Africa: arriva Adams per tracciare le minacce emergenti

Africa virus

Ormai lo sappiamo, i confini non possono bloccare virus, germi e patogeni vari. Complice la globalizzazione, le insidie per la salute possono arrivare velocemente (magari in aereo) da Continenti diversi, Asia (come nel caso di Sars-Cov-2), ma anche Africa (dal Virus del Nilo Occidentale a Ebola) e America (Oropouche).

Ce lo ripetono spesso i ‘tre moschettieri dell’epidemiologia’, impegnati da anni nello studio e nel contrasto ai microrganismi. L’ultima impresa di Francesco Branda (Campus Bio-Medico di Roma), Massimo Ciccozzi (Campus Bio-Medico di Roma) e Fabio Scarpa (Università di Sassari) si chiama ADAMS (African Disease Analysis and Monitoring System): un data hub centralizzato per tracciare le minacce emergenti in Africa.

“Si tratta – spiegano i ricercatori in un paper in fase di pubblicazione sulla rivista ‘Infectious Diseases’ – di una nuova piattaforma di sorveglianza epidemiologica open source sviluppata dal gruppo GABIE (https://gabie-r.web.app/index.html)”. 

Mappe in tempo reale delle epidemie

Uno strumento pensato per rispondere in tempo reale alle minacce epidemiche nei Paesi a risorse limitate. Il primo caso d’uso concreto è l’epidemia di mpox (vaiolo delle scimmie) esplosa in Sierra Leone nei primi mesi del 2025, durante la quale sono stati confermati oltre 4.200 casi con una diffusione particolarmente intensa nei distretti urbani della Western Area.

“Adams nasce da un’esigenza concreta: colmare il ritardo tra dati genomici e realtà epidemiologica sul campo”, spiega Francesco Branda. “In contesti dove le infrastrutture sanitarie sono fragili, è fondamentale disporre di strumenti agili, interoperabili e facilmente aggiornabili”.

Il sistema, gratuito e accessibile, è in grado di aggregare dati epidemiologici da fonti eterogenee – bollettini ufficiali, piattaforme internazionali e canali social istituzionali – integrandoli con dati genomici provenienti da database come GISAID e Pathoplexus. Il risultato è una mappa dettagliata e dinamica dell’epidemia, che consente di seguire in tempo reale l’andamento dei contagi, le zone di diffusione e le variazioni genetiche del virus.

L’impatto delle tecnologie

Siamo di fronte a “una nuova frontiera della sorveglianza epidemiologica digitale”, assicura il ‘cacciatore di virus’ Massimo Ciccozzi. “Non un sostituto dei sistemi ufficiali, ma uno strumento complementare per migliorare l’agilità e la tempestività della risposta sanitaria”.

“Le epidemie future saranno sempre più complesse e veloci. Serve una nuova intelligenza epidemiologica, che combini genetica, big data e monitoraggio sociale”, conclude Fabio Scarpa. Con il neonato ADAMS i tre moschettieri dell’epidemiologia sono convinti di fare un passo avanti nella giusta direzione. Perchè l’obiettivo è smettere di inseguire le epidemia, ma arrivare ad anticiparne l’evoluzione, anche grazie alle tecnologie.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.