Dolcetto o scherzetto? Mentre molti giovanissimi italiani si apprestano a festeggiare Halloween, feste, locali e case private si attrezzano con figure spaventose che spuntano dall’ombra. Spingendo i visitatori – con gli occhi spalancati e il cuore che batte all’impazzata – a immobilizzarsi e fuggire. Ma questo tipo di reazione istintiva può essere dannosa? E festeggiare streghe e fantasmi può far male ai più piccoli?
A rispondere sono i ricercatori dell’University of Colorado Boulder e il pediatra Italo Farnetani. “Ogni bambino – dice Farnetani a Fortune Italia – dovrebbe partecipare alla festa di Halloween. È vero che alcuni hanno criticato questa festa d’importazione. Ma in realtà è un segno di vitalità della società, una festa utile anche perché si crea un grande movimento. Halloween coinvolge grandi e piccini e ormai è una tradizione per l’attuale generazione di genitori. Quindi via libera ai festeggiamenti, senza paura”.
Un’occasione in più “per stare insieme con i coetanei e noi sappiamo quanto il distanzamento sociale imposto da Covid-19 abbia danneggiato bambini e adolescenti”, aggiunge il pediatra.
Se la risposta alla paura s’inceppa
E gli spaventi di Halloween? Dal punto di vista evolutivo, la risposta innata alla minaccia è fondamentale per la sopravvivenza. Ma quando il meccanismo è sovraeccitato può causare problemi, spiegano su ‘Molecular Psychiatry’ i ricercatori americani.
Il team ha identificato un nuovo circuito cerebrale responsabile della risposta alla minaccia. Noto come nucleo interpeduncolare, questo denso gruppo di neuroni specializzati non solo innesca la reazione di immobilizzazione e fuga, ma la attenua quando gli animali capiscono che il pericolo non è reale.
Peccato però che, nelle persone con ansia o disturbo da stress post-traumatico, questo circuito potrebbe essere interrotto. Ecco perchè la paura non si placa. Una scoperta che potrebbe aprire la strada a nuove terapie e contribuire a spiegare perché alcune persone hanno una maggiore propensione al rischio.
Un allarme che non smette di suonare
“Il sistema di minaccia del cervello è come un allarme. Deve suonare quando il pericolo è reale, ma deve anche spegnersi quando non lo è”, ha affermato la prima autrice dello studio Elora Williams, del Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze. “Il nostro studio mostra come il cervello impari a perfezionare queste risposte attraverso l’esperienza, aiutandoci ad adattarci al mondo”.
Williams e l’autrice senior Susanna Molas, professoressa associata presso il Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze, hanno sviluppato qualcosa di simile a una casa infestata per roditori. Per tre giorni di fila hanno proiettato periodicamente un’ombra simile a quella di un predatore su uno schermo sopra una grande ‘arena’ dove i topi di laboratorio erano impegnati a muoversi in un labirinto.
Le telecamere hanno iniziato a girare. Attraverso l’uso di una tecnica di imaging chiamata fotometria a fibre ottiche, che utilizza proteine fluorescenti per segnalare l’attività neurale, i ricercatori hanno misurato in tempo reale cosa stava accadendo all’interno del cervello dei topolini. Il primo giorno, quando la figura minacciosa appariva su di loro, i topi, come previsto, si bloccavano e si rifugiavano in un angolo, prima di avventurarsi di nuovo fuori.
Il secondo giorno, hanno smesso di bloccarsi, nascondendosi solo per poco tempo. Il terzo giorno, la figura spettrale li ha turbati appena. Anche la loro attività cerebrale è cambiata.
Ma c’è di più: il team ha utilizzato una tecnica chiamata optogenetica, per controllare l’attività dei neuroni all’interno del circuito della paura. Risultato? L’impatto sul comportamento dei topi è stato profondo.
Quando i neuroni venivano silenziati prima della comparsa dell’ombra, gli animali si bloccavano meno. Quando invece venivano attivati per tutti e tre i giorni dell’esperimento, gli animali non si abituavano mai all’ombra incombente. Il nuovo studio è il primo a identificare il nucleo interpeduncolare, una piccola parte dell’antico mesencefalo, come elemento chiave per consentire agli animali di superare paure ingiustificate. Come quelle dei mostri di Halloween. Chissà dove ci porterà questa scoperta.


