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Narciso 4.0, il boom della Medicina estetica maschile/VIDEO

Il mito crudele del bellissimo giovane stregato dalla propria immagine riflessa trova una risonanza nuova nell’era dei selfie, con gli inconsapevoli emuli di Narciso moltiplicarsi sui social come in un gioco di specchi.

Senza scomodare Ovidio o il ‘Dorian Gray’ di Oscar Wilde, basta qualche numero per avere un’idea degli investimenti maschili nella ricerca (e cura) della bellezza. Nel nostro Paese, ormai, i consumi di cosmetici da parte degli uomini rappresentano circa un quarto del totale (dati Cosmetica Italia), con cifre che nel 2023 hanno toccato i 141,6 mln di euro (+4,7% rispetto al 2022).

Parliamo di ‘classici’ come saponi, schiume, gel da barba (58,4 mln di euro, +4,1%) e dopobarba (46,8 mln di euro, +2,1%), ma anche creme e sieri ad hoc (36,3 mln di euro, +9,2%). Se l’aspetto è importante, l’olfatto non è certo da meno: i profumi per lui sono arrivati a ben 518,3 mln di euro (+11,9% rispetto al 2022).

‘La giovinezza è l’unica cosa che vale la pena di avere’

Quando però i cosmetici non bastano, c’è la medicina estetica. “Sono anni ormai che l’uomo si avvicina a questa disciplina, in maniera lentissima ma costantemente progressiva. Oggi è maschio il 15-20% dei nostri pazienti”, ci assicura Emanuele Bartoletti, presidente della Società italiana di medicina estetica (Sime), che aggiunge: “Potrà sembrare paradossale, ma l’uomo è più facile da gestire rispetto alla donna: si affida al medico molto di più”. Se lei arriva dallo specialista con richieste ben precise – le labbra di Angelina Jolie, gli zigomi di Bianca Balti, il naso di Gigi Hadid – ma talvolta irrealizzabili, lui “in genere ci chiede di avere un aspetto migliore, per cui quello che il medico propone viene normalmente ben accettato. Ma attenzione: purtroppo si assiste a una sorta di femminilizzazione dei volti maschili. Colpa di terapie volumetriche fatte seguendo criteri femminili. Pensiamo agli zigomi: l’uomo deve averli allo stesso livello della mandibola, per la donna devono essere più larghi. Quindi la prima regola da seguire è fare attenzione a chi ci si rivolge”.

Vietato ‘rubare’ dalla toeletta della partner

Lui e lei subiscono in modo diverso il passare degli anni. “Un approfondito check up cutaneo – ricorda Bartoletti – consente al medico estetico una prescrizione mirata di cosmetici e cosmeceutici. Questi prodotti però nell’uomo non devono contenere fitoestrogeni o sostanze ormono-simili. Poi in linea di massima devono essere leggeri, come emulsioni olio in acqua e gel. Il prodotto, applicato sulla cute, si deve asciugare subito, non deve essere profumato e deve lasciare la pelle ben idratata ma senza ‘tirare’, come accade ad esempio con i cosmetici ricchi di acido ialuronico”. Gli uomini inoltre hanno un derma più spesso, perché hanno più follicoli piliferi e ghiandole sebacee più grandi. “E questo rappresenta una fortuna, perché il derma è più attivo rispetto a quello delle donne. Ecco perché tutti i trattamenti di biostimolazione e di bioristrutturazione negli uomini danno risultati migliori e più evidenti, e serve un minor numero di sedute. Sono dunque sicuramente da considerare in caso di necessità, soprattutto dai 40 ai 60 anni”.

Segnati dal troppo sport o dall’acne

I giovani iperallenati, invece, spesso hanno le guance un po’ scavate perché presentano una riduzione della massa grassa e un’ipertrofia del muscolo. A preoccupare il moderno Narciso sono soprattutto i solchi sotto gli occhi, tra gli zigomi e il naso, “che danno un aspetto stanco e triste”, confida lo specialista. “Una delle indicazioni per questi soggetti è il riempimento dei solchi con filler riassorbibili (acido ialuronico o idrossiapatite di calcio) o, in qualche caso, con trattamenti ristrutturanti che promuovono il riempimento stimolando la produzione di collagene, per colmare gradualmente questi solchi. Nel caso delle cicatrici d’acne, invece, il trattamento può consistere in una seduta di PRP, che ammorbidisce la retrazione fibrosa, seguita dall’impiego di acido ialuronico debolmente cross linkato, che richiama acqua e tende a distendere ulteriormente. Per uniformare la superficie, inoltre, si può ricorrere a 3-4 sedute di needling associato a peeling superficiali, oppure ai laser resurfacing ablativi (a CO2 o Erbium)”.

Rughette e cedimenti

Andando avanti con gli anni, appaiono rughe d’espressione e cedimenti dei tessuti. In questi casi le terapie più indicate sono di tipo rigenerativo. “Il volto non deve essere stravolto, ma riportato in  condizioni ottimali”, raccomanda l’esperto, sottolineando come nell’uomo funzionino molto bene tutte le procedure con macchinari: l’Endolift, le radiofrequenze e approcci che, agendo sul derma, ne provocano una retrazione termica attraverso la stimolazione con calore.

Volti ‘congelati’, no grazie

L’uomo è molto più espressivo della donna, “quindi per ottenere un buon effetto con la tossina botulinica non vanno utilizzate dosi eccessive, per evitare di ‘freezare’ il volto. Insomma, bisogna lasciare una capacità contrattile maggiore rispetto alla donna. Attenzione poi al muscolo frontale, che nell’uomo spesso continua anche al di sopra dell’attaccatura dei capelli: sollevando in alto la fronte si possono formare delle grinze in mezzo alla testa e questo nell’uomo molto stempiato si vede. Ecco perché la tossina va utilizzata anche verso le stempiature”.

Peli (e tattoo) addio

La lotta all’ultimo follicolo pilifero non è più solo una questione da donne. Lo testimonia il ricorso alla luce pulsata e ai laser per la depilazione, ormai diffusi anche tra i giovani. I pentiti dei tatuaggi invece ne chiedono la rimozione col laser. “Consigliamo di pensarci due volte prima di farsi tatuare, perché non sempre la rimozione dà buoni risultati. Si può assistere infatti al fenomeno del ‘tatuaggio fantasma’, una chiazza biancastra che compare dove prima c’era un disegno colorato”.

Ma cosa chiede alla medicina estetica il moderno Narciso? “In passato i pazienti venivano più spesso per problemi di pancia e fianchi, adesso vogliono avere un aspetto migliore, più sano e riposato”. Ma alla fine spendono meno delle donne, assicura Bartoletti, regalando un ultimo consiglio declinato al maschile: “Non dimenticate di esporvi al sole sempre con un filtro protettivo, che va applicato anche sul capo, se non si ha la protezione dei capelli”.

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