Robot: fanno la differenza in sala operatoria, ecco come

Robot chirurgia robotica

Oggi i robot sono alleati preziosi per interventi di microchirurgia. Dieci semplici parole per saperne di più.

Karel Čapek, autore del racconto di fantascienza pubblicato nel 1920 che nel gennaio del 1921 ha portato sulle scene teatrali per la prima a Praga il termine robot (dal ceco robota, ovvero lavoro), non sarebbe certo d’accordo con la dizione di robot chirurgico.

Per lui, infatti, i robot altro non erano che replicanti in grado di svolgere per l’uomo i lavori più faticosi, migliorando le condizioni di lavoro. Insomma, strumenti calati in una realtà del tutto diversa da quella che oggi definiamo chirurgia robotica. Né si può pensare al vero e proprio robot chirurgico se si torna al 1947. In quell’epoca nasceva, presso l’Argonne National Laboratory negli Usa, l’antenato dei robot moderni. Si trattava di una macchina rudimentale che effettuava però con grande ‘obbedienza’ semplici movimenti lineari, programmati in sequenza.

Giulia Veronesi (San Raffaele): “I vantaggi della chirurgia robotica”

Robot in sala operatoria

Quanto avviene oggi in sala operatoria prende corpo, in nuce, subito dopo la Seconda guerra mondiale. Siamo nel 1948: l’obiettivo di Ray Goertz era agire a distanza su materiale radioattivo. Insomma, quanto di più lontano dalla sala operatoria e dal bisturi.

Piace però pensare che, anche grazie a tutti questi spunti storici e tecnici, si sia giunti alla realtà della chirurgia robotica. Qui i robot non sono macchinari che riescono a definire autonomamente il da farsi. E quindi siamo lontani dall’ipotesi romanzesca di Čapek. Ma la tecnologia riesce a modulare quanto farebbe la mano del chirurgo in modo estremamente preciso. Miniaturizzando i movimenti.

Insomma, anche se parliamo di dispositivi estremamente sofisticati, alla fine gli strumenti sono sempre guidati e controllati dallo specialista. Proviamo, con dieci semplici parole, a carpire qualche segreto, sapendo che si può ancora migliorare.

Rams

La sigla riassume il termine Robotic Assisted Micro Surgery. Così fu definito il primo dispositivo chirurgico robotico, per interventi microchirurgici in condizioni di guerra, quasi 70 anni fa.

Jacques Marescaux

A questo esperto si deve, ad inizio secolo, la prima colecistectomia in telechirurgia, con l’operatore che si muoveva in remoto a New York ed il paziente a Strasburgo, a oltre 6.000 chilometri.

Docking

La procedura iniziale dell’intervento con il robot, per preparare il malato già sul tavolo operatorio. Lo strumento viene connesso ai canali operativi previe piccoli incisioni per far passare questi condotti.

Console

Il chirurgo opera stando vicino al tavolo operatorio e gestisce attraverso sofisticati sistemi i movimenti che poi vengono effettuati direttamente dagli strumenti che intervengono sul paziente.

Chirurgo

Non basta uno specialista al robot. Occorre un altro esperto che, stando in questo caso direttamente a fianco del lettino su cui avviene l’intervento, segnali che tutto lavora al meglio.

Ferita

Un grande vantaggio della chirurgia robotica sta nelle dimensioni delle incisioni (e delle cicatrici), in genere ben più ridotte rispetto a quelle dei tradizionali interventi.

Ingrandimento

Grazie all’amplificazione fino a 10 volte delle immagini si può ridurre lo stress visivo per il chirurgo, con vantaggi specie se si deve intervenire su strutture anatomiche di dimensioni ridotte.

Manipolazione

Attraverso il joystick il chirurgo può agire in modo estremamente preciso sulle strutture anatomiche, con la possibilità di incisioni e dissezioni mirate.

Recupero

Si può limitare il dolore dopo l’intervento e avere una ripresa più rapida per il paziente, che in genere può quindi tornare a casa in tempi ridotti rispetto alla chirurgia tradizionale.

Training

Grazie al robot, diventa più semplice la didattica per gli specialisti. Infatti si può utilizzare una doppia console funzionante, a vantaggio di chi apprende.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del giugno 2025 (numero 5, anno 8)

Da Bordeaux a Pechino: la nuova era della chirurgia robotica

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