Lavoriamo in incognito per le celebrità: divise e mezzi anonimi nel business invisibile del lusso. Il commento di Roberto Putortì

roberto putortì

Centinaia di ospiti arrivati da mezzo mondo, una villa storica, un catering stellato, ballerini, scenografie da set cinematografico. Poi qualcuno si alza da tavola e va in bagno. Ecco il momento in cui parecchie location prestigiose – quelle che costano cifre da capogiro e si vendono come sogni – rivelano la propria crepa: ambienti tarati su secoli fa, con servizi igienici troppo pochi o troppo modesti per reggere l’urto di una folla esigente.

Il problema è concreto. E muove denaro. Il mercato globale dei bagni prefabbricati valeva 1,54 miliardi di dollari nel 2024, e le proiezioni lo spingono fino a 4,31 miliardi entro il 2033, con una crescita annua del 9,8%. Dentro questo perimetro respira una nicchia che quasi nessuno misura, alimentata matrimoni di fascia altissima e ospitalità temporanea legata al mondo corporate ed il generale al turismo di lusso. Il segmento degli eventi di lusso resta una zona d’ombra statistica, raramente censita. Qui lavora Fashion Toilet, azienda incastonata tra le colline del Chianti, in provincia di Firenze, che progetta, produce e noleggia bagni idrici di alta gamma. “Siamo una piccola realtà artigianale che produce bagni di lusso prefabbricati e ad oggi siamo l’unico produttore che è anche noleggiatore diretto di questo livello”, rivendica Roberto Putortì, fondatore dell’impresa.

La distinzione tecnica è il cuore di tutto. “Queste strutture non sono strutture chimiche, ma idriche. Quindi dentro sono costruiti con ceramiche sanitarie e rubinetteria elettronica il tutto cesellato da un design sobrio ed elegante”, precisa.

Provate a metterli accanto al solito bagno chimico da cantiere o di un prefabbricato anche idrico ma industriale: la distanza è abissale. Quello chimico funziona con un serbatoio pieno di liquidi, niente rete idrica, niente scarico fisso; il prefabbricato industriale è progettato da aziende terze che non conoscono il mondo degli eventi e non curano i dettagli più importanti.

“Il nostro bagno idrico prefabbricato di lusso, al contrario nasce dalla conoscenza di tutti gli aspetti legati agli eventi – spiega Putortì – gestione degli spazi, trasporti, e la necessità di coniugare l’estetica con la funzionalità, considerando che la logistica del nostro paese non è quella Americana o Inglese”.

“Qui abbiamo strade strette, castelli inaccessibili, ville a strapiombo di un lago ect…eppure, quando ci entri hai la sensazione di stare in un bagno vero”, taglia corto Putortì. E rilancia su un punto che lega comfort e salute: “Usare l’acqua come a casa è fondamentale, non solo per l’igiene, ma anche per la funzionalità vera”.

Il grosso del lavoro, però, nessuno lo vede. Dove l’acqua e la corrente non arrivano, l’azienda costruisce da zero un circuito idrico chiuso – cisterne, pompe, raccordi, tubazioni – schierando idraulici, elettricisti e carpentieri. C’è poi un capitolo spinoso: lo smaltimento. Un evento con centinaia di invitati che si trascina per dieci, dodici ore genera metri cubi di rifiuti da gestire ed una impiantistica professionale che richiede un lavoro meno banale di quanto si creda. Ma questa professionalità è altissima e presente in tutte le aziende che operano all’interno di un evento, questo va detto.

La molla economica, ragiona Putortì, è il turismo di lusso che punta dritto sull’Italia. “Lo ritengo interessante da un punto di vista proprio del prestigio del made in Italy nel mondo”, osserva. Il fondatore lega il vantaggio competitivo alle maestranze tecniche, figlie della tradizione storica di questo Paese, e a una certa testardaggine creativa tutta nostrana. “Siamo pieni di difetti noi italiani ma siamo bravissimi a risolvere i problemi, e quando ci mettiamo a fare anche qualità made in Italy siamo imbattibili”, ammette.

Tra chi acquista le strutture su misura figurano resort, glamping di alto livello, agriturismi e hotel a cinque stelle. Un esempio? Un resort nel sud del Portogallo, ad Albufeira, dove per raggiungere i servizi gli ospiti si facevano duecento metri sotto un caldo torrido. “Con 20 ore di camion abbiamo risolto il loro problema, ma quando ricevo richieste da paesi lontani sorrido. Di recente abbiamo ricevuto una richiesta da un glamping di lusso in Mongolia!”.

Il marchio di fabbrica del settore è il silenzio. Accordi di riservatezza, NDA firmati, e nei casi più delicati si lavora in incognito. “Noi facciamo un lavoro di cui non possiamo vantarci”, riconosce Putortì.

La logistica diventa quasi un’operazione sotto copertura per blindare la privacy del cliente: “Nei casi più delicati facciamo partire il nostro staff con delle divise anonime e con dei mezzi senza logo, per non essere rintracciabili”.

Il modello di business, adesso, sta cambiando pelle. Con la domanda che si concentra tra maggio e l’autunno inoltrato, le forze interne non reggono il ritmo. “Stiamo iniziando a pensare che sia arrivato il momento di strutturarci maggiormente, pur rimanendo sempre artigiani. All’estero, intanto, ci sono già clienti/noleggiatori che hanno comprato i prodotti e gestiscono il servizio da soli. L’offerta mescola noleggio, vendita su misura e un rimessaggio che ricorda quello nautico. Possiamo anche vendere e fare un rimessaggio, ovvero: li possiamo ritirare, manutenere e riportarle al cliente della stagione successiva”.

Lo scenario futuro, agli occhi di Putortì, resta appeso alla capacità dell’Italia di catturare il turismo di fascia alta – un mercato dal peso economico robusto ma dai contorni statistici ancora sfocati, ma che uno dei pochi studi di settore quantifica in 20 miliardi con circa 50.000 aziende coinvolte nell’indotto. Il pericolo vero è esterno, oggi potrebbe essere rappresentato uno scenario geopolitico sfavorevole, e l’azienda l’ha già toccato con mano: eventi bloccati, viaggi limitati, assembramenti vietati, come durante la pandemia.

Finché si vivrà normalmente, però, il margine di crescita appare largo, sospinto dall’incrocio fra architettura temporanea, design industriale e una domanda internazionale che continua a eleggere l’Italia a palcoscenico.

Poste Italiane Dic 25

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