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Se le donne sono più smart (e agili) nei giorni del ciclo

donna vincente

Siete proprio sicure di sapere in che periodo del mese siete più performanti? In barba a battute e luoghi comuni, infatti, l’agilità mentale e fisica delle donne registra un picco proprio nei giorni delle mestruazioni. E a dircelo è un interessante studio dell’University College London e dell’Institute of Sport, Exercise & Health (ISEH), che potrebbe avere un impatto importante non solo a livello di organizzazione del lavoro, ma anche nel campo dello sport.

Cosa hanno scoperto gli scienziati? Le protagoniste della ricerca hanno reagito più rapidamente proprio ‘in quei giorni’, commettendo anche meno errori. E questo nonostante si aspettassero prestazioni peggiori. Questo lavoro, pubblicato su ‘Neuropsychologia’, è il primo a valutare il binomio mente e sport nelle donne durante il ciclo, e fa parte di un progetto più ampio sostenuto da Fifa Research Scholarship. I risultati mostrano che specifiche prestazioni cognitive fluttuano notevolmente nel corso del mese. E questo potrebbe avere implicazioni su vari aspetti della salute femminile e sulla vita professionale delle donne.

I precedenti

Cosa si sapeva finora? In passato alcuni studi avevano dimostrato che le donne sembrano più a rischio di infortuni sportivi nel periodo tra l’ovulazione e le mestruazioni (fase luteinica). Un fenomeno probabilmente correlato ai cambiamenti ormonali che si verificano durante il ciclo.

La ricerca

Per fare chiarezza il team ha monitorato i tempi di reazione e gli errori commessi da  241 donne che hanno completato una serie di test cognitivi progettati ad hoc a 14 giorni di distanza. Le partecipanti avevano compilato due volte un questionario sul tono dell’umore e su eventuali sintomi, mentre grazie alle app di monitoraggio del ciclo è stata stimata la fase in cui ciascuna si trovava nei giorni delle prove.

Ma c’è di più: i test erano stati progettati per imitare i processi mentali tipici degli sport di squadra. In un caso alle partecipanti sono stati mostrati volti sorridenti o ammiccanti ed è stato chiesto di premere la barra spaziatrice solo quando vedevano una faccina sorridente, per valutare attenzione, tempo di reazione e accuratezza. In un altro dovevano identificare immagini speculari, mentre un altro ancora chiedeva loro di cliccare un tasto nel momento in cui due palline in movimento si scontravano su uno schermo.

Tra realtà e percezione

Sebbene le partecipanti abbiano riferito di sentirsi peggio durante le mestruazioni, attendendosi un impatto negativo sulle proprie prestazioni, il risultato è stato molto diverso: i tempi di reazione si sono rivelati più rapidi e le donne hanno commesso meno errori.

Al contrario, le reazioni sono risultate più lente durante la fase che inizia dopo l’ovulazione e dura dai 12 ai 14 giorni (fino all’inizio delle mestruazioni). In contemporanea, però, gli errori non sono aumentati.

Pregiudizi smentiti

Nel mondo dello sport “la ricerca – spiega Flaminia Ronca, prima autrice dello studio e ricercatrice dell’Institute of Sport, Exercise and Health – suggerisce che le atlete abbiano maggiori probabilità di subire determinati infortuni sportivi durante la fase luteinica, e si presume che questo accada a causa di cambiamenti biomeccanici dovuti a variazioni ormonali. Dato che il progesterone ha un effetto inibitorio sulla corteccia cerebrale e gli estrogeni la stimolano, facendoci reagire più lentamente o più velocemente, ci siamo chiesti se gli infortuni potessero essere il risultato di un cambiamento nei tempi di movimento delle atlete durante il ciclo. Ebbene, ciò che sorprende è che le prestazioni erano migliori proprio quando avevano il ciclo mestruale. Il che mette in discussione ciò che le stesse donne, e forse la società più in generale, pensano riguardo alle capacità femminili in questo particolare periodo del mese”. Insomma “il modo in cui ci sentiamo, non sempre riflette quello in cui ci comportiamo davvero”.

Il focus sullo sport

Traducendo il tutto sul piano dello sport, questa fluttuazione potrebbe fare la differenza tra un infortunio o meno. Precedenti ricerche, infatti, hanno dimostrato che una variazione di soli 10 millisecondi può trasformare una commozione cerebrale in un infortunio minore.

Come sottolinea la dottoressa Megan Lowery dell’University College London, “ci sono molte prove aneddotiche che dimostrano che le donne possono sentirsi goffe subito prima dell’ovulazione: questo è supportato dai nostri risultati. La mia speranza è che capire come il cervello e il corpo femminile cambiano nel corso del mese, aiuterà le donne ad adattarsi”. Insomma, siamo davanti a un primo importante passo per svelare il legame tra la mente, fisico e performance femminili.

“Questo studio è nato ascoltando attentamente le calciatrici e i loro allenatori – racconta Paul Burgess, autore senior della ricerca e docente dell’Institute of Cognitive Neuroscience dell’UCL – E, proprio come ci avevano detto le sportive, i dati suggeriscono che le donne, siano esse atlete o meno, tendono a veder variare le loro prestazioni in determinate fasi del ciclo. Da neuroscienziato sono davvero stupito che non ne sappiamo di più. E spero che il nostro studio possa contribuire a suscitare interesse per questo aspetto vitale della medicina sportiva”. E non solo, diremmo noi.

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