Novo Nordisk: terremoto ai vertici, sollievo per Anagni

Novo Nordisk

Rivoluzione ai vertici del colosso danese Novo Nordisk. Il presidente Helge Lund, il suo vice Henrik Poulsen e cinque amministratori indipendenti (Laurence Debroux, Andreas Fibig, Sylvie Grégoire, Christina Law e Martin Mackay) non si candideranno all’assemblea straordinaria degli azionisti del 14 novembre, dopo le “divergenze” con Fondazione Novo Nordisk, azionista di maggioranza dell’azienda. Helge Lund aveva preso il posto del Ceo Lars Fruergaard Jørgensen nel maggio scorso.

Stando ai rumor l’ex Ceo Lars Rebien Sørensen (che ha guidato l’azienda dal 2000 al 2016 per diventare chair della Fondazione Novo Nordisk) dovrebbe assumere la presidenza del CdA e guidare l’azienda farmaceutica europea fuori dal ‘guado’. Si tratta infatti di un periodo complicato dai dazi e dalla concorrenza nel settore dei nuovi anti-obesità, dopo gli anni di fasti legati al successo di semaglutide. Tanto che a settembre era arrivato l’annuncio di un corposo piano di licenziamenti.

D’altra parte nelle scorse ore i dipendenti del sito produttivo di Anagni hanno tirato un primo sospiro di sollievo, dopo l’incontro di Erik Lorin Rasmussen, Senior Vice President Novo Nordisk, con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. “Non sono previsti impatti significativi per il sito laziale e non sarà necessaria l’attivazione di una procedura collettiva, sebbene non si possano escludere singoli adeguamenti in alcune funzioni di supporto”, precisa una nota dell’azienda.

Il futuro di Anagni

Nel corso della sua visita in Italia, Rasmussen ha illustrato il contesto sfidante e mutevole per Novo Nordisk. “L’adeguamento dei volumi produttivi, legato alle mutate condizioni di mercato e alla temporanea sospensione della linea dedicata al farmaco per l’obesità”, viene  gestito “facendo leva su contratti stagionali in scadenza a breve, senza alcun impatto sul personale a tempo indeterminato”.

Sul fronte degli investimenti è stata confermata la “temporanea messa in pausa di una parte delle iniziative di espansione del sito”. Una misura “che mira a garantire che gli investimenti futuri procedano in condizioni di mercato solide e sostenibili”.

Il top management del gruppo danese ha precisato che lo stabilimento di Anagni continuerà a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il network mondiale di Novo Nordisk. Quanto alle notizie di accordi con la società spagnola Rovi per la produzione di farmaci anti-obesità, l’azienda ha precisato che si tratta di una collaborazione siglata prima del piano di trasformazione globale e non collegata alle decisioni sul sito di Anagni. Francesco Rocca ed Erik Lorin Rasmussen hanno concordato di mantenere aperto il canale di dialogo, anche per individuare ulteriori strumenti di collaborazione istituzionale e industriale, fanno sapere dalla Regione Lazio.

Intanto a Bagsværd…

Più spinosa la situazione a Bagsværd, sede del colosso danese. “A seguito di discussioni con la Fondazione Novo Nordisk in merito alla futura composizione del consiglio di amministrazione, non è stato raggiunto alcun consenso”, ha dichiarato in una nota Helge Lund.

Ma che è successo? “Il Board ha proposto un rinnovo incentrato sull’aggiunta di nuove competenze selezionate, pur mantenendo la continuità, mentre il Consiglio della Fondazione desiderava una riconfigurazione più ampia. Dopo un’attenta riflessione e considerando la posizione della Fondazione e il controllo della maggioranza dei voti in Novo Nordisk, il Board ha concluso che è nel migliore interesse dell’azienda e dei suoi azionisti convocare un’Assemblea generale straordinaria per eleggere nuovi membri del Consiglio di Amministrazione e fare chiarezza sulla futura governance di Novo Nordisk”, ha chiarito Lund.

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