Da due congressi euroepei nuovi dati sul farmaco anti-obesità semaglutide di Novo Nordisk. Lo studio real-world STEER presentato all’European Society of Cardiology (ESC) di Madrid mostra che il farmaco al dosaggio di 2,4 mg riduce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori del 57% rispetto a tirzepatide in persone con sovrappeso od obesità e malattia cardiovascolare.
In occasione dell‘EASD di Vienna arriva invece l’indagine INFORM, condotta su persone obese in cura con semaglutide 2.4 mg: il farmaco contribuisce a placare i pensieri ricorrenti sul cibo.
Quella relativa ai benefici cardioprotettivi di semaglutide 2,4 mg è in realtà una conferma. “Stiamo assistendo ad un importante sviluppo nella gestione del rischio cardiovascolare in persone con eccesso di peso e malattia cardiovascolare nota. Evidenze che si aggiungono ai benefici cardiovascolari già evidenziati dallo studio clinico di riferimento SELECT, dove semaglutide 2,4 mg aveva mostrato una riduzione del 20% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori”, ha commentato Giuseppe Musumeci, direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’AO Mauriziano di Torino. “La rilevanza di questi dati è confermata dall’inserimento di semaglutide nelle linee guida ESC 2024 come terapia raccomandata nei pazienti con sindrome coronarica cronica e sovrappeso o obesità”.
Semaglutide e food noise
Oggi sappiamo la molecola “ha anche un effetto sui pensieri indesiderati e intrusivi sul cibo, favorendo un miglioramento del benessere mentale e abitudini più salutari”, ha rilevato Paolo Sbraccia, Presidente IBDO – Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, commentando i risulltati presentati in occasione dell’EASD di Vienna.
Quello che gli espeti chiamano food noise può influire notevolmente sul benessere mentale, sulla qualità della vita e sugli sforzi per perdere peso. L’indagine INFORM, condotta su oltre 500 persone con obesità in trattamento con semaglutide 2,4 mg, ha evidenziato come il farmaco abbia un effetto anche su questo fattore.
Ddopo aver iniziato il trattamento, il numero di persone che pensavano costantemente al cibo durante il giorno è diminuito del 46%, e di conseguenza circa due terzi degli intervistati (64%) hanno riferito un miglioramento della propria salute mentale.


