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Salvini (Novo Nordisk): “Italia un hub strategico per la ricerca”

Presente nel nostro Paese da 40 anni, con una sede a Roma, 440 mln di euro di fatturato e 400 dipendenti (per il 55% donne), Novo Nordisk oggi scommette sull’Italia. A dimostrarlo non è tanto la nuova sede, moderna e alimentata da energie rinnovabili, quanto l’investimento nel personale e “il fatto che il nostro Paese sia stato scelto come Hub per la ricerca, con la nascita del Clinical Development Center. Una testimonianza del ruolo strategico dell’Italia”. Parola di Marco Salvini, Senior Director External Affairs di Novo Nordisk Italia.

Laureato in Biologia molecolare all’Università degli Studi di Siena, Salvini ha maturato un’ampia esperienza in ambito farmaceutico e medicale prima di entrare in Novo nel 2019, in tempo per quella che potremmo chiamare l’‘era dei nuovi anti-obesità’.

Facciamo un passo indietro. L’azienda farmaceutica danese, con un secolo di storia e innovazioni alle spalle, era nota per l’impegno contro il diabete. Poi ha fatto bingo con semaglutide, con un fatturato di 8,8 mld di euro nel primo trimestre 2024 (+22% rispetto allo stesso periodo 2023). E, a settembre scorso, con un market cap da 393,7 mld di euro, ha superato Lvmh, il colosso francese della moda che raggruppa fra gli altri Dior, Bulgari, Fendi e Louis Vuitton. “Siamo nella top 5 delle aziende al mondo in termini di valore, mentre in Europa siamo primi, con un unico obiettivo: migliorare concretamente la vita dei pazienti”, sintetizza Salvini.

Anche grazie a nuove modalità di somministrazione: è il caso della prima insulina settimanale al mondo, approvata in Europa nei giorni in cui andiamo in stampa. Una rivoluzione analoga a quella innescata nelle terapie dell’obesità, mentre Novo Nordisk sta concentrando i suoi sforzi anche sulle malattie rare.

“L’azienda è in forte cambiamento. Attraverso lo sviluppo di ricerca e innovazione oggi, accanto al diabete, il nostro impegno si allarga a obesità, malattie cardiovascolari, steatoepatite associata a dismetabolismo e Alzheimer. Ma, soprattutto, siamo orgogliosi che in questo momento l’Italia sia realmente al centro delle strategie globali. A dircelo è l’impegno in ricerca clinica: 2.500 pazienti entreranno negli studi clinici entro il 2026. Insieme alla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari e alla sostenibilità ambientale, questi sono i tre elementi che declinano un nuovo concetto di innovazione”. Inoltre “i trial clinici che nasceranno e verranno implementati da qui al futuro passeranno anche dall’Italia. Da qui alla fine del 2024 – calcola il manager – avremo 80 studi aperti e altrettanti trial in centri di ricerca, ospedali e università”.

Una corsa all’innovazione che richiede talenti. “Oggi Novo Nordisk in Italia è caratterizzata da dieci dipartimenti, principalmente di business e ricerca. Per ognuno di questi dipartimenti siamo in forte crescita e avremo un progetto pilota  che lanceremo da qui a fine 2024, che si focalizzerà sulla new generation”. Il Gruppo ragiona in ottica One Health. “L’obiettivo è raggiungere un impatto ambientale zero entro il 2045 attraverso il progetto Circular for Zero, che promuove la riduzione dei consumi e delle emissioni, il riciclo dei rifiuti e lo sviluppo di prodotti riutilizzabili all’interno di un’economia circolare che va dalla produzione alla distribuzione.

Già nel 2020 abbiamo fatto in modo che tutti i nostri siti di produzione nel mondo fossero alimentati a energie rinnovabili al 100%. In Italia stiamo sviluppando il progetto Electric Path per fornire stazioni di ricarica nelle principali strutture sanitarie, contribuendo all’adozione di veicoli elettrici e alla riduzione delle emissioni”. Non solo, con Take Back – ReMed l’azienda vuole potenziare la raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei dispositivi medici con un occhio al sociale. “Inoltre – puntualizza Salvini – tutti i prodotti che lanceremo dovranno avere un impatto positivo sui pazienti, ma anche sul sistema”. In che modo? “Ad esempio, passando da una somministrazione giornaliera a una settimanale (come nel caso della nuova insulina: per avere un’idea, si passerà da 365 punturine l’anno a 52, ndr).

Il 90% dei nostri prodotti viene infuso attraverso device: le ‘penne’ per le infusioni. Con un impiego settimanale avremmo una riduzione importante dei consumi, anche in termini di impatto ambientale. Inoltre puntiamo al passaggio dall’infusione alla somministrazione orale: la nostra ricerca non mira solo a ridurre il numero dei device, ma anche a semplificare l’utilizzo del farmaco, migliorando l’aderenza. Ormai numerosi studi dimostrano che il passaggio da una somministrazione giornaliera a una settimanale, o da una iniettiva a una orale, sia vantaggioso per l’ambiente e il paziente, che così vede migliorare la sua qualità della vita”. Un sogno? Per Salvini un obiettivo che poggia su solide basi. Come quelle di Cities Changing Diabetes, progetto pionieristico a livello globale, che quest’anno celebra il decennale e in Italia è sviluppato in partnership con l’Health City Institute e Anci. “Obiettivo: favorire il miglioramento della salute urbana, contrastando l’insorgenza delle malattie croniche come diabete e obesità. La risposta dell’Italia sta nel fatto che siamo la prima affiliata al mondo per città coinvolte”.

L’innovazione ha bisogno di giovani, che suggerimento darebbe ai ragazzi alle prese con scelte cruciali per il proprio futuro? “Il mio consiglio è quello di seguire sogni e passioni. Da piccolo avrei voluto fare il calciatore professionista – ricorda il manager – e ce l’avevo quasi fatta. Poi, per un incidente stradale, ho dovuto sospendere l’attività sportiva e mi sono dedicato allo studio. Questo settore offre opportunità incredibili di crescita: oggi nella nostra azienda abbiamo ingegneri, biologi molecolari, laureati in economia. Insomma, c’è davvero spazio per tutti”.

Marco Salvini

Senior Director External Affairs Novo Nordisk Italia

Laureato in Biologia molecolare presso l’Università degli Studi di Siena, Salvini (46 anni) ha maturato un’ampia esperienza in ambito farmaceutico e medicale, lavorando per diverse aziende del settore. Ha iniziato la sua carriera in Novartis nel 2005. È poi passato in Allergan, dove è rimasto per 4 anni. Poi ha consolidato la sua esperienza in Becton Dickinson nel mercato dei medical device e diagnostica. Dal 2019 è parte di Novo Nordisk Italia, dove ha ricoperto diversi ruoli strategici. Dal 2022 guida il dipartimento Affari esterni.

(Nell’immagine in evidenza Marco Salvini, Senior Director External Affairs  di Novo Nordisk Italia).

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