Nuove generazioni di ‘medici del cuore’ da tutto il mondo a Fiesole, alle porte di Firenze, per una full immersion formativa attenta alle nuove tecnologie, AI inclusa. Fondazione Menarini inaugura così una nuova partnership con la World Heart Federation ospitando l’edizione 2025 del programma ‘Emerging Leaders’ della WHF.
Obiettivo di cinque giorni di lavori è stata la formazione della prossima generazione di leader nella lotta alle malattie cardiovascolari, giovani provenienti da tutte le parti del mondo. “Il programma Emerging Leaders è un fiore all’occhiello della nostra missione di ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari a livello globale – ha dichiarato il professor Jagat Narula, Presidente di WHF – Mi congratulo con i giovani selezionati per questo corso: rappresentano il futuro della leadership della salute cardiovascolare, grandi menti animate da una grande passione e dall’impegno a migliorare la vita delle persone attraverso la scienza. Un ringraziamento particolare va a Fondazione Menarini per l’apprezzamento del nostro operato e per la sua generosità nell’ospitare questo programma”.
L’AI e le sue potenzialità
In cardiologia l’intelligenza artificiale (AI) ha il potenziale per rivoluzionare la prevenzione, la diagnosi e la gestione delle malattie, specialmente nei contesti a basso reddito, dove i sistemi sanitari affrontano carenze croniche di personale, disuguaglianze nell’erogazione delle cure e infrastrutture diagnostiche limitate. Dalle analisi dell’ECG potenziate dall’AI, alle App di telemedicina, passando per i modelli predittivi, la tecnologia può facilitare l’identificazione precoce e la personalizzazione delle cure per le patologie del cuore, con un impatto concreto per i pazienti. Ma questa innovazione e le nuove soluzioni che stanno emergendo devono diventare pane quotidiano per gli specialisti.
“Il tema ispiratore di tutte queste soluzioni è offrire un’assistenza di valore, ad un costo più basso, che non significa ‘low cost’ nell’accezione peggiorativa comune, quanto piuttosto, ‘innovazione scalabile’”, ha detto Clara Chow, professoressa di Medicina all’Università di Sidney. Tra le applicazioni già disponibili per il prime time in medicina ci sono i chatbot, sistemi di Risposta Interattiva Vocale che offrono un’esperienza ‘umana’ e personalizzata, oltre all’invio di richiami per esami e visite di controllo, sistemi che si potrebbero rivelare di grande utilità, ad esempio, nei programmi di follow up di un paziente, dopo la dimissione dall’ospedale. Ma già si guarda ad un futuro più remoto, dove l’AI rivoluzionerà la farmacoterapia cardiovascolare: dagli algoritmi capaci di scegliere i farmaci più efficaci e prevedere effetti collaterali, ai digital twins per accelerare la scoperta di nuove molecole e personalizzare i trattamenti, rendendo più efficienti e di rapido svolgimento i trial clinici.
Ma attenzione: “Uno dei rischi da tener d’occhio è il cosiddetto ‘automation bias’ (pregiudizio dell’automazione), quello che ci porta a ritenere che le macchine siano sempre affidabili”, ha avvertito Chow.
Il primo passo di un’alleanza per il cuore (e non solo)
Insomma, i temi sono tanti e diversi. Come ha spiegato Stefano Del Prato, presidente di Fondazione Menarini, quello di Fiesole è il primo evento di una collaborazione che punta a “fornire elementi di conoscenza alle nuove generazioni, con la certezza che tra di loro, ci sono i leader del futuro e offrendo loro l’opportunità di attivare collaborazioni, costruire networking e avvicinarsi alle nuove soluzioni tecnologiche, un leitmotiv della gestione delle malattie e della salute per gli anni a venire”.
Dal canto suo, WHF “tende a costruire un network cardiologico globale coinvolgendo oltre 100 nazioni. I giovani – ha detto il Ceo di WHF, Finn-Jarle Rode – svolgono un ruolo cruciale in questo processo, in quanto portatori di nuove idee, nuove strategie e rinnovato interesse per queste patologie del cuore”.
Investire nelle competenze di questi giovani talenti “significa costruire un futuro dove la tecnologia sarà al servizio di cure cardiovascolari più eque e accessibili”, ha rilevato Giuseppe Caracciolo, Direttore degli Affari Scientifici e Medici di Fondazione Menarini. La World Heart Federation riunisce la comunità cardiologica e la società civile per dare a tutti, ovunque, la possibilità di vivere una vita lunga e sana. “E da oggi, lo fa anche in collaborazione con la Fondazione Menarini”, ha chiosato Stefano Del Prato.


