Taser e morti improvvise, l’analisi del presidente Sis 118

taser

Dopo quelle verificatesi in agosto, la cronaca dà conto di una nuova morte improvvisa correlata – almeno dal punto di vista delle tempistiche – all’uso del taser. 

L’ultimo episodio si è verificato a Reggio Emilia, dove un uomo di 42 anni è morto in seguito a un intervento della Polizia durante il quale è stato utilizzato anche il taser.

Ma cosa sappiamo sulla sicurezza di questo strumento e sui rischi di eventi fatali? Fortune Italia lo ha chiesto a Mario Balzanelli, presidente nazionale SIS 118.

“Douglas Zipes, uno degli aritmologi più autorevoli a livello mondiale, ha già dimostrato negli Usa, sin dal 2014, che l’utilizzo del taser può associarsi, anche se con bassissime probabilità statistiche, all’innesco di aritmie ventricolari potenzialmente letali in breve tempo”, ci spiega Balzanelli.

“Per quanto le probabilità statistiche di innesco di un’aritmia ‘maligna’ (tachicardia ventricolare senza polso/ fibrillazione ventricolare), e quindi di un arresto cardiaco improvviso, in seguito alla scarica elettrica provocata dalle freccette sparate dal taser siano  obiettivamente bassissime, è indubbio che tale fenomeno, proprio in quanto già scientificamente documentato, possa verificarsi”.

Mario Balzanelli (Sis 118)

Chi rischia di più dopo la scarica con il taser

I più vulnerabili sono i “soggetti a rischio di andare incontro ad aritmie cardiache minacciose, in quanto caratterizzati da una condizione di instabilità elettrica cardiaca di base”. Pensiamo, continua Balzanelli, “a quanti si trovino in estremo stato di agitazione, sotto l’azione di sostanze stupefacenti o psicotrope, o anche i cardiopatici, che sappiano o meno di esserlo”.

La soluzione esiste

D’altronde, come ha sottolineato Giuseppe Tiani, segretario generale del Sindacato italiano appartenenti Polizia (Siap), “il taser resta uno strumento necessario per contenere soggetti violenti evitando il ricorso al contatto fisico o all’uso di armi letali”.

Cosa fare, allora? Il numero uno della Società Italiana Sistema 118 ha le idee chiare: “Occorre garantire che le forze di Polizia, il cui personale opera con assoluta dedizione nel pieno rispetto dei protocolli, siano dotate, particolarmente nel caso degli equipaggi in possesso del taser, di un defibrillatore semiautomatico. Ma anche delle competenze e di uno specifico addestramento in tema di rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce semiautomatica”.

La Società Italiana Sistema 118 si mette dunque fin d’ora “a completa disposizione della Polizia di Stato per erogare a titolo gratuito questo importantissimo percorso formativo, potenzialmente salvavita”, conclude Balzanelli.

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