È online la nuova puntata del Fuori Festival, il vodcast che va direttamente a casa delle aziende per capire come si raccontano. In questa puntata ci immergiamo nel mondo della Salute e dell’Health Journalism Forum con Ilario Vallifuoco che intervista Giovanna Gigliotti, Amministratrice delegata di UniSalute S.p.A. e Deputy Insurance General Manager Life & Health Officer presso Unipol Assicurazioni.
“UniSalute è un’azienda con un grandissimo dinamismo perché insiste su un mercato in crescita in cui bisogna avere la capacità e la lucidità di interpretare il momento e di essere innovativi”, spiega Gigliotti. “Con la mia squadra, giovane rispetto ad altre compagnie dal momento che l’età è tra i 35 e i 36 anni, abbiamo fatto grandi cose come gestire il tema della pandemia”.
Nel corso dell’intervista è emerso anche il tema della complementarità tra sanità pubblica e sanità privata. “Questa è una dicotomia che esiste nella testa delle persone che forse non prestano la giusta attenzione alle dinamiche del Paese. Già prima della pandemia si parlava di due pilastri della sanità. Il primo è certamente la sanità pubblica, che è imprescindibile in un Paese democratico e civile perché tutte le persone devono poter avere accesso alle cure in qualunque momento e in qualunque condizione”, spiega.
“Tuttavia, viviamo in un Paese che invecchia, dove la natalità la rallenta e dove ci sono 24 milioni di cronici. In questo contesto i bisogni sanitari sono sempre più assorbenti e si scontrano con risorse che non sono infinite. Occorre quindi integrare pubblico e privato con lucidità e consapevolezza, lasciando che ciascuno dei due ambiti si occupi di cose diverse. Nella sanità privata si dovrebbero fare le cose extra alea, cioè tutte quelle prestazioni non previste dal sistema sanitario pubblico”.
Qui entra anche in gioco il tema del welfare aziendale che in UniSalute è molto diffuso. “Noi abbiamo una polizza come previsto da contratto collettivo nazionale per il settore assicurativo che permette ai nostri dipendenti di fare, in qualunque momento, prestazioni e cure in modalità diretta attraverso i sistemi di app e web. Una cosa che è eticamente apprezzabile non tanto per un discorso del tipo ‘se ti curi non ti ammali e quindi fai meno giorni di malattia’, che è una visione molto limitata dal tema, ma perché riteniamo che prendersi cura dei dipendenti è un modo per farli sentire parte di un ambiente tutelato e protetto. Le grandi aziende hanno sempre fatto così ma adesso anche le medie e le piccole stanno andando in questa direzione”.
Un altro aspetto fondamentale per UniSalute è l’attenzione alla comunicazione. “L’elemento che ci porta ad interessarci a questo tema sono i giovani. La sanità fa molta fatica ad arrivare loro, per questo abbiamo elaborato uno strumento digitale pensato innanzitutto per loro. Si tratta della nostra piattaforma ‘UniSalute per te’ che si può utilizzare direttamente online e dove ciascuno può comporre la propria polizza secondo i propri bisogni. Questo perché abbiamo visto che i giovani, come mio figlio che ha 27 anni, tendono a comprare essenzialmente online e non vogliono avere a che fare con una burocrazia eccessiva”.


