Malattia Congo: due casi sospetti in Italia e la malaria, le novità

Congo

Uno in Toscana e un secondo in Calabria, ma anche – e non solo in Africa – un insolito ma robusto collegamento con la malaria. Sono saliti a due nelle scorse ore i casi segnalati, in via precauzionale, all’Istituto superiore di sanità per sintomi simili alla misteriosa malattia X che circola nella Repubblica democratica del Congo, di cui ancora non si conosce l’origine.

“Parliamo di una malattia non diagnosticata e di due persone rientrate in Italia, che lavoravano a circa 700 km dall’area del Congo in cui si sono sviluppati i primi casi di questa epidemia”, sottolinea a Fortune Italia l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma. Convinto dell’importanza di mantenere alta l’attenzione senza però fare allarmismo.

Malaria e possibile sovrapposizione di patogeni

“Considerati gli elementi che conosciamo – aggiunge l’epidemiologo – è difficile che i due pazienti italiani abbiano avuto collegamenti con le persone colpite dalla malattia X in Congo, inoltre non hanno infettato parenti o amici nel nostro Paese. D’altro canto l’Organizzazione mondiale della sanità, esaminando i campioni raccolti nel Paese africano, nell’80% dei casi ha isolato il plasmodio della malaria. Dunque di malaria si tratta per certo, e questa malattia potrebbe spiegare i sintomi simil-influenzali e l’anemia segnalata dai sanitari. Può esserci qualche virus in sovrapposizione? È possibile – dice Ciccozzi – ma al momento si sa con certezza solo della malaria, che oltretutto in quell’area è endemica”.

I risultati delle analisi

“Ho sentito parlare di Ebola, ma è assolutamente escluso. Bisogna attendere i risultati completi delle analisi per capire se c’è stata una sovrapposizione. Ma hanno fatto bene i sanitari locali ad allertare subito l’Oms e l’agenzia delle Nazioni Unite a inviare sul posto una delegazione per indagare. Pensate solo che per arrivare da Kinshasa alla zona di Panzi, nella provincia di Kwango (dove è stato identificato il focolaio, ndr), gli ispettori hanno impiegato due giorni. Dunque voglio ribadire che le indagini sono in corso, si tratta di un fenomeno che va approfondito e soprattutto va letto con un’ottica One Health, ma no agli allarmismi”, insiste Ciccozzi.

Intanto in Italia…

Entro 10 giorni, a quanto apprende Adnkronos Salute, saranno disponibili i primi risultati dei test fatti sui campioni del primo paziente segnalato, che era stato seguito all’ospedale di Lucca. Al momento vengono ricercati virus noti, in attesa di avere più indicazioni sul patogeno responsabile della malattia.

Per quanto riguarda invece la paziente segnalata a Cosenza, i campioni prelevati e congelati sono rimasti, al momento, nella città calabrese, mentre è a disposizione dell’Iss la cartella clinica della donna che – proprio come l’uomo di Lucca – ora sta bene ed è completamente guarita: ha trascorso 2 giorni in ospedale in via precauzionale solo perché tornata da Congo con la febbre, si evince da fonti sanitarie.

Insomma “è bene essere cauti. Se l’ipotesi della malaria al momento è quella più solida, non resta che attendere i risultari degli esami per avere un’idea di ciò che sta succedendo in Congo. Senza fare inutili allarmismi”, conclude Ciccozzi.

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