Le vediamo tutti i giorni le barriere che ancora complicano la vita alle persone con disabilità, ma forse non ce ne accorgiamo. Perché, magari, non le percepiamo come tali. Ma basta affinare lo sguardo per capire che in Italia “sono stati fatti molti passi avanti, ma non abbastanza. Abbiamo leggi eccellenti, spesso tra le migliori al mondo. Ora la sfida è farle funzionare davvero, con l’impegno condiviso di istituzioni, famiglie e società civile”.
Parola di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, intervenuto oggi alla Camera dei Deputati a un incontro sull’importanza di unire istituzioni, esperti e società civile per scardinare le barriere più resistenti e cambiare la quotidianità di milioni di persone con disabilità e delle loro famiglie.
Disabilità in Italia, una corsa a ostacoli per 3 mln di famiglie
Ciocchetti ha richiamato le novità introdotte dal decreto legislativo 62/2024, che prevede il ‘progetto di vita individuale’ per ogni persona con disabilità e una definizione basata sul contesto di vita, non solo sulla patologia, che avranno piena attuazione dal 1 gennaio 2027.
Un cambiamento che intende garantire non solo servizi sanitari e sociali, ma anche opportunità di partecipazione, lavoro, sport e tempo libero. Quella di oggi è stata anche l’occasione per parlare di ‘Disabilità e inclusione sociale: una sfida comune. Racconto di una madre’, il libro della pedagogista Annatonia Margiotta (Edizioni dal Sud), che dà voce alle sfide quotidiane affrontate dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie.
Disabilità: il racconto di una madre
Margiotta, madre di un ragazzo disabile, ha sottolineato la sua lunga esperienza quotidiana con sfide e barriere, chiedendo “alla politica coraggio e visione”. L’autrice ha raccontato il suo percorso di 38 anni accanto al figlio, testimoniando come dietro le statistiche e le leggi vi siano volti, storie e difficoltà quotidiane che richiedono attenzione: dalle barriere architettoniche ancora troppo presenti, alla burocrazia spesso poco umana, fino al mancato riconoscimento dei caregiver, figure troppo spesso invisibili, la cui opera è però insostituibile nel nostro Paese.
La sfida è chiara: istituzioni, politica, comunità e famiglie devono lavorare insieme per costruire una società davvero inclusiva, in cui i diritti siano garantiti e le barriere non trovino cittadinanza.


