Estate lontana dallo stress, istruzioni per l’uso

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L’estate offre l’opportunità di rallentare e ritrovare la pace interiore, bilanciando mente, volontà e desiderio. È un invito a riscoprire il benessere ascoltando corpo e anima, per vivere il presente con autenticità e gratitudine.

C’è un momento dell’anno in cui il mondo rallenta. I ritmi si fanno più pigri, l’aria si riempie di luce e il tempo sembra dilatarsi. Quel momento è l’estate che, ormai, anche quest’anno, sta giungendo al suo epilogo.

Non è solo una stagione: è un’occasione, un’opportunità, una chiamata a ritrovarsi. A fare pace con se stessi. È il periodo delle passioni, delle scoperte, della natura che si manifesta in tutta la sua magnificenza e diventa protagonista nella vita di tutti i giorni, prendendo il posto di scrivanie, sale riunioni e luci artificiali. Per chi ha il lusso di potersi fermare dalla frenesia lavorativa, questa è la fase dell’anno migliore per spegnere il rumore esterno e ritrovare la propria voce interiore.

A volte però, anche questa stagione può trasformarsi in stress, tra aspettative alte, impegni familiari o destinazioni complicate. Non aspettarsi troppo o non ambire alla vacanza perfetta sono già buoni punti di partenza, così come la consapevolezza di non “dover fare” ma di “scegliere”.

Che sia sotto un cielo stellato al mare o in montagna, in una città affollata, o in un piccolo paese mai visto e isolato, l’esperienza che si desidera raggiungere dipende dalla propria mente, sempre alimentata di mille voci come un condominio e dalle conseguenti emozioni urlate o condivise sottovoce.

Dopo mesi trascorsi a galoppare freneticamente e a faticare, corre quasi l’obbligo di impreziosire il dono dell’estate che arriva, nella sua sacra bellezza, con un nuovo significato di pace intima. È una condizione dell’anima, è frutto di conoscenza e di virtù, essere in pace è una capacità “preparata” che si acquisisce con consapevolezza.

Come cita Platone nella sua opera ‘La Repubblica’, “la puoi ottenere quando le sue parti, ragione, volontà e desiderio, sono in equilibrio”, concetto molto vicino ai principi del coaching.

La parte razionale è quella che guida e governa le altre parti, è sapiente, è la verità. La volontà è lo spirito che prova emozioni, come il coraggio, e che si allea alla ragione stessa. Il desiderio è il piacere, è lo stato legato alla soddisfazione dei bisogni fisici e materiali. Ebbene, come allineare queste parti? Tutto parte da una scelta che risponde a domande personali: cosa vuoi ottenere razionalmente? Cosa farai con audacia? Come ti vuoi sentire? Che desiderio vuoi soddisfare?

La pace intima non è fuori portata, è una scelta quotidiana, è un atto di amore verso sé stessi. L’estate offre la possibilità di darsi tempo, un tempo svuotato, non riempito per forza di cose da fare e di urgenze. Quando la nostra mente agisce alleandosi allo spirito e al desiderio, le decisioni sono autentiche: cosa mi rigenera veramente? Con chi voglio spendere questi momenti? Cosa farò di diverso per nutrire la mia anima?

Riguardo al corpo, invece, tanto sotto giudizio in estate, quanto spesso ignorato in inverno, occorre viverlo non per come appare ma nella sua presenza, nel suo essere. Come la ‘Bagnante di Valpinçon’ di Ingres ci mostra tutta la bellezza assoluta delle sue forme ben definite, senza poter vedere il viso, così lasciamo che il nostro corpo non si volti agli altri e non si lasci giudicare; è ideale così e basta. È ascoltandolo che capiamo come ci sentiamo veramente in certe situazioni, perché la mente a volte mente, il corpo no.

Ecco una piccola meditazione guidata dove le sue risorse sono messe in azione: in una posizione comoda e respirando profondamente si osservano 5 cose viste intorno, poi si ascoltano 4 cose udite nelle vicinanze e, infine, si individuano e si percepiscono 3 sensazioni tattili e interne del proprio corpo ad occhi chiusi. Questo esercizio, di pochi minuti, permette di essere presenti, di fare una tregua, connettersi straordinariamente ed amplificare le sensazioni, avvolgendosi di una positiva energia.

Non solo, si noterà anche gratitudine verso se stessi e verso il proprio involucro di cellule, muscoli e vitalità che ci portano in giro dove vogliamo. Pace vuol dire anche accettazione e attenzione alle proprie emozioni, alla capacità di lasciar andare i turbamenti, i pensieri inutili e di perdonare. Il potere della pace interiore è indipendente da fattori esterni, è sopra ogni cosa, come afferma Eckhart Tolle, nel libro “Il potere di adesso”, pace vuole dire “salvezza, appagamento, vita in tutta la sua pienezza. Significa essere ciò che sei, sentire dentro di te il bene che non ha contrari, la gioia dell’Essere che non dipende da ciò che è fuori”.

E allora il silenzio a volte può essere la via, perché in lui la mente si placa, concentrandosi sul silenzio esteriore si crea quello interiore, si nutre la quiete.

Viceversa, quando ci si immerge nell’ambiente circostante, la voglia di assorbire e ricordare tutti i dettagli prevale, allora l’estate diventa un viaggio dei cinque sensi, in quanto questi, se stimolati nel modo giusto, portano appagamento, generano l’allontanamento da un passato poco piacevole e da un futuro incerto, rimanendo nell’adesso, come nello stato di flow dei bambini. In questo cammino, c’è chi vorrà l’assenza di rumore, c’è chi preferirà immergersi nei suoni di danze o musica esotica, o chi degusterà con curiosità nuovi piatti, o chi ancora leggerà il suo libro tanto amato o scriverà un diario. Partendo dalla cura di sé, si farà spazio poi alla socialità, che sia di amici e familiari, o di nuove relazioni.

Anche in vacanza, la mente cerca la propria ritualità e piccole abitudini che rassicurano e ricordano ciò che siamo o amiamo, come una passeggiata mattutina, una telefonata ad una persona importante, un gioco. Questi attimi sono ancore di benessere.

Con tali condizioni, la mente più sgombra e rilassata, è proficuo invitarsi a scrivere una lettera indirizzata alla propria persona, da aprire nell’estate successiva, con i propositi, le speranze, le emozioni vissute. Cosa sarà successo nel frattempo? Sicuramente la continuità e il nutrimento di quello stato di pace e di consapevolezza avranno aiutato l’anima a crescere ancora, facendo strada il più possibile alla propria autenticità.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di luglio-agosto 2025 (numero 6, anno 8)

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