Quando aveva appena 26 anni, Abhinav Shashank, amministratore delegato di Innovaccer, prese una decisione che sembrava controcorrente: rinunciare a clienti paganti del calibro di Disney e NASA per puntare tutto sul settore sanitario. Per comprendere a fondo le esigenze degli ospedali, lui e i cofondatori si trasferirono per quattro mesi all’interno del Mercy Medical Center di Des Moines, nello Stato dell’Iowa.
Vivendo e lavorando fianco a fianco con il reparto IT dell’ospedale, osservarono da vicino le inefficienze quotidiane del sistema sanitario, scoprendo perché ancora oggi molti medici iniziano ogni visita chiedendo al paziente nome e data di nascita. Il passaparola si diffuse rapidamente tra strutture sanitarie del Nebraska, del Texas e della California, ancora prima che Innovaccer disponesse di un vero e proprio team commerciale.
La svolta che ha portato oltre 200 milioni di dollari di ricavi ricorrenti
Quella svolta strategica, avvenuta nel 2016, ha permesso a Innovaccer di superare i 200 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali (Annual Recurring Revenue, ARR), secondo quanto appreso in esclusiva da Fortune. Si tratta di una crescita significativa rispetto ai circa 130 milioni di dollari registrati lo scorso anno.
L’azienda estrae i dati dalle cartelle cliniche elettroniche degli ospedali e dai sistemi di gestione delle richieste di rimborso assicurativo, li integra in un’unica piattaforma e li rende utilizzabili sia dagli strumenti di intelligenza artificiale sia dai sistemi di coordinamento delle cure.
Ad oggi, Innovaccer ha raccolto complessivamente 675 milioni di dollari, inclusi i 275 milioni ottenuti nell’ultimo round di finanziamento guidato da B Capital, Danaher Ventures, Generation Investment Management, Kaiser Permanentee M12, il fondo di venture capital di Microsoft.
La società collabora con sette dei dieci principali sistemi sanitari statunitensi e gestisce dati relativi a circa 80 milioni di cartelle cliniche.
L’infrastruttura invisibile su cui si gioca il futuro dell’AI nella sanità
La strategia di Innovaccer si basa su un elemento poco appariscente ma fondamentale: l’infrastruttura dei dati che collega i sistemi informatici degli ospedali, spesso isolati tra loro, con le piattaforme che gestiscono le richieste assicurative.
“La sanità non ha Internet”, ha dichiarato Shashank a Fortune. Senza questo livello di connessione, sostiene il manager, le aziende che sviluppano soluzioni di AI stanno “cercando di far viaggiare automobili su una strada che non esiste”.
Un sistema sanitario gravato da enormi sprechi amministrativi
Secondo le stime di Shashank, la spesa sanitaria negli Stati Uniti supererà i 6.000 miliardi di dollari quest’anno. Di questa cifra, circa 1.500 miliardi di dollari sarebbero riconducibili a sprechi amministrativi: moduli da compilare, telefonate, pratiche burocratiche e richieste di rimborso respinte, attività che non apportano alcun beneficio diretto ai pazienti.
Solo lo scorso anno, i clienti di Innovaccer hanno dichiarato alle autorità federali di aver ottenuto 2,5 miliardi di dollari di risparmi, principalmente grazie a un migliore coordinamento delle cure, piuttosto che all’introduzione di nuove tecnologie hardware.
Il riconoscimento di Gartner rafforza la posizione di Innovaccer
A confermare la validità della strategia dell’azienda è arrivato anche il riconoscimento di Gartner, che questa settimana ha inserito Innovaccer tra i leader del suo primo Magic Quadrant dedicato alle tecnologie per la sanità.
Nel rapporto, Innovaccer è stata valutata meglio di colossi come Microsoft, Google, Amazon Web Services (AWS) e Salesforce per capacità di esecuzione e visione strategica.
Secondo Manthan Shah, partner di WestBridge Capital e tra i primi investitori della società, il finanziamento concesso nel 2016 rappresentava una scommessa precisa: “La frammentazione dei dati sanitari era, prima di tutto, un problema di infrastruttura”.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.


