Monitorano i passi, vigilano sul sonno, si attivano per capire cosa sta succedendo all’organismo. E sono sempre più pervasive. Stiamo vivendo l’epoca della ‘Rivoluzione App’, con novità quasi quotidiane nel settore. Un dato per tutti. Secondo Businessofapps.com dal 2016 al 2024 il numero degli utenti delle app per la salute nel mondo è passato da 125 a 320 milioni, che diventano 663 milioni se si considerano anche le applicazioni destinate a benessere e fitness.
Insomma. Grazie a questi strumenti e alle tante innovazioni nel settore, siamo nel pieno di un turbine che si chiama sanità digitale. E che può anche modificare, se non prestiamo la giusta attenzione, anche le nostre abitudini quotidiane.
Non è per caso quindi che, alla sua settima edizione, ‘SaluTO Torino Medicina e Benessere’ punti l’attenzione su questa tematica. Dal 19 al 21 settembre in diversi punti della Città, dal teatro Gobetti fino al Castello del Valentino per concludersi in Piazza Madama Cristina, gli esperti della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi e del Politecnico, in alleanza con la Città di Torino, discuteranno di App, device e nuove tecnologie per la prevenzione e la salute nelle diverse discipline.
Ad ascoltarli gli studenti delle scuole medie superiori di Torino la popolazione, nei teatri e nelle piazze cittadine. Con l’obiettivo di aiutare il pubblico a capire come orientarsi in uno scenario che sta diventando abituale, ma in cui si celano molte insidie e false credenze.
Per questo domenica 21, accanto ai talk e agli incontri in Piazza Madama Cristina, si terranno le attività interattive proposte dal Politecnico e da Scuola di Medicina.
Provare tecnologie indossabili per migliorare la salute
Dalle tecnologie a portata di tutti, come i dispositivi indossabili per la rilevazione di battito cardiaco e pressione arteriosa, a quelle più sofisticate da utilizzare in collaborazione con il personale sanitario, gli stand offriranno al pubblico la possibilità di indossare dispositivi wearable per la salute e di provare app sviluppate dagli atenei torinesi e in fase prototipale. E magari riflettere. Grazie alla conoscenza, anche per non fare errori e non disseminare dati.
Questione di dati
“Ogni volta che installiamo una nuova App sul nostro cellulare e su un qualsiasi altro device, siamo obbligati a dare il consenso per l’utilizzo dei nostri dati personali pena non poter attivare alcune funzionalità – spiega Filippo Molinari, Vicerettore del Politecnico di Torino – I dati sono ovviamente anonimizzati e crittografati, ma il contratto per la privacy che si sottoscrive in quell’occasione, include la possibilità di conservare quei dati da parte dell’utilizzatore. Il gestore utilizzerà le informazioni così condivise ad esempio per informazioni di contesto, ad esempio la posizione individuale nel ranking degli utilizzatori di quell’app (“sei tra i dieci utenti che oggi hanno totalizzato più passi di camminata veloce”). Si tratta ovviamente di informazioni fornite in forma anonima al pubblico. Ma difendersi è possibile con un uso accorto delle App, anche utilizzando sistemi che minimizzino la concessione di uso dei dati da parte del gestore, pur consapevoli del fatto che questo impedirà aspetti anche molto “ingaggianti” della stessa applicazione”.
Dobbiamo imparare molto, quindi. E lo scambio con gli esperti per le persone diventa la chiave del successo di una manifestazione che cresce anno dopo anno. “Per la prima volta SaluTO arriva davvero nelle piazze – sottolinea Ezio Ghigo, coordinatore scientifico della manifestazione – realizzando la sua vocazione fondamentale e originaria, avvicinare la cultura universitaria al pubblico generico, di qualsiasi età o estrazione culturale, per parlare a tutti di prevenzione e stili di vita e contribuire concretamente, con una corretta informazione, a ‘fare’ salute, perché una popolazione più informata è una popolazione più sana. In più coniugando le due grandi tradizioni scientifiche della città, quella medica e quella tecnologica”.


