Medici: l’emendamento sulla responsabilità che non piace a nessuno

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Mentre si lavora di ‘cesello’ alla Manovra, uno degli emendamenti segnalati dalla maggioranza – il 69.0.25 – si è attirato gli strali dei medici tutti: dai maggiori sindacati alla Federazione nazionale degli Ordini dei ‘camici bianchi’, passando per il ministero della Salute. L’emendamento dello scandalo punta a rendere nuovamente contrattuale la responsabilità civile del personale sanitario.

Dopo una serie di note infuocate, è arrivata la puntalizzazione di Lungotevere Ripa: “In relazione all’emendamento alla finanziaria che modifica la disciplina della responsabilità professionale dei medici, il ministero della Salute esprimerà parere contrario. L’attuale normativa garantisce una tutela adeguata, integrata peraltro dalla recente norma sulla colpa grave, e non si ritiene utile né opportuno introdurre una modifica che, di fatto, andrebbe in senso opposto a quanto fin qui proposto dal ministro Orazio Schillaci sulla colpa medica”.

Una dichiarazione stringata che suona come una pietra tombale sul destino dell’emendamento. Ma intanto vediamo meglio di che si tratta.

Cosa prevede l’emendamento che fa infuriare i medici

Presentato dalla senatrice Michaela Biancofiore, l’emendamento –  segnalato come prioritario dalla maggioranza – prevede che l’esercente la professione sanitaria risponda in via principale del proprio operato a titolo di responsabilità contrattuale ai sensi dell’articolo 1218 del codice civile. La responsabilità della struttura diventa sussidiaria, confinata a pochi casi, mentre il medico torna a essere perseguibile senza tenere in alcuna considerazione la graduazione della colpa, con il rischio che le strutture possano perfino rivalersi su di lui per i risarcimenti.

Un ritorno al passato duramente osteggiato dai sindacati dei medici Anaao Assomed e Federazione Cimo-Fesmed. “Mentre da un lato il Governo promette lo scudo penale per garantire tutele e permettere a medici e professionisti sanitari di lavorare con un minimo di serenità, dall’altro si tenta di compiere un gravissimo colpo di mano, provando a demolire l’impianto della legge Gelli-Bianco, che aveva finalmente reso extracontrattuale la responsabilità civile del personale sanitario, limitandola alla sola colpa grave”, sintetizzano Anaao Assomed e Cimo-Fesmed.

Tornerà la caccia ai medici?

Pierino Di Silverio, segretario Anaao Assomed, e Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed, non hanno dubbi: l’emendamento “riporta il Paese all’epoca della caccia al medico. Questa proposta è un attacco frontale alla categoria. Non solo ignora anni di battaglie per costruire un sistema più equo, ma scarica sui medici responsabilità che dovrebbero ricadere sulle strutture. È un atto ostile e irresponsabile, che contrasteremo in ogni modo per tutelare i colleghi, già oggi schiacciati da responsabilità crescenti e da condizioni di lavoro sempre più insostenibili”.

“Fortunatamente lo stesso partito della senatrice, attraverso una nota del responsabile Sanità Andrea Costa, ha preso le distanze dall’inaccettabile proposta”, continuano Di Silverio e Quici, sottolineando comunque come dal Governo “siano già arrivate rassicurazioni sul fatto che la proposta della senatrice non avrà alcun seguito”.

D’altra parte “l’attuale normativa in materia di responsabilità professionale prevede già che il medico risponda degli errori commessi, e lo faccia sia in sede penale che civile. I cittadini, dunque, com’è giusto che sia, sono già ampiamente tutelati in caso di contenzioso. Al contrario di quel che pensa la senatrice, oggi i medici sono sottoposti a cinque tribunali indipendenti e paralleli e ad una vergognosa gogna mediatica: per la tutela dei cittadini e dei malati, è urgente una proposta di revisione della responsabilità professionale dei sanitari, che vada però nel senso opposto a quello proposto”, auspicano i sindacati.

“Siamo al paradosso” per il presidente dei medici italiani

Non meno irritato Filippo Anelli, presidente della Fnomceo. Se la Legge Gelli-Bianco aveva reso extracontrattuale la responsabilità civile del personale sanitario, limitandolo alla sola colpa grave, l’emendamento 69.0.25, “prevede che l’esercente la professione sanitaria risponda in via principale del proprio operato a titolo di responsabilità contrattuale, mentre la responsabilità della struttura in cui opera diventa sussidiaria, limitata a pochi casi marginali, e anche in questi può comunque rivalersi sul medico”, sottolinea il numero uno della Federazione nazionale.

Insomma, “siamo al paradosso per cui, mentre da un lato il Governo si impegna sullo scudo penale e sulla revisione organica della materia partendo dai lavori della Commissione D’Ippolito, dall’altro con un singolo emendamento si vuole far diventare il medico il principale bersaglio delle richieste di risarcimento, sollevando le strutture. Chiediamo pertanto il ritiro immediato dell’emendamento, se non vogliamo che tutte le strutture si trasformino in cattedrali nel deserto, svuotate da una fuga in massa dei medici e del personale sanitario verso altri Paesi”.

“Siamo convinti che la maggioranza e il Parlamento sapranno giudicare l’emendamento in questione“, concludono (per il momento) i leader di Anaao Assomed e Cimo-Fesmed.

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