Neuralink, il primo paziente e l’incontro con Elon Musk

La scorsa settimana, i partecipanti alla conferenza Brainstorm Tech di Fortune hanno assistito a una dimostrazione di innovazione tecnologica e resilienza umana quando Noland Arbaugh, il primo essere umano a ricevere l’interfaccia cervello-computer (BCI) di Neuralink, ha giocato a scacchi usando solo il pensiero. Arbaugh ha condiviso riflessioni sincere sul suo percorso pionieristico, incluso il suo primo incontro con il cofondatore di Neuralink e uomo più ricco del mondo, Elon Musk.

Il viaggio di Arbaugh è iniziato con un incidente subacqueo in un campo estivo nel 2016, che ha lasciato l’ex studente della Texas A&M paralizzato dalle spalle in giù e in gran parte dipendente dalla famiglia. Per anni, Arbaugh ha vissuto quella che descrive come un’esistenza estremamente limitata.

“Stavo sveglio fino a tardi la notte, dormivo finché volevo, mi alzavo quando volevo perché non avevo davvero nulla in programma, non avevo niente da fare nella mia vita”, ha raccontato ad Jessica Mathews, senior writer di Fortune. Arbaugh ha aggiunto che usciva di casa solo un paio di volte l’anno.

“Prima di Neuralink pensavo che non avrei mai più viaggiato” ha detto. “Pensavo che sarei rimasto solo nella mia stanza”.

Poi è arrivata una telefonata inaspettata che avrebbe cambiato la sua vita. Un amico gli ha chiesto se fosse interessato a farsi impiantare un chip nel cervello. Arbaugh ricorda ancora la sua risposta di quel giorno: “Ho detto: ‘Non ho niente di meglio da fare’”.

Diventare il primo paziente – e incontrare Elon Musk

Neuralink, cofondata da Elon Musk nel 2016, aveva trascorso anni a sviluppare e testare la tecnologia sugli animali prima di ricevere l’approvazione della FDA per i test sull’uomo nel maggio 2023. L’intervento chirurgico di Arbaugh è avvenuto il 28 gennaio 2024 al Barrow Neurological Institute di Phoenix, a circa due ore e mezza dalla sua casa di Yuma. L’operazione di due ore ha previsto l’impianto di un chip delle dimensioni di una moneta sotto il cranio, collegato a oltre 1.000 elettrodi capaci di leggere l’attività neurale e tradurla in comandi digitali.

Arbaugh ha raccontato di essere stato dimesso dall’ospedale appena 24 ore dopo l’intervento con una prescrizione di antidolorifici, che però non ha mai preso: “Non faceva per niente male. Non ho neppure avuto bisogno del Tylenol”.

“Mi piace scherzare e dire che se perdessi la memoria e domani mi dicessero che ho un chip nel cervello, non ci crederei” ha aggiunto. “Non lo sento. Non so nemmeno che sia lì”.

Durante la conversazione con Mathews, Arbaugh ha rivelato un dettaglio particolarmente memorabile: ha incontrato Elon Musk il giorno stesso dell’operazione, via FaceTime. Ancora sotto l’effetto dell’anestesia, il ricordo principale di quell’incontro è stato un complimento alla giacca bomber di Musk. “Ho pensato: la sua bomber jacket era davvero fighissima” ha ricordato.

Circa sei mesi dopo, Arbaugh ha incontrato di nuovo Musk nella gigafactory Tesla di Austin, dove hanno avuto quella che il paziente 31enne ha descritto come una conversazione più sostanziale. “È un tipo in gamba” ha detto Arbaugh, notando che non hanno parlato solo di Neuralink: lui e Musk “si sono divertiti” discutendo anche di SpaceX e persino “un po’ di alieni”.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Poste Italiane Dic 25

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