Mancini: sono davvero più creativi? La risposta della scienza

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Contrordine: chi usa la mano sinistra non è avvantaggiato dal punto di vista della creatività. A smentire il luogo comune sulla superiorità dei mancini – con buona pace di personaggi del calibro di Winston Churchill, Sigmund Freud, Vincent van Gogh, Michelangelo e Leonardo da Vinci (che però sarebbe stato ambidestro) – è un’ampia analisi su oltre un secolo di ricerche. Che si traduce in una doccia fredda per il popolo dei mancini.

A firmare l’analisi sullo ‘Psychonomic Bulletin and Review’ è il team dello psicologo Daniel Casasanto della Cornell University. Dopo aver esaminato quasi mille studi, i ricercatori non hanno riscontrato alcun vantaggio dei mancini nei test su creatività e  pensiero divergente. Non solo, alcuni esami avrebbero evidenziato persino un leggero vantaggio per i destrorsi.

Insomma, siamo di fronte a un falso mito alimentato da coincidenze: essere mancini è raro, così come lo è il genio creativo. Inoltre la sovrarappresentazione dei mancini nell’arte e nella musica sembra essere il frutto di una selezione (involontaria?), mentre altre professioni creative vengono ignorate dalla ricerca.

Creatività e pensiero divergente

Quindi la creatività non è legata a doppio filo alla predilezione per la mano sinistra. “I dati non supportano alcun vantaggio nel pensiero creativo per i mancini”, assicura Daniel Casasanto, professore associato di psicologia. “In effetti, ci sono alcuni elementi a sostegno del fatto che i destrorsi siano più creativi in ​​alcuni test di laboratorio, e forti prove che siano più presenti nelle professioni che richiedono la massima creatività”.

Anche perché i numeri non sono dalla parte dei mancini. Secondo le stime a usare la mano sinistra è circa il 10% della popolazione. Ma bisogna anche dire che il pensiero divergente – la capacità di esplorare molte possibili soluzioni in breve tempo e di stabilire connessioni inaspettate – è supportato maggiormente dall’emisfero destro del cervello, predominante nei mancini. Questi ultimi, oltretutto, in passato hanno dovuto fare i conti con pregiudizi, per non parlare di vere e proprie costrizioni a usare la destra.

La ricerca

Ma come hanno lavorato gli scienziati? La meta-analisi ha esaminato quasi 1.000 articoli scientifici ‘di peso’ pubblicati dal 1900 a oggi. La maggior parte però è stata eliminata, perché non riportava i dati in modo standardizzato o includeva solo destrorsi. Sono rimasti così appena 17 studi da analizzare.

Il lavoro ha rivelato che la manualità incideva poco nei tre test di laboratorio più comuni sul suo legame con il pensiero divergente. Semmai era chi usava la destra a presentare un piccolo vantaggio in alcuni test. “Se si considera la letteratura scientifica nel suo complesso”, ha affermato Casasanto, “l’affermazione sulla creatività dei mancini semplicemente non è supportata” dai dati.

Questione di fede (e rarità)

Ma cosa alimenta questo vero e proprio falso mito? Stando agli autori, la chiave starebbe nell’eccezionalità dei mancini: l’idea è che sia raro essere mancini e anche essere un genio creativo, quindi forse un elemento spiega l’altro.

C’è poi la percezione diffusa che in qualche modo la creatività sia legata alla malattia mentale. A quanto pare, i mancini soffrirebbero di tassi più elevati di depressione e schizofrenia. “Questa idea che il mancinismo, l’arte e la malattia mentale vadano di pari passo – pensiamo al ‘mito dell’artista tormentato’ – potrebbe contribuire ad alimentare il mito della creatività dei mancini”, ha affermato Casasanto.

C’è poi anche quello che lo studioso definisce cherry picking statistico: la frequente citazione nel corso degli anni di un numero limitato di studi con campioni piccoli o distorti.

“Concentrarsi su due professioni creative in cui i mancini sono sovrarappresentati, come l’arte e la musica, è un errore statistico molto comune e allettante che gli esseri umani commettono continuamente“, ha affermato Casasanto. Si parte dall’idea che ci siano tutti questi artisti e musicisti che usano la sinistra, “quindi i mancini debbono essere più creativi. Ma se si effettua un’indagine imparziale su molte professioni, l’apparente superiorità dei mancini scompare”. Insomma, il segreto della creatività è ancora elusivo e appare scollegato dalla mano utilizzata per dar vita a capolavori.

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