Prestigioso riconoscimento per Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid) e ordinaria di Endocrinologia alla Sapienza Università di Roma. La professoressa – nome di peso nel campo della ricerca e della cura del diabete – è stata insignita del prestigioso Premio ‘Trotula 2025’ (Premio Internazionale della Scuola Medica Salernitana) dall’Almo Collegio della Scuola Medica Salernitana.
“La Scuola Medica Salernitana, grata per il Suo importante impegno nel campo della medicina e della ricerca, si onora di conferirle tale Premio – si legge nelle motivazioni – che rientra nel Premio Internazionale Scuola Medica Salernitana, già assegnato a illustri personalità nazionali ed internazionali del campo della Scienza, della Cultura e dell’Arte tra i quali il professor Umberto Veronesi, la professoressa Rita Levi Montalcini, il professor Franco Mandelli, il professor Jeremiah Stammler e il professor Paolo Ascierto”.
Nel corso della cerimonio, nei giorni scorsi a Salerno, Buzzetti ha sottolineato come “questo premio celebra non solo il mio impegno personale, ma il lavoro corale della nostra comunità scientifica nel migliorare la qualità di vita delle persone con diabete e nel promuovere una ricerca sempre più attenta alle differenze e ai bisogni individuali. Trotula, figura straordinaria della medicina medievale, ci ricorda quanto sia essenziale che le donne possano essere protagoniste della ricerca e della cura: ricevere un premio che porta il suo nome significa dunque raccogliere un’eredità di competenza, coraggio e innovazione, che continua a ispirarci ogni giorno”.
Chi è Raffaella Buzzetti
Prima donna alla guida della Società Italiana di Diabetologia, Buzzetti è ordinaria di Endocrinologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia della Sapienza e responsabile della UOC (Unità Operativa Complessa) di Diabetologia del Policlinico Umberto I di Roma.
L’eredità della medica medievale
Dal canto suo Trotula de Ruggiero è stata una delle più celebri ‘mediche’ della Scuola Medica Salernitana (XI–XII secolo), la prima e più autorevole istituzione medico–scientifica dell’Europa medievale. Considerata una pioniera della medicina femminile, le sono attribuite opere fondamentali dedicate alla salute delle donne, alla gravidanza, al parto, ma anche ai trattamenti dermatologici e cosmetici.
La sua figura è divenuta simbolo di competenza, innovazione e attenzione alla persona in un’epoca in cui la presenza femminile nelle scienze mediche era eccezionale. Per questo, il suo nome è oggi associato a premi e iniziative che valorizzano il contributo delle donne nella ricerca e nella medicina contemporanea.


