Nell’era dell’AI anche gli insegnanti più ‘sgamati’ fanno fatica a riconoscere i compiti fatti usando l’intelligenza artificiale. Ma, mentre ci interroghiamo sull’effetto di ChatGPT sull’apprendimento dei giovanissimi, arriva l’ennesima doccia fredda per i genitori.
L’indagine di Fondazione Agnelli e Fondazione Rocca conferma una criticità grave in matematica: gli studenti del Sud hanno in media un ritardo pari a oltre due anni di scuola rispetto a quelli del Nord-Est. Un gap che si amplifica alle superiori e che dovrebbe preoccuparci.
Ebbene, nella Giornata Mondiale dei Genitori ecco un prezioso suggerimento dalla scienza. La lettura condivisa tra genitori e figli, quando mamma o papà posano il telefonino e prendono in mano un libro, con il nanetto di casa sulle ginocchia, è una pratica piacevole e sana: l’impatto sullo sviluppo del bambino è sicuramente positivo.
Leggere con mamma e papà fa bene alla salute dei bambini
In più, condividere tempo e storie da leggere rafforza il legame familiare e migliora anche il benessere di mamma e papà. Insomma, non sarà fondamentale per la matematica, ma la scienza promuove la lettura come abitudine, stimolo e sostegno per la crescita dei bimbi. A sottolinearlo sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici).
Perché è importante che i genitori leggano insieme ai figli
La buona notizia è che la lettura condivisa è una pratica che non presenta nessuna controindicazione. I benefici per la crescita dei bambini sono molteplici, confermati da numerosi studi, e si riflettono anche sul benessere dei genitori.
Secondo le indicazioni dell’Accademia Americana di Pediatria leggere insieme rafforza il rapporto familiare, con un impatto positivo e sano sullo sviluppo psicologico e fisico del bambino. Una delle più recenti ricerche, che ha analizzato più studi, ha dimostrato come la lettura condivisa possa apportare benefici psico-sociali: migliorare lo sviluppo del linguaggio; favorire le competenze socio-emotive, cioè sapere identificare le emozioni;
saldare la relazione genitore-figlio; ridurre lo stress e l’ansia nei genitori; rafforzare la competenza genitoriale.
Migliora quindi la qualità della vita della famiglia stessa, senza distinzioni di età, provenienza geografica, lingua, titolo di studio. Trascorrere tempo con un libro è una routine rilassante, che unisce la famiglia; inoltre, riduce l’iperattività (e, di conseguenza, la stanchezza dei genitori).
Quando cominciare?
Ma il bimbo non sarà troppo piccolo? “Già dopo la nascita è raccomandato esporre i neonati al linguaggio, incoraggiandoli a interagire con una storia anche quando non hanno ancora sviluppato la capacità di comunicare con le parole. Quando i genitori leggono ad alta voce una fiaba o un racconto il bimbo comincia a “rispondere”, reagendo con gesti, espressioni facciali, versi”, dicono i dottori anti-bufale.
Si tratta di una forma di comunicazione precoce eppure autentica, che favorirà successivamente la memoria, la capacità di pianificazione, l’alfabetizzazione, cioè imparare a leggere e a scrivere.
Qualche consiglio ai genitori di piccoli lettori
Può essere utile organizzare una piccola biblioteca in casa, facile da raggiungere per i bimbi; creare un confortevole angolo di lettura; leggere fianco a fianco, guardando il libro dalla stessa prospettiva; scegliere libri illustrati, belli e in buono stato; inserire la lettura in una routine, legata a specifici momenti; inventare giochi partendo dalle storie lette.
Come scegliere il libro più adatto per ogni età
Ma attenzione: imporre la lettura a bambini – come se fosse una medicina – è il modo migliore per allontanarli dai libri. Quindi, senza ansia, non resta che sperimentare, fare tentativi diversi per incontrare il gusto del bambino e notare ciò che prova durante la lettura.
Si possono sperimentare anche modalità diverse di lettura, a seconda del momento e dell’umore: più coinvolgente di giorno, una favola della buonanotte, invece, prima di dormire. Il libro, allora, diventa un mezzo per comunicare, dialogare e andare oltre la storia, con la fantasia o con i ricordi, rispondere a dubbi. Se scegliere la storia giusta è complicato, ci si può rivolgere alle biblioteche o al pediatra.
E se il libro è digitale?
Tablet, lettori di e-book e app di storie sullo smartphone indubbiamente attirano i più piccoli. Solo di recente, la ricerca sta indagando le differenze tra il libro cartaceo e quello digitale in relazione alle funzioni cognitive.
Dai primi studi emergono le differenze tra i due supporti, cartaceo e digitale: cambiano infatti il grado di coinvolgimento genitore-figlio e gli effetti sui più piccoli. Il digitale offre strumenti e modalità attraenti, percepite come meno noiose di un libro classico; aumenta, però, la distrazione e la soglia di attenzione dei piccoli lettori si riduce, alla ricerca di nuovi stimoli. Con un formato elettronico – che i bimbi anche piccoli oggi sanno gestire abilmente in autonomia – il genitore tende ad assentarsi: viene meno così la lettura condivisa e attiva.
“Non è semplice dichiarare cosa sia meglio, e probabilmente dalla ricerca non arriverà una risposta adatta a tutti. Raccomandiamo ai genitori di fare attenzione quando si selezionano materiali digitali, disponibili anche gratuitamente online: non sempre è garantita la qualità e la sicurezza dei contenuti”, concludono i dottori anti-bufale.
Un ultimo suggerimento ai genitori è essere quello di proporre ai figli storie che si sono amate da piccoli: l’epoca è diversa, ma la capacità di parlare ai cuori dei lettori spesso resta intatta, nonostante il passare degli anni.

