Nuove, pesanti, ombre sul pharma. Sarebbero infatti in arrivo dazi senza precedenti sulle importazioni di prodotti farmaceutici negli Usa. Il cauto sollievo delle industrie del farmaco – escluse in un primo momento dalla pioggia di balzelli – sembra destinato a durare poco, almeno in base alle ultime dichiarazioni del presidente Donald Trump.
Se infatti i farmaci figuravano nella lista delle merci esentate dalla ‘stangata’ annunciata dalla Casa Bianca, la sensazione degli addetti ai lavori era che l’esclusione potesse essere solo temporanea.
Ebbene, a sciogliere il mistero è stato lo stesso presidente Usa, parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One ieri sera. Come riportano ‘Wall Street Journal’ e ‘New York Times’, Trump ha chiarito che nuovi dazi sui prodotti farmaceutici e sui semiconduttori saranno annunciati a breve. E, nel caso dei primi, saranno a un livello mai visto fino ad ora.
Le parole di Trump
“I chip inizieranno molto presto”, ha detto il presidente in volo verso la Florida. “Il settore farmaceutico arriverà, credo, a un livello che non abbiamo mai visto prima. Stiamo esaminando” proprio “il pharma in questo momento. Prodotti farmaceutici. È una categoria separata. Lo annunceremo nel prossimo futuro. È in fase di revisione in questo momento”.
Insomma, in barba al pesante contraccolpo del mercato azionario, il presidente americano non pare intenzionato a fare marcia indietro sulla politica dei dazi. Che non salverà semiconduttori – le nuove misure entreranno in vigore “molto presto” – e medicinali.
“Ogni Paese ci sta chiamando. Questa è la bellezza di ciò che facciamo. Ci mettiamo al posto di guida: se avessimo chiesto a questi Paesi di farci un favore, ci avrebbero detto di no. Ora faranno qualsiasi cosa per noi”, ha detto Trump ai giornalisti, certo che tutto questo “renderà il nostro Paese molto ricco”.
I rischi di una ‘guerra dei dazi’
Nelle scorse ore, in diverse occasioni, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria ha invitato alla calma, sottolineando tutti i rischi della politica dei dazi per la filiera del pharma e per la salute delle persone, americani inclusi: “È il momento di negoziare. Ma possiamo farlo da una posizione di forza. Abbiamo scambi industriali di farmaci e vaccini con gli Usa per 11 mld nel 2024: ci sono medicinali che vanno e vengono dall’Atlantico durante le varie fasi di produzione. Il nostro interesse è che non ci siano dazi e controdazi. Ma la reazione deve essere politica, dell’Italia e dell’Europa”.
“I dazi sui prodotti farmaceutici danneggerebbero sia l’industria statunitense che quella europea, ma soprattutto danneggerebbero i pazienti: l’esenzione per questi prodotti era stata concordata dalle economie avanzate aderenti all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) proprio per garantire il massimo accesso alle cure essenziali a livello planetario”, ha evidenziato Stefano Collatina, presidente di Egualia.
Il fatto è che ostacolare l’import e riportare le produzioni in America – come ha chiaramente dichiarato di voler fare il presidente Trump – nel caso dei farmaci richiederebbe molti anni e non sempre sarebbe praticabile.
Risultato? Le forniture potrebbero risentirne, con pesanti carenze anche Oltreoceano, mentre l’Europa già pensa a espandersi su altri mercati.


