Influenza: altro che banale, ecco chi rischia di più

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Tra i 60 e i 79 anni, più spesso uomini, con una o più malattie. Questo l’identikit degli italiani finiti in terapia intensiva per colpa dell’influenza nella stagione 2024-2025. Sì, perché quello che qualcuno racconta come un banale malanno stagionale può rivelarsi, in realtà, una malattia molto pesante e perfino letale. Specie per gli over 60 e le persone fragili. 

A metterlo nero su bianco sono gli ultimi dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità (Iss): nell’ultima stagione – caratterizzata da una penuria di vaccinati – 601 persone sono state ricoverate in Terapia Intensiva per influenza, e tra queste 134 sono morte.

Ecco perché, in vista della stagione fredda – e considerati i dati che arrivano dall’Australia – virologi, infettivologi e medici dell’emergenza Simeu rinnovano l’appello ai cittadini e alle istituzioni per favorire le vaccinazioni.

Oltretutto, come ha ribadito anche nei giorni scorsi Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, “nell’altro emisfero stanno circolando due varianti di virus influenzali immunoevasive dotate di ampia capacità di diffusione (A/H3N2 e B/Victoria), che sono attese anche qui da noi”. Ed è bene farsi trovare preparati.

Il report Iss e l’impatto dell’influenza

Ma vediamo prima il rapporto della Sorveglianza Integrata Sari: i casi gravi e i decessi – dice l’Iss – si sono verificati per la maggior parte in persone non vaccinate.

Il report analizza gli episodi più pesanti associati all’influenza, in particolare quelli che vengono intercettati dagli ospedali. Stando alle stime, infatti, in media sono 8.000 ogni anno i decessi per l’influenza e le sue complicanze ogni anno in Italia.

“Questi dati – ha detto Anna Teresa Palamara, che guida il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss – confermano che l’influenza, soprattutto in persone fragili per diverse condizioni concomitanti, può portare a conseguenze gravi. Raccomandiamo pertanto di vaccinarsi, secondo le indicazioni del ministero della Salute, per ridurre i rischi soprattutto in queste persone”.

Vaccinazioni col contagocce

A preoccupare sono i dati diffusi dal ministero della Salute: solo il 52% degli over 65 si è vaccinato contro l’influenza nella scorsa stagione.

Una percentuale in lieve calo rispetto all’anno precedente e troppo lontana dall’obiettivo minimo del 75% e da quello ideale del 95%, ribaditi dal dicastero guidato da Orazio Schillaci e in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Insomma, il messaggio fatica a passare e questo ogni anno costa vita umane. Morti prevenibili, è bene chiarirlo.

Influenza, Covid e il mix di virus

Oltre all’influenza, ormai sappiamo che con l’arrivo del freddo entrano in gioco anche “altri virus, in primis il virus respiratorio sinciziale, ben conosciuto per gli effetti sui bimbi più piccoli in cui determina la bronchiolite ma che provoca forme simil-influenzali negli adulti e negli anziani”, ha precisato Pregliasco.

“Stiamo osservando anche un incremento di casi di Covid-19, causato dalla variante LP.8.1, la cosiddetta Stratus, che elude l’immunità garantita da precedenti infezioni e/o vaccinazioni e può provocare forme lievi, come una banale raucedine, ma anche effetti particolarmente severi su soggetti fragili e anziani. È fondamentale ribadire con forza la necessità per le persone anziane e fragili di eseguire i richiami vaccinali sia per l’influenza, sia per la Covid-19″, ha ripetuto il virologo, che da anni monitora l’andamento di questi virus.

Le previsioni dei medici dell’emergenza

A non aiutarci, in questo caso, è la demografia. “In Italia gli over 65 sono 15 milioni: la metà di loro non vaccinata rappresenta di per sè un numero enorme – avverte Mario Guarino, vicepresidente della Simeu, Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza – A questo si aggiunge lo sconfortante tasso di vaccinati nella popolazione in generale, pari solo al 19%: due indicatori che segnalano chiaramente che il virus influenzale avrà un’amplissima diffusione”.

Le caratteristiche della prossima influenza e lo stato vaccinale della popolazione “fanno prevedere che l’imminente emergenza inverno potrebbe essere la peggiore degli ultimi vent’anni – ha scandito Alessandro Riccardi, presidente nazionale Simeu – in una condizione di generale difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale che non ha bisogno di nuove descrizioni. Specifico però che il termine emergenza per questa tipologia di eventi è sempre stato contestato dalla nostra società scientifica in quanto sono del tutto prevedibili”.

Fabio De Iaco, past-president Simeu, pensa già alle “ambulanze in fila davanti a Pronto Soccorso sempre più sovraffollati, ai professionisti in affanno, agli ospedali insufficienti rispetto alle esigenze. Succede tutti gli anni, ma la prossima stagione influenzale rischia di segnare primati finora inediti”.

Le difficoltà dei pronto soccorso nell’analisi del presidente Simeu

Influenza: istruzioni per… difendersi

Cosa fare, allora? Mentre ottobre si avvicina, l’appello ai cittadini è “di vaccinarsi senza esitazioni e di provvedere alla vaccinazione dei propri congiunti anziani o in condizioni di fragilità, non solo per l’influenza ma anche per Covid-19″, sottolineano dalla Simeu.

In caso di dubbi, timori o desiderio di chiarimenti, è importante rivolgersi al proprio medico.

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