Anziani e cadute: la soluzione è l’Ortogeriatria, ma l’Italia arranca

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Una caduta in casa può compromettere la salute degli anziani, innescando un declino che talvolta si rivela fatale, specie in caso di fratture. Un problema non da poco, in un Paese che conta 14,5 milioni di over 65 (e più di 22.500 centenari).

“In caso di lesione o frattura del collo del femore oggi sappiamo che intervenire entro 48 ore dal trauma è essenziale, ma anche così per i pazienti over 65 la mortalità a un anno è del 30%”, spiega Fabrizio Cortese, direttore Ortopedia e Traumatologia Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto (TN) e past president Otodi (società degli Ortopedici e traumatologi ospedalieri italiani), che analizza il tema in occasione del 17.mo Trauma meeting di Riccione, seguito quest’anno da circa 2.500 specialisti.

“È importante che questi pazienti siano trattati in reparti di Ortogeriatria, dove allo specialista ortopedico si affianca il medico di Medicina interna, in grado di gestire le tante criticità degli anziani finiti in ospedale per un trauma”, aggiunge Cortese.

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I numeri delle fratture nemiche degli anziani

Parliamo di una lesione con numeri importanti. Stando ai dati “sono 101.691 gli impianti – protesi o chiodi – al collo del femore ogni anno, interventi eseguiti per la stragrande maggioranza dei casi nei centri pubblici”, interviene il neo presidente Otodi Marco Mugnaini, specialista del Santa Maria Annunciaziata di Firenze.

Da sinistra: Fabrizio Cortese e Marco Mugnaini
Da sinistra: Fabrizio Cortese e Marco Mugnaini

“Il fatto è – riflette Mugnaini – che gli anziani entrano in ospedale con molte problematiche internistiche, pensiamo solo alle patologie cardiovascolari o al diabete. Inoltre, al di là del trauma assumono farmaci per la pressione, anticoagulanti, antipertensivi. E i dati scientifici ci dicono che l’esito a un anno è migliore se vengono assistiti in Ortogeriatria”. Ma quanti sono i reparti in Italia?

La mappa

Purtroppo l’Ortogeriatria – soluzione ideata in Gran Bretagna per assicurare un trattamento ad hoc ai pazienti senior e poi ‘importata’ da noi – non è presente in tutti gli ospedali italiani, anzi. Se consideriamo i reparti che, in varie modalità, possono contare sulla consulenza dell’internista, siamo fermi a una quartantina su 680 strutture dotate di Ortopedia e traumatologia, dicono Cortese e Mugnaini.

Uno dei primi reparti di Ortogeriatria è stato attivato proprio al Santa Maria Annunziata di Firenze del presidente Otodi. Ma questa soluzione ‘a misura di anziani’ esiste anche altrove, ad esempio a Rovereto, a Torino, in Toscana e in Liguria.

Eppure quella dell’Ortogeriatria è davvero una soluzione ideale, considerata l’età della popolazione e il fatto che, grazie all’evoluzione della medicina (e delle protesi) non sono rari gli interventi di questo tipo sugli over 80. “Occorre tenere conto delle condizioni del paziente, ma oggi ci capita di operare anche i centenari – nota Mugnaini – La presenza di ortopedico e geriatra consente non solo un trattamento e una gestione ad hoc, ma anche una dimissione che tenga conto delle condizioni e delle esigenze di questi pazienti particolarmente fragili”.

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