Non più nell’ombra. Trascurata a lungo dalla ricerca farmaceutica, la salute della donna – una delle “questioni più urgenti del nostro tempo”, come ha sottolineato il ministero della Salute Orazio Schillaci – è stato un po’ il filo conduttore della cerimonia per l’edizione 2025 del Premio Letterario Angelo Zanibelli “La Parola che cura”.
Un filo rosa ha infatti punteggiato l’ultima edizione del riconoscimento istituito da Sanofi in memoria di Angelo Zanibelli, (storico direttore delle Relazioni istituzionali dell’azienda farmaceutica), assegnato ieri sera nel corso di un evento all’Ambasciata di Francia a Roma.
Uomini che pensano alla salute delle donne
Il premio personaggio dell’anno è stato attribuito, in memoria, al professor Giovanni Scambia, celebre specialista in ginecologia oncologica e direttore del Polo Scienze della Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Gemelli.
“Questa edizione del Premio Zanibelli guarda in modo particolare alla salute femminile, che resta una priorità in ogni fase della vita. Penso ad alcuni momenti particolarmente delicati nella vita di ogni donna: la gravidanza, la maternità, la ricerca di un figlio, la menopausa”, ha detto Schillaci, ricordando il professor Scambia, “un punto di riferimento nel campo della patologia oncologica ginecologica.
Ma “ognuno dei temi di questa edizione riflette la missione che anima il Premio Zanibelli: mettere al centro la persona e restituire alla parola il suo potere terapeutico. Le storie che oggi premiamo – ha aggiunto il ministro – non raccontano solo la malattia, ma l’energia della vita, il coraggio di reagire, di cercare senso, di rialzarsi”. Anche con l’aiuto delle parole. “Il linguaggio della cura è fatto di ascolto, empatia e responsabilità”, ha ricordato il ministro, sottolineando che anche la letteratura può diventare medicina, capace di unire la conoscenza alla sensibilità”.
I vincitori dell’edizione 2025 del Premio Zanibelli
“Ogni storia di cura può diventare un patrimonio condiviso di crescita e speranza”, ha poi ricordato il presidente e Ad Sanofi Italia e Malta, Marcello Cattani, dopo aver sottolineato record e sfide per la farmaceutica italiana (“abbiamo raggiunto un record di 56 mld di euro di produzione nel 2024, ma quest’anno viaggiamo verso un 30% in più”).
Ma torniamo al premio: quest’anno erano in gara quasi 150 opere edite e inedite. Per la categoria Narrativa, ha vinto ‘Trotula’ di Emilia Zazza (edito da Manni. L’autrice è nella foto principale, insieme a Marcello Cattani e Orazio Schillaci), un romanzo di un’autrice sull’eccezionale figura della donna che nel Medioevo rivoluzionò la medicina grazie, appunto, a una nuova attenzione all’universo femminile.
Per la Saggistica è stato premiato Daniele Coen per la sua opera “Corsia d’emergenza” (edito da Chiarelettere): la testimonianza di un medico che per quarant’anni ha operato in un pronto soccorso, alle prese con sfide e criticità.
Per la categoria Illustrati il premio è andato al volume “Mi manchi già” di Alberto Pellai, illustrato da Ilaria Zanellato ed edito da De Agostini. Un testo che affronta con delicatezza il tema del lutto e della separazione.
Quanto agli inediti, come migliore manoscritto la Giuria ha scelto di premmiare con la pubblicazione con Piemme Editori “Come i girasoli sotto la pioggia” di Stefano Marando. Un diario che affronta con sincerità e intensità i temi della salute mentale, della terapia e della fragilità umana, mostrando come la scrittura stessa possa diventare strumento di cura.
Il ricordo di Franco Di Mare
Menzione speciale della Giuria a “Le parole per dirlo” del giornalista, conduttore televisivo e scrittore italiano Franco Di Mare, recentemente scomparso, un’opera che ha dato voce alle vittime invisibili della guerra e riflette sul potere della parola nella narrazione della malattia.
Quest’anno il premio “La parola che cura” è stato assegnato al dottor Giuseppe Ciancamerla, presidente dell’associazione Conacuore, per l’attività di insegnamento della rianimazione cardiocerebrale svolta nelle scuole della Valle d’Aosta negli ultimi anni.
Infine è andato a una donna il Premio giovani e futuro: la dottoressa Giulia Monzi ha vinto con il suo elaborato sul rapporto tra pubblico e privato in ambito sanitario. L’autrice potrà svolgere un’esperienza formativa come come tirocinante retribuita presso il Dipartimento di Public Affairs di Sanofi Italia a Roma.


