I lettori di Fortune Italia lo conoscono come ‘cacciatore di varianti Covid’, documentate quasi in tempo reale attraverso pubblicazioni scientifiche internazionali. I tifosi di calcio invece per la sua appassionata fede giallorossa: l’epidemiologo Massimo Ciccozzi (a sinistra nella foto principale con Claudio Ranieri, ndr) ha ricevuto nei giorni scorsi in Campidoglio il Premio Simpatia 2025, lo storico “Oscar Capitolino”.
Domenico Pertica, ideatore del Premio Simpatia insieme a Vittorio De Sica e Aldo Palazzeschi, lo definì “un riconoscimento verso chi ha contribuito a dare alla società il meglio di se stesso; e chi arricchisce ed esalta i valori essenziali della vita con opera, ora umile ora eccelsa, ma comunque sempre degna di riscuotere il plauso e la simpatia universali…”. Da 51 anni il Premio Simpatia seleziona personaggi che sappiano esprimere per nobiltà di azioni un’immagine viva di simpatia e di successo civile in Italia e all’estero.
Chi è Massimo Ciccozzi
Ordinario di Statistica medica ed Epidemiologia presso la Facoltà Dipartimentale di Medicina e Chirugia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Ciccozzi è considerato tra i principali opinion leader a livello internazionale nel campo della pandemia di Sars-Cov-2.
Recentemente insieme ai colleghi Francesco Branda (Campus Bio-Medico di Roma), e Fabio Scarpa (Università di Sassari) ha dato vita a una sorta di hub dell’epidemiologia: ‘Gabie’. Un nuovo sito tutto italiano – ma aperto a collaborazioni internazionali – che permette di avere in tempo reale la situazione mondiale e nazionale delle epidemie in corso.
Le motivazione del Premio Simpatia 2025
Un impegno, quello di Ciccozzi, riconosciuto dalla giuria: “È stato tra i primi al mondo – si legge nelle motivazioni – a dimostrare il passaggio del virus dal pipistrello all’uomo e a studiare le mutazioni del virus”. Non solo. “Massimo Ciccozzi è l’unico al mondo ad aver pubblicato 143 lavori scientifici (attualmente sono 145, ndr) solo su Covid”. Il gruppo del Campus Bio-Medico di Roma è infatti l’unico ad aver studiato tutte le varianti di un virus ormai endemico. Che, come ci ricorda costantemente l’epidemiologo, “è destinato a restare”, e “va monitorato, ma senza fare allarmismo”.

