Ci siamo: l’influenza ha iniziato a correre in Italia, e a farla da padrona nell’ultima settimana è stata l’ormai famosa variante K. Stando al nuovo bollettino RespivirNet dell’Istituto superiore di sanità, infatti, dall’8 al 14 dicembre abbiamo avuto 14,7 casi per 1.000 assistiti (contro 12,4 nella settimana precedente), ovvero circa 817mila nuovi contagiati, che portano il totale dall’inizio della sorveglianza a ben 4,9 milioni di italiani messi a letto dai virus respiratori.
Febbre, tosse, ossa rotte e talvolta sintomi intestinali. “Direi che la stagione influenzale sta procedendo molto velocemente, questa è anche l’indicazione che arriva dall’Ecdc e dall’Oms in tutta la regione europea. È importante segnalare questa presenza predominante del virus H3N2 del clade K, che è immunoevasivo per via di 7 mutazioni: insomma, è molto contagioso”, dice a Fortune Italia il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano. Ma che cosa sappiamo?
L’influenza K è più cattiva?
Stiamo vedendo un gran numero di casi e le analisi di sequenziamento Iss evidenziano che anche in Italia ormai “il subclade K è nettamente prevalente. Tuttavia i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche. Inoltre, stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione“, scrivono gli esperti dell’Istituto di viale Regina Elena.
E il nostro virologo concorda: “Questo virus non è più cattivo degli altri. E la vaccinazione garantisce una riduzione di quelli che sono gli effetti di salute più importanti, in una stagione particolamente impegnativa”. Anche se i dati ancora non permettono di stabilire “l’efficacia dei vaccini verso le manifestazioni cliniche della malattia”, precisa l’Iss.
Quanto agli altri patogeni, “resta la presenza di Sars-CoV-2 ma non è molto alta e c’è una percentuale di virus respiratorio sinciziale. Dunque siamo ancora nella fase espansiva, che probabilmente raggiungerà il picco dopo le vacanze natalizie con i viaggi, i baci abbracci”, anticipa Pregliasco.
I bambini bersaglio e i virus più diffusi
A passarsela peggio sono i più piccini. “L’incidenza più elevata anche nell’ultima settimana si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni”, aggiunge il virologo. Il report Iss parla di circa 42 casi per 1.000 assistiti. I bimbi, come sempre, sono i più vulnerabili e contribuiscono a diffondere il contagio in famiglia.
Per quanto riguarda la caratterizzazione dei patogeni influenzali, la percentuale di virus A/H3N2 risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A/H1N1pdm09. “Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari”, dicono ancora dall’Iss.
La mappa dell’influenza
Se guardiamo alla Penisola, l’intensità è già molto alta in Campania e Sardegna, alta in Sicilia, media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale. E le prossime settimane, con le riunioni delle feste, non lasciano prevedere tempi migliori.

