Ci vorrebbe davvero un amico sempre pronto ad ascoltarci e rassicurarci. Non si è ancora placato il clamore della morte di Adam Raine, suicida a 16 anni dopo mesi di fitte conversazioni con ChatGPT, mentre scopriamo che l’AI sta seducendo i giovanissimi italiani grazie a una sorta di ‘conforto emotivo’.
E a dircelo è un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e intelligenza artificiale contenuto nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo ‘Senza filtri’, diffuso oggi da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’adolescenza.
Per chi ha in mente la storia di Adam, i dati suonano come una sveglia. Parliamo di “una generazione duramente segnata dall’emergenza Covid, in termini di uso problematico di internet e di rischi di isolamento, che oggi cerca con forza nuovi spazi di protagonismo”, come ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice del Polo Ricerche di Save the Children. Ecco allora che “le disuguaglianze economiche, educative e sociali si fanno più pesanti proprio in questa fase cruciale della crescita, rischiando di compromettere il futuro” dei ragazzi.
AI scaccia ansia e tristezza
Veniamo ai dati: il 41,8% degli adolescenti si è rivolto all’AI per chiedere aiuto quando era triste, solo o in ansia. Oltre il 42% ha chiesto a questo amico tech consigli su scelte importanti da fare. D’altronde più del 92% dei 15-19enni intervistati usa strumenti di AI, contro il 46,7% degli adulti.
Il 30,9% lo fa tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana e solo il 7,5% non la utilizza ma. Insomma, questo strumento è a portata di mano per i nativi digitali, ma in realtà proprio l’apparente capacità di ascolto e risposta nasconde un’insidia: quella di scambiare davvero l’AI per un amico.
Così se “il 60% degli adolescenti è soddisfatto o molto soddisfatto di sé, con percentuali più elevate tra i ragazzi (71%) rispetto alle ragazze (50%), al 9% è capitato di isolarsi volontariamente anche per brevi periodi per problemi di natura psicologica. E quasi uno su 8 ha usato psicofarmaci senza prescrizione nell’ultimo anno, con una percentuale più alta tra le ragazze (16,3%)”, come rileva l’indagine .
Una fragilità che apre il varco alla costruzione di un rapporto di fiducia fra giovani esseri umani e macchine.
Questione di benessere psicologico
Restando in tema, poco più di una ragazza su tre ritiene di avere un buon equilibrio psicologico (34%), contro il 66% dei ragazzi. “La più ampia differenza di genere rilevata tra tutti i Paesi europei (oltre 30 punti percentuali). In totale, meno della metà dei ragazzi e delle ragazze (49,6%) mostra un buon livello di benessere psicologico”, precisa il rapporto.
Onlife, fra ghosting e cyberbulli
A favorire l”amicizia’ con l’AI è anche il fatto che ormai la vita dei nativi digitali si svolge in una dimensione definita da Save The Children onlife, in cui non ci sono più barriere tra mondo fisico e virtuale. Il 38% dei 15-19enni afferma di guardare spesso il cellulare in presenza di amici o parenti e il 27% si sente nervoso quando non lo ha con sé.
Più di uno su 8 è iperconnesso, e il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo, un dato in aumento dal 2018, quando le vittime erano ‘solo’ il 31,1%. Il 30% ha fatto ghosting, bloccando una persona improvvisamente senza fornire spiegazioni. Il 37% dei 15-19enni trascorre tempo sui siti porno per adulti, percentuale che questa volta sale al 54,5 % nel caso dei ragazzi, contro il 19,1% delle ragazze.
Musei, cinema, libri e sport impallidiscono
C’è da dire che le alternative alla vita digitale non se la passano bene. Un adolescente su due non ha mai visitato mostre o musei nel 2024 (oltre il 60% nel Mezzogiorno), il 21,2% non è mai andato al cinema, il 46,2% non legge libri al di là di quelli scolastici.
E ancora: il 18,1% non fa nessuna attività fisica (il 29,2% nel Mezzogiorno). Meno della metà (47,6%) dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha fatto una gita o una vacanza di almeno una notte, in Italia o all’estero, rispetto all’81% dei giovani spagnoli e il 90% degli olandesi.
Amici e genitori: bene ma non benissimo
Sul fronte delle relazioni, la buona notizia è che gli amici – quelli reali – restano un punto fermo: più di 8 adolescenti su dieci sono soddisfatti del loro rapporto con gli amici. Pochissimi, l’1,6%, non lo sono per nulla. Positiva ma più articolata la relazione con i genitori, il 78% se ne dichiara soddisfatto o molto soddisfatto (84% i ragazzi, 73% le ragazze), anche se il 31% dichiara di aver avuto gravi problemi.
Quali strumenti di AI usano i ragazzi
I chatbot (Chat GPT, Claude, Dixit) sono di gran lunga gli strumenti più utilizzati dagli adolescenti (68,3%), seguiti da strumenti di traduzione automatica (42,5%) e assistenti vocali (33,3%). Il 9,3% usa chatbot ‘relazionali’ come Character IA e Anima.
Tra chi utilizza l’AI, i motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio e nei compiti (35,2%), traduzioni (19,8%), scrittura di testi (18,7%), ma è rilevante la percentuale anche di chi la usa prevalentemente per scopo ludico (21,4%), o per consigli utili per la vita quotidiana (15%). Il 7,1% degli utilizzatori di AI lo fa per aumentare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia.
La caratteristica più apprezzata dagli adolescenti è il fatto che l’AI ‘è sempre disponibile’ (28,8%), ma anche (14,5%) che ‘mi capisce e mi tratta bene’ e ‘non mi giudica’ (12,4%). Così forse non ci stupirà troppo scoprire che 58,1% ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3% spesso, il 43,8% qualche volta)¸il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con un bot che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta) e il 48,4% ha condiviso informazioni della sua vita reale.
“Dalle voci degli adolescenti raccolte con l’Atlante emergono richieste concrete alle quali dare risposta”, ha detto Milano. “È necessario anche che la scuola assuma tra le sue funzioni costituenti quella di assicurare il benessere psicologico e di educare alle relazioni, all’affettività e alla sessualità. Allo stesso tempo, le istituzioni nazionali e gli enti locali sono chiamati a rispondere concretamente alla fame di spazi autogestiti da ragazzi e ragazze per l’incontro, la produzione artistica e culturale, lo sport. Come risulta dal nostro sondaggio, l’Intelligenza Artificiale è ormai entrata nella quotidianità degli adolescenti, svolgendo in alcuni casi un preoccupante ruolo di conforto emotivo. È urgente un dialogo intergenerazionale per comprendere a fondo rischi e opportunità di questo cambiamento”.
Un messaggio prezioso anche per i genitori, che forse farebbero bene anche a favorire esperienze formative nella vita reale, dallo sport, alle gite, fino alle visite ai musei, che sembrano troppo spesso un miraggio per i teenager italiani.

