L’influenza e la vagonata di virus respiratori di stagione sono in netta salita nel nostro Paese. I nuovi dati indicano “un rialzo notevole, dopo la relativa ‘tranquillità’ delle ultime settimane. I contagi, insomma, stanno salendo alla grande e il motore di questa corsa sta nei bambini”. Parola del virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano, che analizza gli ultimi numeri messi nero su bianco dal rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (Iss).
Influenza in aumento in Italia. Le novità e la triade di virus
Quasi 700mila nuovi casi in sette giorni
Nella prima settimana di dicembre l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute è stata pari a 12,4 casi per 1.000 assistiti (contro 10,2 del bollettino precedente). Sono stati stimati così circa 695mila nuovi casi di influenza e malanni respiratori, che portano il totale a circa 4 milioni di contagiati.
Influenza, piccoli incendiari e pazienti inglesi
L’incidenza più elevata si osserva ancora una volta tra i bimbi di 0-4 anni: i virus respiratori sono esplosi fra i più piccini, con circa 38 casi per 1.000 assistiti. “I piccoli di casa sono gli incediari di questa crescita. Come sempre non è facile prevedere il picco, ma alla riapertura delle scuole dopo i baci e gli abbracci di Natale mi aspetto una progressione importante come numero di casi”, continua Pregliasco.
“Quindi le previsioni vengono assolutamente confermate e vediamo anche in Inghilterra una situazione piuttosto pesante sul fronte influenza. Tutto questo ci fa pensare che anche da noi il prossimo futuro non sarà roseo. In Lombardia e in alcune regioni siamo già a un livello che ha fatto scattare le prime azioni organizzative sul fronte di ospedali e territorio e spero che tutto questo sia attuato a livello nazionale, proprio per determinare una capacità di risposta mirata a ridurre al minimo l’impatto di questi virus sul Servizio sanitario nazionale”, sottolinea il virologo.
Un’analisi coerente con le parole di Anna Teresa Palamara, capo del dipartimento di Malattie infettive dell’Iss. “Nelle prossime settimane è probabile che l’incidenza delle infezioni rimanga alta”, prevede Parlamara commentando il report.
I virus più diffusi e il famoso picco
E veniamo al toto-virus: su 2.714 campioni clinici analizzati 781 (28,8%) sono risultati positivi all’influenza, soprattutto di tipo A (157 di sottotipo H1N1pdm09, 375 H3N2 e 245 A non ancora sottotipizzati) e 4 influenza B.
Inoltre 89 campioni (3,3%) sono risultati positivi per Sars-CoV-2, 58 per virus respiratorio sinciziale (Rsv) e i rimanenti per altri virus respiratori: 283 (10,4%) rhinovirus, 68 (2,5%) virus parainfluenzali, 61 (2,2%) adenovirus, 55 coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, 19 bocavirus e 10 metapneumovirus.
Come proteggersi dall’influenza
Anche Palamara è cauta nel fare previsioni: “Non è possibile prevedere esattamente quando si raggiungerà il picco di casi, che di solito si registra tra fine dicembre e fine gennaio, ma nelle prossime settimane è probabile che l’incidenza rimanga alta. Ricordiamo pertanto le principali misure di prevenzione”, partendo dalla “vaccinazione, per cui si è ancora in tempo dal momento che il virus circolerà ancora per diverse settimane”
Non solo: la specialista invita a non dimenticare una “rigorosa igiene delle mani, il rispetto della cosiddetta ‘etichetta respiratoria’, ad esempio tossendo in un fazzoletto o nell’incavo del braccio”, evitando i luoghi chiusi e affollati in presenza di sintomi”. Per non alimentare la circolazione di questi malanni.
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