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Streptococco, l’impennata dei casi in Italia e il danno renale

streptococco

Febbre alta, tonsille in fiamme, gola dolente: già nel 2023 c’è stata una vera e propria impennata delle infezioni da streptococco nei bimbi, come è emerso da un recente studio della Pediatria e della Microbiologia di Fondazione Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica pubblicato su ‘Lancet Microbe’. Ma le infezioni dovute a questo batterio si sono fatte sentire in modo pesante anche quest’anno.

Alcuni studi retrospettivi tra Milano, Varese, Napoli e l’Emilia-Romagna – presentati al congresso della Società Italiana di Nefrologia Pediatrica – dimostrano infatti che, nell’ultimo anno, nella popolazione pediatrica, sono raddoppiati i casi di glomerulonefrite acuta, strettamente correlati all’aumento delle infezioni da streptococco.

Streptococco sotto il microscopio

Parliamo di un batterio ormai ben noto a molti genitori, che però non colpisce solo la gola. Lo Streptococcus pyogenes, infatti, anche nei bambini può causare anche glomerulonefrite acuta, condizione che può portare a malattia renale cronica. Per questo, di fronte all’aumento dell’incidenza delle infezioni da streptococco registrato nell’ultimo anno, i nefrologi italiani lanciano un appello a medici e genitori: non sottovalutare i sintomi nei bambini.

Come riconoscere la glomerulonefrite

Sangue nelle urine, diuresi scarsa, viso o gambe gonfi: ecco i sintomi ‘spia’ della glomerulonefrite. Un campanello d’allarme è anche il cambiamento nel colore delle urine, che si presentano in genere più scure, insieme all’ipertensione arteriosa.

Come precisa Stefano Bianchi, presidente della Società Italiana di Nefrologia, nei bimbi con streptococco “si potrebbero presentare i sintomi tipici di questa condizione, come la fatigue dovuta ad anemia, le alterazioni del sonno, i crampi muscolari notturni, la riduzione dell’appetito, la nausea e il vomito. In presenza di tali sintomi è necessario rivolgersi tempestivamente allo specialista per le indagini di approfondimento. Le glomerulonefriti sono infatti tra le cause di malattia renale cronica, che oggi colpisce 850 milioni di persone”.

L’effetto Covid e l’inversione di tendenza

Da marzo 2020 e per tutto il biennio successivo, spiegano i nefrologi, in Italia c’è stata una netta diminuzione dei ricoveri dei bambini con glomerulonefrite acuta. Fenomeno che gli esperti hanno collegato alle misure di contenimento per la pandemica. “Nell’ultimo anno, però, c’è stata un’inversione di tendenza importante, con un aumento esponenziale dell’incidenza delle glomerulonefriti acute post-infettive in età pediatrica”, avverte Andrea Pasini, presidente della Società Italiana di Nefrologia Pediatrica e responsabile Programma di Nefrologia e Dialisi della Pediatria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna.

Non solo. Le forme più recenti “sembrano caratterizzate da più alti livelli di proteinuria e maggior rischio di insufficienza renale acuta”, aggiunge Pasini. “Sebbene si tratti di uno studio con limiti dovuti alla ristrettezza del campione di riferimento, è evidente che i casi sono più che raddoppiati nel 2023, caratterizzati dallo sviluppo di complicanze per quasi 1 paziente su 10 e da un’età d’esordio risultata complessivamente maggiore”, conclude il presidente Sinpe. Ecco allora perchè è fondamentale tenere alta la guardia e non sottovalutare i sintomi renali nei bambini con infezione da streptococco.

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