Pelle: è un’opera d’arte di cui prendersi cura. Ecco ‘Relive Your Skin’

Nell’era dei social la pelle è – letteralmente – sotto i riflettori. Tutorial, video, reel sembrano ormai indispensabili per mostrarci agli altri. Nella vita reale, però, i filtri non bastano: quando l’epidermide è segnata dalla malattia, stigma e isolamento sono dietro l’angolo. La buona notizia è che, grazie alla ricerca, oggi è possibile prendersi cura di questo che è l’organo più grande del corpo umano, proprio come fosse un’opera d’arte da restaurare.

È il messaggio che arriva da ‘Relive Your Skin – Riscoprire la cura a regola d’arte’, un’iniziativa ideata da Almirall con l’obiettivo di dare voce ai bisogni insoddisfatti dei pazienti con malattie della pelle.

Come? Mettendo intorno a un tavolo specialisti, associazioni, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e clinici – in una location ricca di arte e bellezza – per parlare di sfide, criticità e opportunità in dermatologia.

Ma anche riportando all’originario splendore antiche opere di età ellenistica: in particolare l’azienda farmaceutica nata in Spagna nel 1944 ha promosso il restauro di due statuette di Minerva in bronzo, che risiederanno ai Musei Vaticani. 

Due statuette ellenistiche al centro del progetto. Courtesy: Almirall

“La pelle è un’opera d’arte. E nella società dei social ha acquistato importanza. Avere lesioni della pelle causa anche problemi psicologici, oltre ad avere un impatto sul lavoro e sulla scuola nel caso dei giovani pazienti”, ha spiegato a Fortune Italia Paolo Giovanni Ferri, direttore medico Almirall Italia.

In effetti stiamo parlando del “primo organo con il quale si entra in contatto. Con ‘Relive Your Skin’ la pelle viene metaforicamente paragonata a un’opera d’arte, che merita di essere preservata, protetta e riportata alla luce”, ha chiarito Marco Caraglia, General Manager Almirall Italy. “Abbiamo voluto supportare il restauro di opere preziose, per riportarle all’antica bellezza. Allo stesso modo, attraverso le nostre soluzioni terapeutiche, cerchiamo di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da patologie dermatologiche”.

Un’alleanza per la pelle

Presentata oggi alla Galleria del Cembalo, a Roma, tra volte affrescate e la collezione di statue antiche della famiglia Borghese, l’iniziativa coordinata da Cencora Pharmalex, ha raccolto il patrocinio di Associazione Dermatologi-Venerologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (Adoi), Federazione Italiana Medici di Famiglia (Fimmg), Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse (Sidemast), Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle cure primarie (Simg), Associazione per la Difesa degli Psoriasici (Adipso), Associazione Nazionale Dermatite Atopica (ANDeA), Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (Apiafco).

“Il messaggio di oggi – ci ha detto Giovanni Pellacani, presidente Sidemast e direttore dell’Unità Complessa di Dermatologia al Policlinico Umberto I di Roma – è riscoprire la cura della pelle a regola d’arte. Ma è bene parlare prima di regole e poi di arte: quello che sta facendo Sidemast è condividere le regole, ovvero modalità giuste, procedimenti adeguati e strategie sostenibili per potere assicurare risposte ai pazienti con patologie dermatologiche. Ma poi ci vuole anche l’arte, e questa arte va insegnata. Occorre essere bravissimi dermatologi, perché solo con un altissimo livello di competenze si possono ottenere risultati di qualità”.

Dermatite atopica e psoriasi: le sfide

“In particolare, dermatite atopica e psoriasi sono patologie infiammatorie croniche che hanno un impatto sistemico e multidimensionale. Chi ne soffre affronta non solo sintomi fisici, ma anche conseguenze psicologiche importanti. Le lesioni visibili, il prurito persistente, il dolore e l’impatto sull’immagine di sé possono portare ad ansia, isolamento sociale e perdita di autostima compromettendo la vita relazionale, lavorativa ed emotiva dei pazienti”, ha ricordato lo specialista.

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Come ha testimoniato Mario Coccioli, presidente di Andea, “per chi convive ogni giorno con patologie come la dermatite atopica, la pelle può diventare fonte di disagio, dolore e isolamento. È fondamentale superare lo stigma che ancora oggi circonda le malattie dermatologiche e riconoscere l’impatto profondo che queste hanno sulla qualità della vita”.

Non solo Minerva: il progetto di restauro

Il progetto promosso da Almirall ha interessato numerosi manufatti in bronzo e ferro appartenenti alla Biblioteca Apostolica Vaticana e curati dal Dipartimento di Arti Decorative, tra cui le due statuette di bronzo raffiguranti la dea Minerva.

Dopo la rimozione delle sostanze cerose che nascondevano le imperfezioni delle superfici e degli interventi ricostruttivi cui le opere erano state sottoposte nel corso dei secoli, è stato possibile riportare le opere allo splendore originale, grazie a tecniche e strumenti moderni.

“Ogni intervento di restauro su un’opera in bronzo – ha ammonito Sabrina Zappia, presidente Italian & International Patrons of the Arts in the Vatican Museums – richiede tempo, competenza e una profonda sensibilità: è un processo che non si limita a ripristinare l’aspetto esteriore, ma restituisce dignità e nuova vita a qualcosa che ha attraversato il tempo. Restaurare un’opera significa riportare alla luce la sua bellezza nascosta, in modo che continui a raccontare la sua storia e la sua unicità”.

Ecco allora che il legame con la pelle emerge con forza: serve attenzione, competenza e sensibilità per prendersene cura e riportare alla luce la sua bellezza offuscata dalla malattia. Ma ricerca e innovazione possono fare la differenza, per approcci che siano davvero ‘a regola d’arte’.

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