Sanità: firmato il contratto del comparto, tutti gli aumenti

contratto sanità Aran Naddeo

Finalmente ci siamo. Dopo quello che l’Aran definisce, forse con un eufemismo, “un lungo e articolato percorso negoziale, iniziato nel 2024”, è arrivata la firma della preintesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto sanità per il triennio 2022-2024. Un accordo che riguarda oltre 580mila dipendenti non medici del Ssn.

“Un’ottima notizia”, commenta a caldo il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “Un passaggio atteso da tempo, che pone fine a mesi di stallo e valorizza infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico, riconoscendo il loro ruolo essenziale nella tutela della salute pubblica”. Ma vediamo meglio le novità, mentre si scaldono i motori per la nuova contrattazione.

Sanità: nuovo contratto di infermieri e tecnici, quanto manca

Tutti gli aumenti per gli operatori del Ssn

Vale la pena precisare che l’accordo è stato sottoscritto da Nursind, Cisl, Fials e (alla fine) Nursing Up. Non hanno firmato Cgil e Uil. Ma di che cifre parliamo? Il contratto prevede un aumento medio di 172 euro per 13 mensilità. Ma anche numerose innovazioni volte a migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare le competenze professionali e rafforzare l’efficienza del sistema sanitario, rivendicano i firmatari.

Molto soddisfatto per l’intesa raggiunta il presidente di Aran, Antonio Naddeo. “Il contratto risponde a molte delle richieste avanzate dai sindacati e offre ai lavoratori un riconoscimento concreto del loro ruolo essenziale all’interno del Servizio sanitario nazionale”.

La sottoscrizione è stata resa possibile grazie all’inserimento, nella versione definitiva, di specifici elementi richiesti dai sindacati. “La contrattazione è sempre un esercizio di mediazione – riflette Naddeo – e oggi possiamo affermare con soddisfazione che, grazie all’impegno delle parti, è stato raggiunto un accordo utile, equilibrato e orientato al futuro. Ora si potrà avviare con maggiore serenità anche la prossima fase per il rinnovo 2025-2027”.

Le novità per gli operatori della sanità

Previsto nel contratto, fra l’altro, l’ampliamento della platea dei possibili dipendenti che possono partecipare all’accesso all’area di elevata qualificazione: oltre alla laurea magistrale accompagnata da un incarico di funzione di almeno tre anni è stata introdotta la possibilità di accesso al personale in possesso della laurea triennale accompagnata da un periodo di incarico di funzione di almeno sette anni oppure il possesso di titoli di studio equipollenti ai sensi dell’art. 4 della Legge 26.2.1999, n. 42 unitamente ad un periodo di almeno sette anni di incarico di funzione.

Sono stati aggiornati poi alcuni aspetti degli incarichi già previsti dal precedente contratto prevedendo la possibilità di coniugare lo straordinario in presenza di incarico fino al valore di 5.000 euro.

Particolare attenzione è stata riservata all’aumento dell’età media degli operatori della sanità, con specifiche politiche e strumenti di age management mirate a favorire e a migliorare le condizioni di lavoro del personale pubblico (che presenta oggi un’età media elevata), la possibilità di fruizione delle ferie anche ad ore, eventuali necessità temporanee del personale che possono essere affrontate attraverso la concessione di limitati periodi di part time in deroga alla graduatoria annuale.

Aggressioni in sanità: cosa cambia

Non solo: è stata introdotta una specifica tutela per il personale oggetto di aggressioni, prevedendo il patrocinio legale da parte dell’Azienda e la possibilità, se richiesta dal dipendente, di avere supporto psicologico.

Il commento degli infermieri

Soddisfatto per la firma il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, che però approfitta per sfilarsi qualche sassolino dalla scarpa: “Con un po’ di sano pragmatismo da parte di alcune sigle sindacali, avremmo potuto portare a casa” questo risultato “già a gennaio scorso. E invece il bagno di realtà e, quindi, la presa di coscienza che qualsiasi battaglia per fondi aggiuntivi era persa ci sono stati solo adesso. Spiace soltanto che per alcune concessioni, non economiche ma per esempio sui criteri di accesso all’area di elevata qualificazione, si siano persi molti mesi”.

“Per poche limature, infatti, si è messa a rischio la fruibilità di fondi che, seppur pochi, erano già stanziati in manovra, e l’apertura della nuova negoziazione per il triennio 2025-2027. Per carità, allargare la maglia dei diritti dei nostri professionisti è sempre positivo ma, il via libera alla possibilità di partecipare al concorso per l’accesso all’area di elevata qualificazione con un titolo inferiore alla laurea specialistica è davvero troppo poco per giustificare tutto questo ritardo. Anche perché il bando di concorso può prevedere comunque un punteggio più elevato per chi è in possesso del titolo specialistico e in ogni caso è richiesto come prerequisito un minimo di tre anni di incarico”.

Fra le novità più interessanti, secondo il presidente, quella relativa “alle prestazioni aggiuntive con una tariffa unica nazionale di 50 euro l’ora, l’attività di collaborazione, la definizione di obiettivi e strumenti per l’age management, la disciplina sperimentale delle ferie fruibili ad ore e la possibilità di cederle anche per assistere parenti di primo grado (ferie solidali) e, infine, il patrocinio legale per i casi di aggressione”, commenta Bottega.

“Per il sistema degli incarichi, poi, è stata introdotta la possibilità di mantenerli pure in regime di lavoro part-time, quando remunerati fino a 5mila euro, e sono state inserite ulteriori premialità e flessibilità. Per quanto riguarda la parte economica che, ribadiamo, non è sufficiente neppure a coprire il caro vita degli ultimi anni, al di là degli aumenti tabellari del 7%, valutiamo comunque positivamente la possibilità di incrementare del 50% in sede di contrattazione aziendale l’indennità di base del personale sanitario laureato per particolari unità operative, come anche la priorità data all’aumento dell’indennità notturna grazie alle risorse previste dallo 0,22% del monte salari”.

Di particolare rilievo, inoltre, “l’equiparazione economica delle ostetriche agli infermieri sull’indennità di specificità. Per entrambe le figure professionali l’aumento contrattuale mensile lordo a regime è di 150 euro a cui vanno aggiunti per il personale del pronto soccorso altri 175 milioni da distribuire con accordi regionali e arretrati da giugno 2023. Aumenti economici che sono stati ulteriormente rafforzati dal taglio del cuneo fiscale per le retribuzioni fino a 40 mila euro, oltre che dalla detassazione degli straordinari degli infermieri al 5% con l’ultima manovra di bilancio”, rileva Bottega.

A quando gli aumenti?

“Ora, per l’erogazione di questi incrementi, attendiamo il parere degli organi di controllo, che speriamo arrivi in tempi brevi. Ma soprattutto chiediamo che si apra subito la nuova tornata negoziale”, conclude Bottega.

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