La notizia era stata in parte annunciata ma di certo era molto attesa, perché si tratta un ‘first’ storico. E la presentazione al congresso dell’American Diabetes Association (Ada) con la contemporanea pubblicazione su ‘New England Journal of Medicine’ hanno ufficializzato la nascita di una nuova stella nel firmamento dei farmaci anti-diabete e obesità: orforglipron, una pillola da assumere una sola volta al giorno per tenere sotto controllo glicemia e ago della bilancia.
È ACHIEVE-1 il nome dello studio di fase 3 che ha rivelato alla comunità scientifica le performance di orforglipron, un farmaco realmente innovativo. E non solo perché è una compressa, anziché la punturina settimanale dei farmaci anti-obesità più affermati del momento, tirzepatide e semaglutide.
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Orforglipron infatti appartiene ad una classe davvero innovativa di terapie: è una piccola molecola e non un peptide sintetico (come tirze e sema), in grado comunque di attivare il recettore per il GLP-1, l’ormone gastro-intestinale, che regola i livelli di glicemia e blocca l’appetito, sul quale sono state costruite tutte le prime generazioni dei farmaci anti-diabete/obesità.
È una molecola ‘furba’ insomma che mima l’azione del GLP-1, senza essergli minimamente imparentato (non è neppure un peptide, come visto) e con dei vantaggi importanti. Non solo quello ovvio ed evidente di essere una pillola da deglutire con un bicchiere d’acqua una volta al giorno e non una puntura, ma anche e soprattutto per il fatto di essere un farmaco dai costi di produzione potenzialmente più contenuti rispetto ai peptidi sintetici, anche se certo, come sempre l’innovazione ha un costo.
Ma questo potrebbe voler dire avere finalmente a disposizione un farmaco più ’democratico’, potenzialmente cioè alla portata di un maggior numero di pazienti, senza far saltare i budget sanitari.
Ma questa pillola contro diabete e obesità funziona davvero?
La risposta, positiva, arriva dai risultati dello studio di fase 3 ACHIEVE-1, che ha arruolato 559 pazienti con diabete di tipo 2 controllato solo con la dieta e l’esercizio fisico, randomizzati a ricevere orforglipron (al dosaggio di 3 mg, 12 mg o 36 mg) o placebo.
Lo studio, durato 40 settimane, è stato condotto in diversi Paesi del mondo: Usa, Cina, India, Giappone, Messico. Al termine del periodo previsto, i soggetti trattati col farmaco attivo avevano ottenuto una riduzione di emoglobina glicata pari a 1,3-1,6 punti percentuali; tre pazienti su 4 di quelli trattati con orforglipron hanno raggiunto il target di emoglobina glicata (<7%), mentre un quarto dei partecipanti ha raggiunto valori prossimi alla normoglicemia (glicata < 5,7%).
Sul fronte della perdita di peso, la media è stata dell’8% circa (ma il plateau non era stato ancora raggiunto al termine delle 40 settimane di durata dello studio); un terzo dei partecipanti trattati con i dosaggi più alti di orforglipron ha superato, alle 40 settimane, il 10% di perdita di peso. Gli autori dello studio hanno evidenziato inoltre nei soggetti trattati con orforglipron riduzioni dei fattori di rischio cardiometabolico, compresi livelli dei lipidi, circonferenza vita e pressione sistolica, tutti segnali che indicano un favorevole profilo di rischio cardiovascolare. Gli effetti indesiderati rilevati sono stati quelli classici gastro-intestinali dei farmaci basati sul GLP-1 (diarrea, dispepsia, nausea, stipsi), mentre non sono stati rilevati casi di ipoglicemia severa.
“Questo nuovo farmaco ha le potenzialità di diventare il primo trattamento GLP-1 orale che i pazienti con diabete possono assumere giornalmente, senza specifiche istruzioni dietetiche. I risultati di questo studio rappresentano un importante passo avanti nella direzione di offrire opzioni di trattamento personalizzate di trattamento precoce con un agonista recettoriale del GLP-1, visto che saranno in molti i pazienti a preferire un farmaco orale, al posto di un trattamento iniettivo”, commenta il professor Julio Rosenstock, primo autore dello studio ACHIEVE-1, professore di Medicina presso il Southwestern Medical Center dell’Università del Texas e Consulente scientifico senior del Velocity Clinical Research della Medical City Dallas.
ACHIEVE-1 è il primo (e l’unico finora arrivato a conclusione) di sette trial di fase 3 che valutano safety ed efficacia di orforglipron nei soggetti con diabete di tipo 2 e/o obesità. È attualmente in corso il trial ACHIEVE-3, che confronta l’effetto anti-diabete di orforglipron con quello di semaglutide orale nell’arco di 52 settimane di trattamento: lo studio ACHIEVE-4 confronterà invece le performance di orforglipron con quelle dell’insulina basale glargine nell’arco di 104 mesi, per valutare safety ed efficacia a lungo termine della nuova molecola. Il farmaco, prodotto da Eli Lilly, potrebbe arrivare sul mercato internazionale già il prossimo anno.
Le stime più recenti per gli Usa parlano di 2 adulti su 5 con obesità; e sono oltre 38 milioni gli americani con diabete (nel 90-95% diabete di tipo 2).


