La lettura della Manovra 2026 e delle misure per la sanità pubblica non è piaciuta ad Anaao Assomed, che ha proclamato lo stato di agitazione dei dirigenti sanitari. Nel mirino del sindacato le “gravissime sperequazioni ai danni dei dirigenti sanitari biologi, chimici, farmacisti, fisici e psicologi del Ssn contenute nella Manovra 2026″, come si legge in una nota.
Sul fronte delle retribuzioni, la Manovra introduce un incremento dell’indennità di specificità – aggiuntivo rispetto allo stipendio base – pari a 280 milioni annui a partire dal 2026: 85 milioni per i medici, 195 milioni per gli infermieri, 8 milioni per i dirigenti sanitari non medici e 58 milioni per altre professioni sanitarie (riabilitazione, prevenzione, tecnico-sanitarie, ostetrica, assistente sociale) e gli operatori socio-sanitari.
Ma, come spiega Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, nel testo “si prevede una disparità di incrementi dell’indennità di specificità medica e sanitaria di oltre sei volte tra medici e dirigenti sanitari e di oltre tre volte tra infermieri e dirigenti sanitari, ignorando totalmente formazione (9 anni rispetto a 3), ruolo dirigenziale e relativi incarichi e competenze fissate dalle leggi vigenti”.
Sanità: dirigenza sanitaria esclusa dalle prestazioni aggiuntive
Non solo. La Manovra esclude totalmente dallo svolgimento delle prestazioni aggiuntive le categorie della dirigenza sanitaria, includendo solo medici e personale sanitario del comparto di tutte le qualifiche.
“In altre parole nella medesima equipe e con pari responsabilità di incarico dei medici, i sanitari vengono esclusi – dice Di Silverio – e viene altresì previsto che il personale tecnico sanitario possa effettuare prestazioni aggiuntive e il dirigente sanitario, responsabile della prestazione erogata dal servizio, sia escluso”.
Errori inaccettabili per il leader Anaao. “Frutto vogliamo credere inconsapevole dei redattori del testo, che chiediamo pertanto di correggere nell’iter del provvedimento”, conclude Di Silverio.


