Pelle: la dieta giusta per prendersene cura a ogni età

Pelle: alla scoperta della dieta per prendersene cura.

Intervista a Sara Farnetti, specialista in Medicina interna e in nutrizione funzionale, sulla dieta Stop aging e gli alimenti amici della pelle.

Dai bagni di sangue della contessa Erzsébet Báthory, alle iniezioni di plasma purificato (del figlio adolescente) scelte dall’imprenditore americano Bryan Johnson, c’è chi farebbe – letteralmente – di tutto per difendere la giovinezza della pelle. Eppure una strategia efficace esiste, e passa per la tavola.

Ma possiamo parlare di una dieta anti-invecchiamento? “Il cibo è lo strumento capace di ripristinare e potenziare lo stato di salute e di influenzare l’espressione dei nostri geni. Grazie a quello che portiamo in tavola possiamo recuperare l’energia della giovinezza e ottenere una sana longevità, anche della pelle”, assicura Sara Farnetti, specialista in Medicina interna ed esperta in nutrizione funzionale.

“Un alimento da solo non sostituisce una strategia nutrizionale funzionale – avverte – tuttavia esistono alimenti amici, che ristabiliscono l’equilibrio ormonale, sostenendo e stimolando le funzioni di alcuni organi”. Pelle inclusa.

La chiave è “gestire l’infiammazione causata da squilibri ormonali, patologie in atto, stress e disordini alimentari. Perché l’infiammazione si contrasta a tavola. La giovinezza si guadagna se investiamo sugli alimenti che scegliamo e impariamo ad associarli in modo funzionale, più volte al giorno. A ogni età, le strategie che mettiamo in atto combinando e preparando gli alimenti sono determinanti per guadagnare salute e una longevità sana”, ricorda la nutrizionista.

Gli errori da evitare

Cominciamo con qualche avvertimento salva-pelle. “Occhio all’eccesso di carboidrati, ma anche di alcol e all’alimentazione senza olio d’oliva e grassi. E diffidate dalle diete restrittive, che portano a dimagrire troppo e perdere muscolo”, raccomanda Farnetti.

Oltre la pelle

La salute della pelle “è legata all’equilibrio degli organi interni. Ogni tossicità che entra nell’organismo si riflette su di essa, rendendola opaca, disidratata, acneica”, ammonisce la nutrizionista. Il primo organo a cui pensare è il fegato, seguito da intestino e reni.

“Ma la salute della pelle è collegata anche al sistema nervoso, derivato dallo stesso foglietto embrionale. Non a caso lo stress mal gestito si riversa sulla superficie cutanea, peggiorandone le condizioni. Tutti sanno che una cattiva notizia incide sulla luminosità della cute, mentre ad esempio l’innamoramento fa ringiovanire la pelle”, continua Farnetti.

Capire la pelle a ogni età

La buona notizia è che i disturbi cutanei in realtà vanno visti come un’opportunità di intercettare “disfunzioni o patologie vere e proprie. Curare la pelle – assicura Farnetti – significa curare tutto l’organismo o gli organi al momento più compromessi. Pensiamo all’acne: spesso nasconde un problema di resistenza insulinica. Alcune dermatiti sono invece ‘spia’ di disturbi intestinali, sensibilità al glutine e perfino malattia celiaca, mentre altri problemi cutanei possono essere correlati a patologie della tiroide come l’ipo o l’ipertiroidismo. Il prurito spesso viene trattato come una patologia dermatologica o allergica, con gli antistaminici: ma può essere collegato a una lentezza nello svuotamento della colecisti e quindi l’origine è una disfunzione epatobiliare. Capire da dove viene il prurito significa risolvere il sintomo, ma soprattutto eliminarne la causa. Altre patologie della pelle come le macchie fugaci cutanee, oppure la rosacea, possono svelare invece la presenza di parassiti. Insomma, la pelle va ascoltata”.

La dieta Stop aging

La buona notizia è che la giovinezza della pelle si difende stando attenti “al cibo che scegliamo e associamo ad ogni pasto e a ogni età, combinando e preparando gli alimenti in modo funzionale. L’invecchiamento accelerato è un fenomeno sostenuto da uno stato infiammatorio, a basso grado, dell’organismo. La chiave è gestire l’infiammazione causata da squilibri ormonali, patologie in atto, stress, cattiva alimentazione”, continua Farnetti.

Come? Un aiuto arriva dalla dieta Stop aging, che permette di ripristinare le risorse del nostro corpo e conservare la giovinezza cellulare.

“L’eccesso di carboidrati – segnala Farnetti – causa un aumento dell’insulina, ormone che ha un’azione pro infiammatoria, determina ritenzione di sodio e acqua, richiede un extra lavoro a fegato e pancreas, attiva i fibroblasti della cute. Se il fegato va in crisi, l’intestino ne risente, si altera il microbiota, compaiono stipsi e gonfiore, si producono tossine che il fegato non può gestire perché già sovraccarico, per cui vicaria la pelle. La conseguenza immediata sono i tipici inestetismi cutanei, comedoni o brufoli, macchie, rossore, prurito, edema al volto, borse, occhiaie. Nel tempo si riduce il tono cutaneo, l’incarnato perde luminosità, l’eccesso di radicali liberi risulta pro aging. Anche lo squilibrio degli acidi grassi Omega 3 e 6 risente dell’indice insulinico dei pasti, come pure del cibo che scegliamo. Questi acidi grassi hanno un ruolo essenziale per la salute della pelle e dei neuroni. Un consumo di grassi vegetali di scarsa qualità, oppure il disordine alimentare e l’eccesso di alcol, possono determinare un sovraccarico del fegato, una stasi biliare, per cui la pelle deve intervenire per allontanare le tossine”.

Il grasso che non ingrassa

Ma quali sono gli alimenti antinfiammatori che contribuiscono a ristabilire l’equilibrio ormonale?

“Li chiamo cibi amici, sono superfood ricchi di grassi buoni. Il grasso di per sé non ingrassa – assicura la nutrizionista – né rende la pelle impura, ma controlla il metabolismo insulinico, ha una azione antinfiammatoria, antiossidante, protettiva, emolliente per le mucose, essenziale per il sistema nervoso e una pelle sana. Penso ai grassi dell’olio extravergine di qualità, delle olive, delle mandorle, dell’avocado, del cioccolato, ma anche del burro, perché vegetale – conclude la specialista – non vuol dire sempre più salutare”.

Nell’elenco delle sostanze amiche della pelle c’è la vitamina A, “che  stimola il rinnovamento dell’epidermide e la microcircolazione, contribuendo alla riparazione delle fibre di collagene alterate e di quelle elastiche distrutte dal sole. È presente in frutta e verdura gialla e arancione, in quelle a foglia verde scuro, nel fegato, nel pesce grasso, nei latticini e nei tuorli d’uovo. Ne sono particolarmente ricchi albicocche, cachi, meloni, pesche, arance, carote, pomodori, zucca gialla, peperoni rossi ma anche spinaci, broccoli, rape e cicoria”.

Le insidie che invecchiano

Occhio infine ai nemici della pelle: “Fumo, eccesso di caffè e alcol inibiscono l’assorbimento di molte vitamine, mentre la mancanza di sonno impedisce i processi di rigenerazione epatica e cutanea che avvengono mentre si dorme”, conclude la nutrizionista.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di luglio-agosto 2025 (numero 6, anno 8)

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