nel numero dei positivi a Covid non sembrano impattare sulle strutture sanitarie: al 29 maggio l’occupazione dei posti letto in area medica è pari a 1% (597 ricoverati), stabile rispetto alla settimana precedente (quando era allo 0,9%). Stesso dicasi per l’occupazione delle terapie intensive: siamo allo 0,3% (25 ricoverati), e non sono stati effettuati nuovi ricoveri.

Un altro valore che abbiamo imparato a conoscere, l’indice di contagiosità (Rt) calcolato con dati aggiornati al 29 maggio e basato sui casi con ricovero ospedaliero, al 21 del mese risulta sotto la soglia epidemica, pari a 0,93 (0,75–1,12), stabile rispetto alla settimana precedente.

Lungo la Penisola l’incidenza settimanale dei casi diagnosticati e segnalati risulta stabile in quasi tutte Regioni: la più elevata è stata riportata nella regione Lazio (4 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Molise, in cui non si segnalano nuovi casi. Quanto alla percentuale di reinfezioni, il dato è al 41% circa, in lieve diminuzione rispetto alla settimana.

Le raccomandazioni degli esperti

Il virus circola ancora, dunque. E la ‘fotografia’ dell’Iss ci dice che può ancora far male ai soggetti fragili. Allora cosa fare? “Il tasso di vaccinazione del 12% riportato dall’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie) è troppo basso per mantenere protetti i gruppi più vulnerabili in Italia. Dobbiamo fissare un obiettivo di copertura del 75%, come per l’influenza stagionale”, ha ammonito Roberta Siliquini, membro della CTI e presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (Siti). Ma nell’ultimo anno “la copertura vaccinale è diminuita considerevolmente, specialmente tra i gruppi a rischio. Dobbiamo agire in modo urgente per migliorare i tassi di vaccinazione di quest’autunno”, ha concluso Siliquini.

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