Payback: l’estate calda dei dispositivi medici, che succede

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È un’estate calda per il payback sui dispositivi medici. Ma sembrano anche aprirsi interessanti spiragli. A evidenziarlo sono le stesse imprese del settore, che giudicano la conferma della norma annunciata nel decreto Economia “un primo passo per la progressiva risoluzione del problema. Ora, però – avvertono – è altrettanto urgente poter continuare a lavorare di concerto con Parlamento e Governo, fa  per far sì che, nel corso dell’esame di conversione, siano inserite misure di tutela e di mitigazione dell’impatto sulle piccole e medie imprese”.

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Che cosa sta succedendo

Insomma, la strada è quella giusta, ma occorre fare di più secondo Aforp Associazione Fornitori Ospedalieri, Confimi Industria Sanità, Confindustria Dispositivi Medici, Coordinamento filiera, che lasciano trapelare ottimismo commentando il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 giugno.

Il settore – in base ai dati del Centro studi di Confindustria Dispositivi medici – conta 4.641 aziende in Italia e dà lavoro a circa 117.600 dipendenti. Ebbene, il provvedimento pubblicato in Gazzetta prevede un contributo economico da parte di tutti gli attori coinvolti ed è frutto di un dialogo che ha portato a uno sconto per le imprese del 75% sull’importo originario. Però non risolve tutti i problemi.

Caso payback: cosa chiedono ora le imprese

L’elenco delle richieste delle aziende include forme di dilazione di pagamento, garanzie per l’accesso al credito ed esenzione sotto una determinata soglia di fatturato. Misure già proposte ai ministeri coinvolti in occasione delle riunioni del Tavolo Payback.

In particolare, Confapi Sanità, Conflavoro Pmi Sanità e Fifo Sanità Confcommercio hanno chiesto di introdurre una franchigia minima pari a 5 milioni di euro (che punta a salvaguardare le micro, piccole e medie imprese più esposte); di prevedere un contributo economico da parte delle Regioni e di disporre una dilazione pluriennale dei pagamenti, per garantire sostenibilità e continuità operativa alle imprese coinvolte.

In ogni caso, nuovi interventi sono “essenziali per garantire la sostenibilità e la continuità operativa del settore”, scrivono Aforp Associazione Fornitori Ospedalieri, Confimi Industria Sanità, Confindustria Dispositivi Medici, Coordinamento filiera.

Il contributo economico previsto dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dal ministero della Salute per le associazioni dimostra sì una volontà politica di affrontare il tema payback “superando l’attuale normativa”. Ma resta “cruciale prevedere strumenti per permettere alle imprese di piccole dimensioni di gestire i pagamenti in maniera sostenibile”.

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